In un precedente articolo veniva denunciata l’intenzione del colosso dei combustibili fossili ENI di speculare anche con l’incenerimento dei rifiuti, evidentemente non pago degli enormi profitti extra realizzati nel 2022, per l’aumento del costo dell’energia legato alla guerra in Ucraina, aumento di cui tutti noi ci siamo accorti, purtroppo, quando abbiamo ricevuto le bollette, oppure siamo andati con l’auto al distributore di benzina, ma anche al supermercato dove i prezzi sono lievitati per l’inflazione.

Alcuni articoli di giornale annunciavano, a sorpresa, che la consociata ENI Rewind aveva intenzione di costruire un mega-inceneritore tra Marghera e Fusina, per bruciare 190.000 tonnellate all’anno di fanghi di depurazione provenienti da tutto il Veneto. Si poteva capire che il progetto era ormai in fase avanzata, e aveva già ottenuto il consenso preventivo delle autorità che dovrebbero vigilare sulla tutela dell’ambiente e della salute. Gli articoli erano corredati dalle immagini computerizzate di come sarà l’impianto una volta costruito: una bellissima enorme nave sullo sfondo di azzurro e verde di un cielo limpido e di una natura rigogliosa.

Subito è partita la contestazione dei comitati NO INCENERITORE. Venuti in possesso della documentazione tecnica, che obbligatoriamente deve corredare la presentazione del progetto, segnalavano le incongruenze tra quanto veniva dichiarato alla stampa da parte dell’amministratore delegato di ENI Rewind e l’effettiva portata dannosa per la salute e l’ambiente di un tale impianto. Altro che “fanghi provenienti solo dalle acque dei water”, si tratta di un materiale ad altissima pericolosità, contaminato da svariate sostanze tossiche micidiali. Spulciando la corposa documentazione emerge che gli stessi tecnici che la redigono ne segnalano la presenza, per esempio dei famigerati PFAS, di cui è ormai comprovato che tutti i fanghi del Veneto sono infarciti, che non possono essere inceneriti e che sono destinati a finire nell’aria che respiriamo e poi si depositano nel suolo e nelle falde, dove rimarranno per sempre (sono anche definiti forever chemicals).

Per inciso: per chi pensasse che questo è un problema che riguarda solo Malcontenta, il luogo dove l’inceneritore è destinato, mentre noi a Mogliano siamo esenti, segnalo un recente studio canadese (The Economics of Environmental Quality) che stima che i danni causati dalle polveri sottili (quelle che trasportano gli inquinanti fino a dentro i nostri polmoni) si hanno anche a 32 Km dalla fonte di emissione.

Il movimento NO INCENERITORI, che già aveva messo degli efficaci bastoni tra le ruote al progetto Veritas di ampliamento dell’inceneritore di Fusina, lì vicino, si è attivato subito anche contro il piano di ENI, forte del sostegno sempre più esteso da parte delle popolazioni interessate.

Il giorno 3 aprile era un lunedì. I dirigenti di ENI Rewind hanno scelto il pomeriggio di quel giorno lavorativo e una piccola sala di Malcontenta per l’obbligatoria presentazione pubblica del progetto prima di passare alla VIA, la Valutazione di Impatto ambientale regionale: evidentemente speravano di poter superare quel passaggio in maniera indolore, ma forse non ci confidavano troppo, visto lo schieramento di decine di poliziotti e carabinieri.

Nonostante l’orario e lo scarso preavviso è arrivato un popolo composto da centinaia di persone di tutte le età, armate solo di colorati cartelli e striscioni. La sala poteva contenere solo 50 persone, rigorosamente contate “per motivi di sicurezza”, per cui, dopo la proiezione del filmetto propagandistico e falso, illustrante con sapienti animazioni un impianto che avrebbe portato solo salute e gioia (un investimento di 140 milioni per creare 20 posti di lavoro e imprecisati profitti per ENI) il convegno si è spostato all’esterno e la parola è stata presa dai rappresentanti del coordinamento di comitati, dai medici, dai giovani del movimento per l’emergenza climatica, perfino da un parroco che ha ricordato il dramma dell’inquinamento da PFAS del vicentino.

Le settimane successive hanno visto un lancio incredibile di iniziative, come quando una delegazione del coordinamento si è presentata alla sede VIA regionale a Venezia, per presentare scatoloni contenenti ben 5.160 osservazioni sul progetto di ENI Rewind, accompagnati dal grande striscione “Non Brucerete il Nostro Futuro”.

Tutte le iniziative sfoceranno nella grandissima manifestazione del 27 maggio a Malcontenta, che verrà illustrata con prossimi annunci.

Siro Valmassoni
Medico ambientalista, per 40 anni anche anestesista rianimatore

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here