1788: l’inverno che congelò la laguna

Il freddo non è una novità per Venezia, città sospesa tra acqua e cielo, ma ci sono inverni che restano impressi nella memoria collettiva come eventi straordinari. Uno di questi fu quello del 1788, quando, secondo le cronache dell’epoca, la laguna ghiacciò.

Era il 28 dicembre 1788. Le temperature erano scese ben al di sotto dello zero, e la laguna, solitamente fluida e viva, si trasformò in un paesaggio immobile e surreale. Barene, canali e specchi d’acqua si ricoprirono di ghiaccio, creando un tappeto cristallino che avrebbe resistito fino al 9 gennaio successivo.

I veneziani, increduli ma audaci, si avventurarono a piedi verso le isole. Camminare sulla laguna era un gesto impensabile, quasi sacrilego, eppure reso possibile da una natura che, per pochi giorni, aveva sovvertito le regole.

Le cronache raccontano di uomini e donne che, sfidando il gelo, attraversarono tratti di laguna per raggiungere Murano, Burano, Torcello. Alcuni lo fecero per necessità, altri per curiosità, altri ancora per il semplice gusto di dire “ci sono stato”.

Il ghiaccio divenne ponte e piazza, luogo di incontro e di meraviglia. I bambini pattinavano, gli adulti osservavano con stupore, e Venezia, per una volta, sembrava più nordica che mediterranea.

La laguna ha gelato altre volte nella storia, ma il 1788 resta uno degli episodi più documentati e suggestivi. In un’epoca priva di fotografie, sono le parole dei cronisti a restituirci l’immagine: una città sospesa nel silenzio del ghiaccio, dove l’acqua aveva ceduto il passo alla terra, e il tempo sembrava essersi fermato.

Questo episodio ci ricorda quanto Venezia sia fragile e potente al tempo stesso. Capace di resistere alle maree, alle invasioni, alle epidemie, e persino al gelo. E ci invita a guardare la laguna non solo come confine, ma come spazio vivo, mutevole, capace di sorprendere anche i suoi abitanti più antichi.

1 COMMENT

  1. A quanto mi raccontava mia mamma, anche negli anni ’20 del 1900 (non ricordo l’anno preciso) la laguna ghiacciò.
    Peccato che il rispetto della laguna sia in estinzione

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