Il 22 luglio prossimo ricorrerà il cinquantottesimo anniversario della scomparsa dello scrittore e giornalista Giovannino Guareschi, nato a Fontanelle di Roccabianca il 1 Maggio 1908.
Il giornale l’Unità, nel darne la notizia scrisse: “É morto uno scrittore mai nato”. Uno scrittore mai nato che ad oggi vanta milioni di lettori in tutto il mondo.
Volendo ricordare in tale occasione Giovannino, ripropongo ai lettori de ildiarioonline una lettera che indirizzai al papà di Don Camillo, Peppone, e compagnia bella, e che inviaial figlio Alberto.
“Caro Giovannino,
mi perdoni il disturbo, ma nel leggere le Sue fatiche letterarie, nello specifico il primo dei due volumi intitolati “La famiglia Guareschi”, a cura dei Suoi figli Carlotta, e Alberto, mi è sorto spontaneo chiedermi come diamine abbia fatto a scrivere così tanti racconti, e articoli, nella Sua vita.
D’accordo, sarà stato pure il Suo mestiere, scrivere, ma qui siamo di fronte ad una mole letteraria di tali proporzioni, di cui non mi riesco a capacitare com’Ella vi sia riuscito nella sua realizzazione.
So benissimo che non Le sarà possibile darmi una risposta, né tanto meno penso possa darmela Alberto, ma Lei potrà ben capire il mio stato d’animo di eterno aspirante scribacchino della Bassa Trevigiana, alla perenne ricerca di fatti quotidiani da raccontare, nel leggere tutti i Suoi scritti.
Rimango ogni giorno sempre più spiazzato, non solo di fronte alla mole letteraria, ma anche, e soprattutto, davanti all’attualità degli argomenti trattati.
Giovannino, Lei è da più di vent’anni che continua a stupirmi, dal giorno che presi a leggere “Lo spumarino pallido”, dando così inizio alla mia passione per la lettura.
Grazie a Lei, ho allargato i miei orizzonti del mio Sapere, per quanti modesti essi siano, ma l’interrogativo iniziale, ho paura rimarrà senza un’adeguata risposta.
Poco importa, certo, perché la passione per questo mio passatempo, sommato al piacere di vergare fogli bianchi a penna o con il computer, mi faranno presto dimenticare questo mio cruccio.
O forse no, perché sono sicuro esso rimarrà nascosto fra le tante Sue pagine che devo ancora assaporare, pronto a saltare fuori quando meno me l’aspetto.
Un compagno di viaggio, dunque, fra le migliaia di parole che compongono il nostro italiano, spesso bistrattato, ma pronto a fornirci nuove idee e nuovi temi dove potersi allegramente perdere, prima di tornare alle nostre faccende.
Saluti, da un Suo devotissimo lettore,
Tonino,
eterno aspirante scribacchino della Bassa Trevigiana".


