Il giorno 6 novembre verrà presentato all’Astori il libro “MOGLIANO 1926, 2026 la piazza ritrovata”. Si tratta dell’ultimo libro pubblicato da Lucio Carraro che è stato uno dei soci fondatori dell’associazione “OMEGA aps” e del “IL DIARIO online”
Ci sono luoghi che non sono soltanto spazio geografico o tracciato urbanistico, ma rappresentano l’essenza stessa di una comunità. Per Mogliano, la sua Piazza è da un secolo il palcoscenico della vita cittadina, il punto d’incontro delle generazioni, lo specchio in cui la città si riflette e si riconosce.
Quest’anno segna un traguardo di straordinario valore: il centenario della sua creazione. Cento anni che racchiudono una storia doppia e speculare, inaugurata per la prima volta nel 1926 alla presenza delle massime autorità dell’epoca, e restituita al futuro a luglio del 2026 con una seconda, solenne inaugurazione che ne ha rinnovato la forma e la funzione. La coincidenza con la pubblicazione del volume “La piazza Ritrovata”, curato con immutata passione dall’editore Valter Arcari, offre l’occasione per sintonizzare il cuore e i ricordi su questa ricorrenza. Pur non potendo essere presente di persona venerdì 6 novembre nel teatro del Collegio Salesiano Astori, un luogo a cui si legano tanti ricordi della mia giovinezza, desidero far giungere ai presenti questa testimonianza d’affetto. Anche se da oltre sessant’anni risiedo lontano da Mogliano, le radici non si spezzano: il legame con la città natale resta saldo, vivo e profondo.
Un secolo di vita cittadina: dal 1926 al 2026
Nel 1926, quando il primo nastro venne tagliato, la piazza rispondeva al bisogno di dare a Mogliano un centro moderno, capace di ricordare oltre le vittime della Grande Guerra, anche raccogliere le istituzioni, il commercio e la socialità. Attraverso le vicende del Novecento, tra anni difficili, periodi di rinascita economica e trasformazioni sociali, la piazza è rimasta il baricentro emotivo e civile dei moglianesi. La nuova inaugurazione del luglio 2026 ha segnato un ideale passaggio di testimone tra passato e futuro. Riqualificare una piazza non significa soltanto posare nuove pavimentazioni o riorganizzare gli spazi: significa ribadire il valore del luogo come “agorà”, luogo dell’incontro democratico, della sosta, del dialogo tra giovani e anziani.
Un legame che la distanza non scalfisce
Vivere a distanza per sessant’anni regala una prospettiva particolare. Permette di vedere i cambiamenti con il distacco di chi osserva le evoluzioni nel tempo, ma conservando intatta la nitidezza dei ricordi d’infanzia e di gioventù: le passeggiate domenicali, le voci del mercato, il profilo dei palazzi, la luce che al tramonto illumina il centro.
Vedere Mogliano celebrare i cento anni della sua piazza, e vederlo raccontato attraverso un’opera editoriale dedicata come quella di Arcari editore, è motivo di orgoglio per chiunque porti Mogliano nel cuore. Il libro “La piazza Ritrovata” non è soltanto una ricostruzione storica o documentaria, ma un atto d’amore verso la comunità moglianese.
All’amico Valter Arcari, all’Amministrazione comunale e a tutti i concittadini che si riuniranno all’Astori per festeggiare questo traguardo, giunga il mio saluto più caloroso e partecipato. La piazza di Mogliano, “ritrovata” e rinnovata, continua a essere il filo rosso che unisce chi a Mogliano vive ogni giorno e chi, pur vivendo altrove, continua a sentirsi profondamente e indissolubilmente moglianese.
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