lunedì, 13 Aprile 2026
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Verso la Gloria. Giuseppe Berto: uno scrittore, il suo archivio

“La gente della città si credeva al sicuro dai pericoli. Era una piccola città che non aveva industrie. E neanche la stazione era molto grande. Aveva una sola linea principale, alla quale si allacciavano alcune linee secondarie. Nessuno sarebbe venuto a bombardare una città di così scarsa importanza per la guerra, dove la gente viveva aspettando la pace.”  (da Il cielo è rosso)

E invece ottantadue anni fa vennero eccome a bombardare la piccola città la quale, pur non essendo mai nominata nel romanzo, è Treviso. La devastante incursione del Venerdì Santo 7 aprile 1944 portò improvvisamente distruzione e morte nel capoluogo della Marca, fino ad allora rimasta ai margini della guerra.  Di quel vero e proprio gioiello urbanistico rinascimentale non rimase molto dopo il passaggio delle fortezze volanti americane che scaricarono sulla città indifesa ben 446 tonnellate di bombe. Di quel tragico evento Giuseppe Berto, prigioniero di guerra a Hereford in Texas, ebbe notizia solo più tardi da altri prigionieri italiani giunti al campo e per scrivere di getto il romanzo (che nelle sue intenzioni doveva chiamarsi La perduta gente) si ispirò alle immagini delle devastazioni in Italia che la rivista Life presentava con ampi servizi fotografici. Treviso, dunque, città fondamentale nella vicenda umana e culturale dello scrittore moglianese che, tra l’altro, in attesa di riuscire a pubblicare il suo romanzo insegnò latino per qualche settimana all’Istituto Magistrale Duca degli Abruzzi.

Ora il capoluogo della Marca ospita da sabato 28 marzo nel salone del Palazzo dei Trecento la grande e bella mostra intitolata Verso la Gloria. Giuseppe Berto uno scrittore e il suo archivio, curata da Matteo Giancotti ed Emilio Lippi e già esposta al Brolo di Mogliano Veneto tra settembre e novembre dello scorso anno. È un’occasione straordinaria per vedere (o rivedere) manoscritti, dattiloscritti con correzioni autografe, lettere, agende e ritagli di stampa, frutto di una selezione ragionata dei materiali dell’archivio personale dello scrittore raccolti dalla moglie Manuela e dalla figlia Antonia e oggi conservati presso l’Archivio Scrittori Veneti “Cesare De Michelis” nel Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova. In occasione della mostra sono stati recuperati e accuratamente restaurati anche molti manifesti originali dei film tratti dalle opere di Berto o ai quali ha collaborato come sceneggiatore.

La mostra resterà aperta fino al 12 aprile.


In occasione dell’82° anniversario del bombardamento della città di Treviso (7 aprile 1944), la mostra si arricchisce di un focus dedicato a Il cielo è rosso:
Martedì 7 aprile 2026, ore 17.30
Visita guidata e tour virtuale nei luoghi di Berto, con reading.


Renzo De Zottis
Renzo De Zottis ha svolto per molti anni l’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado. Attualmente scrive di storia, storia dell’arte e storia dell’automobile. Dalla metà degli anni Ottanta è presente sulle maggiori testate nazionali di automobilismo storico con articoli e servizi fotografici Nel 2019 ha curato la redazione dei testi per la mostra Lo stile dell’auto italiana al Museo M9 di Mestre. Fa parte dell’Associazione Italiana per la Storia dell’Automobile. Da tempo svolge conferenze a tema per l’Università della Terza Età di Mogliano Veneto e per l’Alliance Française di Treviso. Collabora regolarmente con il DiarioOnline e con l’Eco di Mogliano. Nel 2024 ha pubblicato con Otello Bison e Michele Zanetti il libro Zero, Un piccolo grande fiume. Nel 2025 uscirà il libro Macchine nel tempo. Piccole Storie di grandi automobili che raccoglie gli articoli apparsi settimanalmente nel DiarioOnline.

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