lunedì, 17 Agosto 2026
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Il crollo del Campanile di San Marco e la generosità che ne permise la rinascita

Il ruolo di Madame Elvira Tozzi Favier

Il 14 luglio 1902 Venezia visse una delle giornate più sconvolgenti della sua storia moderna: il crollo del Campanile di San Marco, la torre che da secoli dominava la piazza e rappresentava un punto di riferimento identitario per l’intera città. Alle 9:47 del mattino, dopo giorni segnati da crepe e cedimenti sempre più evidenti, il campanile collassò su sé stesso, sollevando una nube di polvere che avvolse Piazza San Marco e lasciò i veneziani attoniti davanti a un cumulo di macerie.

Il crollo, pur spettacolare, non provocò vittime umane. La Loggetta di Jacopo Sansovino venne distrutta, mentre la Basilica riportò danni limitati. Ma ciò che più colpì la popolazione fu la perdita del proprio simbolo: un vuoto materiale e spirituale che richiese una risposta immediata.

Il Comune di Venezia deliberò rapidamente la ricostruzione del campanile “com’era e dov’era”, riaffermando la volontà di restituire alla città il suo riferimento più riconoscibile. La rinascita della torre fu resa possibile grazie a un vasto movimento di sostegno, che coinvolse enti pubblici, istituzioni culturali e numerosi benefattori privati.

Tra queste figure spicca in modo eminente Madame Elvira Tozzi Favier, benefattrice e cittadina benemerita moglianese, la cui generosità è ricordata nelle cronache dell’epoca come una delle più significative. Nota per aver finanziato la ristrutturazione integrale del pellagrosario di Mogliano Veneto, fondato da Costante Gris, e per aver sostenuto numerose opere sociali per un valore complessivo stimato in circa due milioni e mezzo di euro, Madame Favier rappresentò un esempio di impegno civile raro e lungimirante.

Il suo contributo alla ricostruzione del Campanile di San Marco si inserisce in una più ampia visione di responsabilità sociale: un modo concreto di restituire alla comunità parte della propria fortuna, sostenendo progetti che miglioravano la vita collettiva e preservavano il patrimonio storico. La sua figura, profondamente stimata a Venezia, a Mogliano e anche a Parigi, divenne emblema di una generosità che superava ogni confine geografico.

I lavori di ricostruzione iniziarono nel 1903 e durarono quasi un decennio. Il nuovo campanile venne inaugurato il 25 aprile 1912, giorno dedicato a San Marco, esattamente mille anni dopo la data tradizionale di fondazione della prima torre. Pur identico nelle forme, il campanile ricostruito integrava tecniche moderne e materiali più sicuri, frutto di una visione che univa rispetto della tradizione e innovazione.

Oggi il Campanile di San Marco continua a essere uno dei monumenti più visitati d’Italia. La sua storia, segnata dal crollo e dalla rinascita, è anche la storia di chi contribuì a salvarlo. Tra questi, Madame Elvira Tozzi Favier rimane una figura esemplare: una donna che, con un gesto concreto e generoso, ha lasciato un segno indelebile nella memoria veneziana, parigina e moglianese, sostenendo tanto il patrimonio storico quanto le opere sociali destinate al bene della comunità.

(tratto da “Madame Favier … per i bambini e i vecchi di periferia” di Ennio Tortato)

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