Celebrare i cinquant’anni del Gruppo Ricerca Storica Astori, fondato da don Giuseppe Polo, significa fermarsi un momento e riconoscere il valore di un cammino che ha attraversato generazioni, trasformazioni, entusiasmi e fatiche. Significa rendere omaggio non solo a una lunga stagione di studi, ma a un modo di intendere la storia come servizio: un gesto di cura verso la comunità, un atto di responsabilità civile, un dono condiviso.
L’11 giugno 2026, alle ore 20.30, nella Sala Don Bosco del Collegio Astori, la comunità moglianese si ritroverà per celebrare questo traguardo. Non sarà soltanto un anniversario: sarà un grazie collettivo, un riconoscimento a chi ha creduto che la memoria potesse diventare un ponte tra passato e futuro.
Ogni storia importante ha radici profonde. Quelle del Gruppo Ricerca Storica affondano in due figure che ne hanno plasmato l’identità: Giuseppe Venturini e don Giuseppe Polo.
Giuseppe Venturini ha portato al Gruppo il rigore del metodo e il rispetto dell’archivio: da lui abbiamo imparato che la storia locale richiede precisione, pazienza e ascolto delle fonti, perché ogni documento è un organismo vivo.
Don Giuseppe Polo ha aggiunto la dimensione umana: la storia come relazione, responsabilità e cura della comunità; la memoria come continuità e futuro condiviso.
Insieme, Venturini e Polo hanno dato al Gruppo Ricerca Storica una doppia anima: il metodo e l’umanità, la precisione e la cura, la ricerca e la comunità.
Il Gruppo Ricerca Storica è stato, per molti di noi, una scuola speciale. Una scuola dove la passione individuale diventava lavoro corale; dove ogni ricerca trovava posto dentro un progetto più grande; dove la storia di Mogliano veniva ricomposta pezzo dopo pezzo, con pazienza, dedizione e responsabilità.
In quelle stanze, tra carte, fotografie, testimonianze e silenzi d’archivio, si è imparato che la storia non è un esercizio solitario, ma un cammino condiviso. Il Gruppo ha saputo unire generazioni diverse, intrecciare competenze, accogliere curiosità, trasformare ricordi in conoscenza. E chi ha avuto la fortuna di farne parte porta con sé quello spirito: un’eredità morale prima ancora che culturale.
Cinquant’anni sono un traguardo che parla da sé. Sono mezzo secolo di ricerche, di pubblicazioni, di incontri pubblici, di scoperte inattese, di discussioni appassionate, di archivi aperti e di memorie recuperate. Sono la prova concreta che una comunità cresce quando conosce la propria storia, quando la studia, quando la custodisce.
Il Gruppo Ricerca Storica ha accompagnato Mogliano in momenti di cambiamento, ha illuminato pagine dimenticate, ha restituito voce a persone, luoghi, vicende che rischiavano di perdersi. Ha fatto ciò che la storia migliore sa fare: ha dato radici senza togliere il futuro.
Se oggi ci si impegna nella valorizzazione della storia moglianese, se si esplorano archivi, se si pubblicano studi, se si propongono iniziative culturali, è anche grazie a ciò che abbiamo ricevuto da tre realtà fondamentali: la precisione di Giuseppe Venturini, la profondità umana di don Giuseppe Polo e la coralità del Gruppo Ricerca Storica.
A loro va il nostro ringraziamento più sincero.
A tutti noi spetta ora un compito impegnativo e bellissimo: non disperdere questo patrimonio, ma farlo crescere, renderlo vivo, consegnarlo integro alle generazioni che verranno. Perché una comunità che conosce la propria storia non celebra solo il passato: costruisce il proprio domani.


