Avevamo segnalato già in passato, su queste stesse colonne (cfr.: articolo Hope: Campocroce. Ma quale speranza? 20 marzo 2023) l’intollerabile degrado provocato da sedicenti “artisti” della bomboletta, che hanno deturpato cartelli stradali, cassonetti, ma anche il bel ponte perdonale che attraversa il passante e divide l’abitato di Campocroce da Sambughè. Oltre a stigmatizzare l’inciviltà dei protagonisti di tali vandalismi, in data recente 21 gennaio 2026 – continuando ad aumentare l’imbrattamento – abbiamo replicato la segnalazione all’Associazione di quartiere Campocroce, richiedendo di intervenire presso le autorità preposte alla manutenzione, per un opportuno ripristino e, possibilmente, per far installare delle telecamere in grado di individuare futuri danni al patrimonio comune. Altrimenti il costo per la cittadinanza diverrebbe ricorrente o si assisterebbe a una arrendevole rinuncia alla preservazione.
Una buona notizia: giovedì 12 febbraio, è finalmente intervenuta una apposita squadra che ha provveduto alla rimozione di tutti i segni deturpanti.
Il caso fa notizia, perché talvolta le complicanze burocratiche circa le responsabilità di chi deve provvedere a risanare restano sul vago e incombe l’italica rassegnazione. In verità, su un vetro della balaustra sul ponte è rimasta ancora una scritta bianca, dimenticata dagli operai addetti, ma il grosso è stato asportato, restituendo l’originaria pulizia al manufatto.
Ci auguriamo che i graffitari ora scelgano altre superfici ove esprimersi e soddisfare la propria passione, magari nei sottopassaggi scalcinati o sulle muraglie fatiscenti: noi possiamo sopravvivere anche senza conoscere la ripetizione ossessiva dei nomi di Tobia, Hope, XKY 333 , Rocket e colleghi.
Pregiudizialmente non siamo contrari a questo tipo d’arte: certe località anonime si sono impreziosite di veri capolavori, i cosiddetti murales frutto della street art. Ma stiamo parlando di esecuzioni autorizzate e di pregevole fattura, spesso realizzate da artisti riconosciuti su edifici comunali, o promossi dalle amministrazioni, come nelle cittadine venete di Cibiana in Cadore (Bl), a Tarzo (Tv), Arcugnana (Vi) o nelle stesse Padova e Vicenza. Qui contribuiscono alla riqualificazione e spesso sono in grado di far convergere un turismo di appassionati, a tutto beneficio delle comunità.
Anche in prossimità del ponticello di via Motta fa bella mostra di sé, su un muro di mattoni, un buon esempio: l’effige di un gigantesco grillo e non è affatto sgradevole.
Nel caso evidenziato da questo articolo, invece siamo in presenza di un’attività compulsiva che non risparmia neppure i segnali stradali: tant’è che nel tratto comunale di Preganziol, sulla pedonale subito dopo il ponte sul Passante, sono ancora ben presenti i segni incongrui dei soliti ignoti.
Per i curiosi, ricordiamo che esiste addirittura una classificazione teorica di tali scritte da bombolettari, e tutorial specifici di formazione, in rete, sono dedicati a chi voglia apprendere le tecniche di realizzazione. Naturalmente i diversi modelli sono identificati in lingua inglese, per un’utenza prevalentemente giovanile. Tutte si caratterizzano per essere eseguite con rapidità, senza occhi indiscreti e spesso di notte, non essendo particolarmente amate, se non dagli esecutori: il Tag è una semplice firma o un monogramma, in genere in un unico colore; il Throw-up (o “pezzo veloce”) è la scritta stilizzata, solitamente a due colori (uno usato per il riempimento, uno per il contorno). Spesso i caratteri usati sono arrotondati e così prendono il nome di Bubble (bolle).
Sappiamo che tutto ciò che è umano, in un certo qual modo, può essere assimilato ad un’espressione artistica, e che – come si dice – “gusti son gusti”. Nel caso del ponte sul Passante ci auguriamo vivamente che gli autori si astengano da simili ulteriori “arricchimenti”, non meno inopportuni delle firme che talvolta scalfiscono gli affreschi o i muri dei siti archeologici, per lasciare un segno, poco edificante, del proprio comunque insignificante passaggio su questa Terra.
I nostri civili ringraziamenti all’Associazione di quartiere Campocroce, per il tempestivo intervento.






Sinceramente considerando la caratura artistica ed architettonica di quel ponte, che ho spesso percorso in bicicletta, non capisco perché ritenere che qualche firma a bomboletta possa deturparlo.
Non che mi appassionino! Certamente da evitare sulla cartellonistica stradale, ma per il resto con o senza poco cambia penso