lunedì, 17 Agosto 2026
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CARTOLIBRERIA ANTONELLA. Carta, penne, zaini e ricordi

Ci sono negozi conosciuti, ci sono negozi celebri, e poi ci sono negozi che nel tempo diventano sinonimo del prodotto che vendono, assumendo un’identità che va oltre la mera offerta commerciale. Nel caso di Cartolibreria Antonella, questa identità va addirittura oltre il gap generazionale, avendo questo negozio fornito corredi scolastici per decenni, dalle penne per imparare a scrivere ai fogli da disegno tecnico per le scuole superiori. Ne abbiamo parlato con la proprietaria Antonella Pellegrini, incontrandola proprio al bancone del negozio.

Non solo una cartolibreria ma un’istituzione per diverse generazioni di scolari e studenti Moglianesi – da quanti anni ormai?

Il negozio originario era stato fondato dal signor Carniello, negli anni 60 del secolo scorso. Poi la mia famiglia ha rilevato l’attività nel 1975.

Ecco spiegato perché per mezza Mogliano tu sei «Antonella Carniello».

Esatto, sì, mi chiamano tuttora Carniello!..

Quindi la tua famiglia ha deciso di prendere in mano questa attività, e da dove è venuto lo stimolo per prendere un’iniziativa del genere? Eravate forse già dentro questo settore?

No, per niente. Mio padre Plinio era direttore al Dazio, e quando è andato in pensione, non riuscendo a stare con le mani in mano, ha deciso di intraprendere questa avventura, facendo una sorpresa a me e mia madre. L’intenzione iniziale era di tenere il negozio per due o tre anni, e invece ne sono passati ben cinquantuno.

Com’era gestire questa attività nella forma di azienda di famiglia? Come si intrecciavano aspetti familiari e aspetti commerciali?

In realtà ognuno di noi seguiva il proprio ambito. Io sono entrata a poco più di vent’anni e ho sempre avuto libertà d’azione. E anche libertà di sbagliare, perché in fondo sbagliando si impara.

Qual è stata la tua prima impressione, una volta entrata a lavorare in questo settore? Sapevi cosa aspettarti o è stato più complicato del previsto?

Inizialmente, prima di entrare nell’attività, dicevo sempre che non avrei voluto lavorare qui, infatti non venivo mai in negozio durante gli anni della scuola. Poi però ho cominciato a pensare che forse poteva piacermi, ci ho provato ed effettivamente mi è piaciuto.

Cosa ti ha «preso» prima di tutto?

Prima di tutto il prodotto, e poi certamente anche il rapporto col cliente. Quando ancora andavo a scuola non è che l’articolo mi incuriosisse più di tanto…poi però conoscendolo meglio ho scoperto che è vario, interessante e coinvolge clienti di tutte le età, dai bambini agli adulti.

Certamente avete una grande varietà di articoli legati all’ambito scuola, ma non solo, giusto?

Sì, l’altro ambito principale è il mondo Ufficio. Molto meno di un tempo perché oggigiorno la modulistica cartacea sta sempre di più sparendo, tutti i documenti vengono digitalizzati. Ma ad ogni modo c’è ancora del mercato anche per questo ambito.

Vedo sugli scaffali astucci simili a quelli che avrei comprato io 30 anni fa, quindi se ne deduce che certi tipi di prodotti persistono nel tempo. Tuttavia ti chiedo: come è cambiato l’approccio dei clienti a questo tipo di prodotti?

Innanzitutto è cambiato il sistema di vendita, perché ormai i clienti guardano prima di tutto su internet, Amazon e simili. E questo fa già una grande differenza. Chi invece viene ancora in negozio sa che puo’ essere seguito direttamente e poi, magari, anche ottenere uno sconticino…

Poi, come detto prima, la differenza principale è soprattutto nel mondo Ufficio, poiché nel mondo Scuola vengono ordinati addirittura più prodotti oggi che in passato.

Davvero? Sembra quasi un paradosso…

E invece sì, oggi si ordina molto più materiale. Una volta con due quaderni andavi a scuola, adesso si ordinano 15 quadernoni già all’inizio dell’anno, si comincia a Settembre con delle liste notevoli.

Come potresti descrivere con una frase di sintesi questo tipo di commercio?

Avere professionalità nella conoscenza del prodotto e nel saper consigliare il cliente. Poi c’è chi i consigli li accetta e chi no, e li’ si tratta di capire il carattere e il bisogno del cliente. Ad esempio chi è abituato a comprare online difficilmente si fa guidare. Però una necessità e un desiderio di essere consigliati sul prodotto, da parte di coloro che vengono di persona, c’è sempre.

Enrico De Zottis
Enrico De Zottis Nato a Venezia nel 1987 e cresciuto a Mogliano Veneto, da oltre un decennio si occupa professionalmente di Gestione delle Risorse Umane presso aziende multinazionali. Ha vissuto e lavorato per alcuni anni a Lione (Francia), per poi rientrare in Italia. Nel tempo libero si dedica allo studio di tematiche socio-economiche, oltre che alla musica e al trekking. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza a Padova e un Master in Analisi Economica a Roma.

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