C’è un filo invisibile che unisce la Mogliano delle mie radici alla Treviso che mi ospita ormai da una vita. È un filo fatto di operosità, discrezione e quella ricerca costante del “viver bene” che caratterizza noi veneti. Oggi, però, questo sentimento trova una conferma clamorosa nelle cronache nazionali: la classifica del Sole 24 Ore sulla Qualità della Vita 2025 ha incoronato Treviso al 6° posto in Italia, con un balzo incredibile di ben 18 posizioni rispetto all’anno precedente.
È la prima provincia del Veneto per vivibilità, guidando la riscossa delle città del Nord-Est che occupano gran parte della Top 10. Da moglianese trapiantato sotto le cupole del Duomo e lungo i canali dei Buranelli, osservo questo risultato con una punta di commozione e molta consapevolezza. Non è un caso se la nostra provincia è risultata la prima in Veneto, superando storiche “corazzate” del benessere. Cosa rende Treviso così speciale? I dati parlano chiaro, non si tratta solo di economia, ma di una qualità del vivere che abbraccia ogni età:
- Ambiente da record: Siamo al primo posto in Italia per la raccolta differenziata e ai vertici per la diffusione del fotovoltaico. La “Marca” ha capito prima di altri che la sostenibilità non è una moda, ma una necessità.
- Rispetto per le radici: Un dato mi tocca particolarmente: Treviso è seconda in Italia per la qualità della vita degli anziani. In una società che corre, sapere che la mia città d’adozione sa prendersi cura di chi ha i capelli bianchi come me, è il miglior indicatore di civiltà.
- Sicurezza e Servizi: La decima posizione nazionale per “Giustizia e Sicurezza” conferma che la nostra è ancora una città a misura d’uomo, dove si può camminare con serenità tra strade e piazze.
A questi pilastri si aggiunge una vitalità che pulsa nei nostri impianti sportivi e nelle nostre ciclabili. Treviso si conferma una “palestra a cielo aperto”: il sesto posto nazionale riflette anche l’eccellenza nelle strutture e la partecipazione di massa alla pratica sportiva. Non è solo questione di grandi club, dal rugby al basket fino al volley, ma di una cultura del movimento che parte dai più piccoli. Lo sport qui è inteso come collante sociale e prevenzione sanitaria, un investimento sulla salute pubblica che rende la nostra provincia un modello di dinamismo.
Questa energia si riflette anche in un turismo “gentile” econsapevole, che sta scoprendo la Marca come alternativa autentica alle grandi rotte affollate. I visitatori non cercano più solo il mordi e fuggi, ma l’esperienza: le colline del Prosecco patrimonio UNESCO, le ciclovie che collegano le ville venete e i percorsi enogastronomici che esaltano il radicchio e i prodotti della terra. Treviso non subisce il turismo, lo accoglie, trasformandolo in un’opportunità di scambio culturale che non snatura l’anima della città, ma la valorizza.
Per chi come me ha percorso centinaia di volte il Terraglio, questo successo non è una sorpresa. Mogliano è la porta di questa provincia d’eccellenza, una città che condivide con il capoluogo lo stesso spirito di accoglienza e pragmatismo. Vedere Treviso così in alto significa sapere che l’intero ecosistema della Marca sta funzionando: dalle piccole realtà locali ai servizi centralizzati. Come scriveva il grande trevigiano Giovanni Comisso: “A Treviso, la vita scorre tra le acque dei suoi fiumi con una dolcezza che non ha eguali”.
Oggi quella dolcezza è certificata dai numeri, un auspicio per il futuro. Questo sesto posto non deve essere un punto d’arrivo, ma la base per un nuovo modello di sviluppo, dove la crescita economica non lasci mai indietro la bellezza e il rispetto per l’uomo.


