lunedì, 17 Agosto 2026
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Le capitali perdute del Ducato veneziano

Da Civitas Nova Heracleana a Metamauco: il lungo viaggio della laguna verso la nascita di Venezia

Prima di Venezia, prima dei suoi palazzi affacciati sull’acqua e delle glorie della Serenissima, il Ducato veneziano ebbe altre capitali. Luoghi oggi silenziosi, talvolta invisibili, ma che un tempo furono il centro politico di una comunità lagunare in formazione. La loro storia è un viaggio attraverso acque mutevoli, alluvioni, migrazioni e scelte strategiche che prepararono il terreno alla nascita di Venezia.

La prima capitale fu Civitas Nova Heracleana, sorta sull’isola di Melidissa. Oggi è difficile immaginare quella lunga striscia di terra, simile ai lidi veneziani, che si estendeva dall’attuale Cittanova, a sud di San Donà di Piave, fino alla fascia che guarda verso Ceggia e Torre di Mosto. Era un’isola strategica: protetta dalle acque, ma vicina alla terraferma dove correva la Via Annia, la grande arteria romana che collegava Altino ad Aquileia.

Fu qui che, nel 697 d.C., si insediarono il primo doge, Paoluccio Anafesto, e il governo bizantino, chiamato a gestire le comunità lagunari dopo la caduta di Opitergium (Oderzo). Per alcuni decenni Cittanova fu la sede politica ed ecclesiastica del nascente Ducato. Ma la laguna non era un ambiente stabile: era un organismo vivo, che mutava con i fiumi, le maree e le alluvioni.

Tra VI e VII secolo una serie di eventi naturali sconvolse l’intero territorio. La più devastante fu l’alluvione del 589, ricordata dalle fonti come un disastro epocale: acque che salivano, canali colmi di detriti, insediamenti sommersi, il delta del Piave che si spostava verso occidente, più o meno dove si trova oggi. La laguna opitergina si impaludò, diventò instabile e difficile da difendere. A questo si aggiunse la distruzione di Opitergium da parte dei Longobardi (638–641): il porto opitergino, situato davanti a Melidissa, fu abbandonato. Senza il suo retroterra naturale, la prima capitale perse ruolo e centralità.

La nuova sede fu Metamauco, probabilmente nell’VIII secolo. L’ipotesi più solida colloca la città presso la foce della Brenta Vecchia, nell’area di Fusina, dove i riscontri archeologici confermano la presenza di un insediamento importante proprio nel periodo in cui il Ducato cercava un nuovo centro. Metamauco era diversa da Cittanova: meno isolata, più aperta verso la terraferma, più adatta a un Ducato che stava diventando un ponte commerciale tra l’Impero Carolingio e quello Romano d’Oriente. Non a caso il doge Obelerio Antenoreo, vicino alla corrente filofranca, scelse proprio questa città come fulcro del suo potere.

Per quasi sett’anni, Metamauco fu sede del doge, del vescovo e delle istituzioni che avrebbero dato forma al Ducatus Venetiarum. Il Ducato era un’entità fluida, marittima, formalmente bizantina ma sempre più autonoma, attraversata da tensioni tra interessi bizantini, pressioni longobarde e influenze franche. Metamauco fu la capitale di un mondo in trasformazione, non ancora della futura Repubblica.

Il momento decisivo arrivò con la guerra tra l’Impero Carolingio e Bisanzio. Pipino, re d’Italia e figlio di Carlo Magno, attaccò le comunità lagunari. Le fonti medievali sono frammentarie, ma concordano su un punto: Metamauco era troppo esposta. La sua vicinanza alla terraferma la rese vulnerabile alle incursioni franche. La città fu probabilmente assediata, forse distrutta, certamente abbandonata.

Nel 811, sotto il doge Agnello Partecipazio, la sede politica fu trasferita a Rivoalto, nel cuore dell’arcipelago veneziano. Qui, tra acque più profonde e vie d’acqua protette, sorse il nucleo della futura Venezia. Rivoalto divenne il centro attorno al quale si consolidarono il potere ducale, le istituzioni e la vocazione marittima che avrebbe portato alla nascita della Repubblica di Venezia.

La storia delle prime capitali veneziane è un viaggio attraverso luoghi oggi marginali, ma un tempo decisivi. Cittanova e Metamauco furono le radici di un Ducato che, migrando tra acque e terre mutevoli, trovò infine il suo equilibrio a Rivoalto. Da quel nucleo, protetto e strategico, sarebbe nata una delle città più straordinarie della storia europea.

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