29 September, 2021
Home / Ambiente  / Ohilà, che facciamo?

Ohilà, che facciamo?

L’opinione sui Piani di Intervento. Lucio e Flavio incontrano Renzo Prete e Tiziana Bau

Renzo Prete e Tiziana Baù

(abbiamo visto come sta andando questa estate, tra bolle di caldo infernali e bombe d’acqua devastanti. Lunedì è toccato anche a Mogliano. Episodi simili sono accaduti anche in passato, ma negli ultimi anni si sono presentati sempre con maggior frequenza. La causa? Il surriscaldamento climatico. Vogliamo prenderne atto o continuiamo a mettere la testa sotto la sabbia? Vogliono le istituzioni, dai Comuni al Governo, fare ciò che si deve fare? Perché di soluzioni ne abbiamo, sia pure tardive per non aver ascoltato la voce di tanti scienziati e associazioni ambientaliste. Però la rotta si può ancora invertire. Ma bisogna agire subito, adesso, ora. L’articolo che segue torna a proposito. N.d.R.)

Dopo i “Ribelli contro l’estinzione” (ne abbiamo parlato nel precedente articolo, in particolare della querelle con il Sindaco Bortolato per l’interruzione della collaborazione decisa dallo stesso Sindaco) proseguiamo la nostra indagine sui Piani di Intervento approvati recentemente dall’Amministrazione comunale. Renzo Prete (Presidente della Commissione Ambiente del Comune) e Tiziana Bau (ex Assessore alla sicurezza sociale), sono attualmente consiglieri comunali di minoranza della lista civica “Carola Arena Sindaco”.

Diciamo subito che il loro volto e le loro parole rivelano delusione e anche preoccupazione.

A che si deve, gli chiediamo, visto che anche l’opposizione si è astenuta? L’astensione, argomenta Prete, nasce dalla considerazione che questi progetti vanno nel solco del PAT approvato dalla precedente Amministrazione di Carola Arena, con una sensibile riduzione delle cubature a tutela dell’ambiente. Tuttavia, ribadisce, pur trattandosi ancora di interventi minori, abbiamo manifestato la nostra opposizione a diversi di questi, e per diversi motivi. Possiamo elencarli?

Tiziana Bau: prima di tutto il metodo. Al Consiglio Comunale sono stati dati spiccioli di tempo per studiare le carte. Si pensi, ad esempio, che degli accordi per la “questione essiccatoio” e trasferimento dell’Alì abbiamo ricevuto notizia solo durante la seduta del Consiglio.

Renzo Prete: poi c’è il contenuto. Su alcuni piani abbiamo espresso critiche circostanziate, anche a risibili argomentazioni di sostegno, come quella di costruire parcheggi o edifici per eliminare gli “erboni” (neologismo dell’attuale Amministrazione, da sottoporre all’Accademia della Crusca) ma in altri si è capito ben poco con la documentazione a disposizione, in scala non decodificabile nei particolari. Speriamo con la loro pubblicazione venga dato il tempo necessario per le osservazioni.

Tiziana Bau: bisogna anche dire che questi accordi pubblico-privato non hanno tenuto conto di questioni rilevanti per la futura vivibilità della nostra città, come la questione della “mobilità lenta” e il completamento delle piste ciclabili avviate dalla precedente Amministrazione.

Renzo Prete: oggi la vera questione è che qualsiasi intervento urbanistico deve essere pensato tenendo conto dell’emergenza climatica, dichiarazione approvata anche dal nostro Consiglio Comunale (con il fattivo contributo dei giovani moglianesi “Ribelli contro l’estinzione”, lo ricordiamo). Dobbiamo unirci per dar vita a eco-città, non ci basta quel che sta provocando il surriscaldamento climatico? Gli studi e le esperienze ci sono, vicino a noi c’è l’Università di Venezia, lo IUAV, fucina che da anni si sta adoperando per adeguare gli interventi alla crisi epocale che stiamo vivendo. Il professor Musco, ad esempio, è un esperto a livello europeo di rigenerazione urbana, pianificazione e valutazione ambientale, mitigazione e pianificazione energetica. L’avevamo proposto perché portasse un contributo di indirizzo in Consiglio Comunale, ma per una quisquilia non è stato accolto.

Il messaggio è chiaro: oggi non è più possibile continuare con il consueto trantran politico, far finta di nulla. Bisogna adoperarsi per cambiare gli attuali strumenti urbanistici e dar vita a una trasformazione ecologica, di impellente necessità. Chi non lo fa è fuori tempo e non tiene conto degli ulteriori danni per il nostro futuro.