sabato, 10 Ottobre 2026
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Lo scalo ferroviario e le pesche bianche

Gris e la via del progresso: lo scalo merci di Mogliano

Alla fine degli anni Ottanta dell’Ottocento, Mogliano stava vivendo una fase di crescita e di consolidamento economico. Le strade inghiaiate volute dal sindaco Costante Gris avevano migliorato la circolazione interna e favorito i commerci agricoli, ma il giovane amministratore intuì che per compiere un ulteriore salto di qualità serviva un collegamento diretto con la rete ferroviaria.

Gris propose di dotare Mogliano di uno scalo merci ferroviario, un’infrastruttura che avrebbe permesso di trasportare rapidamente i prodotti della campagna verso Venezia e Treviso, e da lì ai mercati più lontani. L’obiettivo era chiaro: rendere competitiva l’agricoltura locale, riducendo i tempi e i costi di trasporto.

Lo scalo avrebbe dovuto sorgere nei pressi della linea ferroviaria già esistente, in una zona facilmente accessibile dai poderi e dalle strade comunali. Era un progetto ambizioso, che anticipava di decenni la logica della logistica moderna.

Tra i prodotti destinati a beneficiare di questa innovazione spiccavano le pregiate pesche bianche di Mogliano, rinomate per la loro delicatezza e il profumo intenso. Coltivate con cura nei terreni sabbiosi e ben drenati della zona, queste pesche rappresentavano un vero fiore all’occhiello dell’agricoltura locale.

Per valorizzare al meglio la produzione, Gris promosse la nascita di una cooperativa di peschicoltori, un organismo che riuniva i coltivatori locali con l’obiettivo di gestire in modo coordinato la produzione, la lavorazione e la vendita del frutto. La cooperativa garantiva qualità uniforme, prezzi equi e una maggiore forza contrattuale nei mercati regionali.

Il trasporto su rotaia avrebbe consentito di raggiungere i mercati cittadini in poche ore, preservando la freschezza del prodotto e ampliando la sua diffusione. Gris vedeva in questo non solo un vantaggio economico, ma anche un modo per far conoscere Mogliano oltre i confini comunali.

L’iniziativa dello scalo merci e della cooperativa non fu solo un intervento tecnico: fu una visione di sviluppo integrato, capace di connettere il lavoro dei campi con le reti di distribuzione e con le nuove forme di organizzazione produttiva. In un’epoca in cui la ferrovia rappresentava il simbolo del progresso, Mogliano si preparava a entrare nel circuito della modernità.

Anche se il progetto richiese anni per essere pienamente realizzato, la spinta di Costante Gris lasciò un segno duraturo. La sua idea di un’economia agricola cooperativa e infrastrutturata anticipò le politiche di sviluppo rurale del Novecento.

Le pesche bianche di Mogliano, trasportate sui vagoni merci e gestite dalla cooperativa, divennero così il simbolo di una comunità che sapeva unire tradizione e innovazione, lavoro e visione.


(tratto da “Il sindaco” di Ennio Tortato)

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