lunedì, 17 Agosto 2026
Home Frammenti di storia - Mogliano Veneto Dal fondo della laguna ai campi del Padovano: due scoperte che riscrivono...

Dal fondo della laguna ai campi del Padovano: due scoperte che riscrivono la storia del Veneto. E Mogliano?

Due ritrovamenti recenti, uno nella laguna nord di Venezia, l’altro nella bassa padovana, stanno modificando in profondità la percezione del passato veneto. Non semplici tasselli, ma scoperte che impongono di ripensare densità insediativa e ruolo strategico del territorio in epoca romana e preromana.

A Treporti, nel cuore della laguna nord, dove oggi scorrono maree e barene, le indagini del CNR‑ISMAR e dell’Università IUAV hanno rivelato una strada romana con molo, perfettamente allineata lungo oltre un chilometro.

Dodici strutture emergono dal fondale, alcune alte più di due metri e lunghe oltre cinquanta: un collegamento costiero tra Clodia e Altino, quando la laguna era ancora terra abitata e percorribile.

La scoperta conferma ciò che gli archeologi intuivano: prima della Venezia medievale, l’area era viva e organizzata, con ville, approdi e una rete viaria complessa integrata nei traffici adriatici.

Nel Padovano, a Ponso, gli scavi per la nuova SR10 hanno portato alla luce un santuario venetico di 1.500 m² risalente al V‑IV secolo a.C., poi monumentalizzato in epoca romana.

Tempio periptero, altari, colonne, pavimentazioni e cippi iscritti raccontano un luogo di culto centrale per le comunità dell’antico Veneto, rimasto sepolto e protetto dalle esondazioni dell’Adige.

Questi ritrovamenti rivelano un territorio che, sotto la superficie, custodisce una storia più ricca e articolata di quanto si credesse: strade, luoghi di culto, insediamenti e infrastrutture formano una rete complessa che precede di secoli la nascita delle città moderne.

Ogni scavo, ogni sondaggio, ogni analisi geofisica aggiunge un tassello e, insieme, apre nuove domande.

E Mogliano?

Ed eccoci alla domanda inevitabile: cosa potrebbe nascondere un territorio come Mogliano, posto in una posizione strategica tra Altino, Treviso e l’entroterra veneziano?

La sua collocazione lungo antiche vie di comunicazione, la vicinanza con uno dei principali centri romani dell’Adriatico e la continuità insediativa attestata da secoli fanno pensare che il sottosuolo moglianese possa conservare testimonianze ancora non individuate.

A rendere questa ipotesi ancora più concreta contribuisce un dato spesso dimenticato: negli anni Sessanta, durante le arature dei campi, alcuni non ancora urbanizzati, a Mogliano emersero casualmente reperti di età romana e neolitica, oggi conservati dal Gruppo Ricerca Storica Astori.

Si tratta di materiali che, pur rinvenuti senza un contesto stratigrafico preciso, confermano una frequentazione antica del territorio e suggeriscono che sotto l’abitato moderno possano celarsi ulteriori tracce di insediamenti, attività agricole, luoghi di culto o punti di passaggio.

Non è un’ipotesi fantasiosa: è una possibilità coerente con ciò che sta emergendo altrove.

Le scoperte di Treporti e Ponso dimostrano che il Veneto è un territorio che parla ancora, se lo si ascolta con gli strumenti giusti. E Mogliano, con la sua posizione di cerniera tra laguna e pianura, potrebbe essere uno dei tasselli mancanti di questa storia in riscrittura.

Naturalmente servono indagini, studi, verifiche scientifiche. Ma ciò che oggi appare come un normale campo, un quartiere residenziale o un’area agricola potrebbe custodire pagine ancora inedite della nostra storia.

Forse Mogliano conserva davvero capitoli sepolti che attendono di essere riportati alla luce.

E continuare a cercare non è un capriccio: è un modo per comprendere meglio chi siamo oggi, attraverso ciò che siamo stati ieri.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here