Amici, parliamo di un libro che mi ha davvero colpito e che merita un posto speciale sulla nostra lista di letture: “Oltre l’invisibile. Dove scienza e spiritualità si uniscono” [Mondadori, 2024], l’ultima fatica di Federico Faggin.
Per chi non lo conoscesse, Faggin non è un filosofo qualunque, è quel genio vicentino che ha inventato il microprocessore, l’uomo a cui, si dice, Bill Gates darebbe il merito di aver reso la “Silicon Valley” la culla della tecnologia che conosciamo oggi. Con questo saggio, Faggin prosegue quel viaggio di riflessione iniziato con “Silicio” e “Irriducibile,” ma qui alza l’asticella. Non è solo un trattato scientifico; è un vero e proprio invito a ripensare tutto, a chiederci cosa siamo, qual è il nostro posto nell’universo, e soprattutto, a superare quel vecchio muro tra scienza avanzata e riflessione spirituale.
Devo essere sincero, pur avendo una laurea in matematica, ammetto che la lettura è impegnativa! I concetti di fisica quantistica e le teorie sulla coscienza, pur spiegati con la chiarezza di un maestro, richiedono la nostra massima attenzione e, diciamocelo, una buona dose di pazienza per essere digeriti. Ma ne vale la pena, fidatevi.
L’Anima della Scienza: cosa ci racconta Faggin
Il cuore del suo messaggio è potente e rivoluzionario: per Faggin, la coscienza non è affatto un sottoprodotto del cervello, qualcosa che possiamo replicare in un computer [come i materialisti vorrebbero]. È, invece, un elemento “irriducibile”, una proprietà fondamentale dell’universo che la fisica classica non riesce a spiegare. Ed è qui che entra in gioco il fascino della fisica quantistica! L’autore ci mostra come concetti controintuitivi, pensate all’entanglement o al ruolo cruciale dell’osservatore, non sono ostacoli, ma piuttosto ponti che ci permettono di vedere un’unica realtà in cui la coscienza e la spiritualità non solo non sono in contrasto con la scienza, ma sono parte integrante di essa.
Questo ci porta a un’importante riflessione: Faggin ci lancia un monito contro il materialismo e, di conseguenza, contro l’eccessivo ottimismo nei confronti del Transumanesimo. Ci mette in guardia dall’affidare tutto all’Intelligenza Artificiale (IA) come mero sostituto della coscienza umana. La nostra natura interiore è unica, non replicabile, e questo libro ci spinge a riscoprirla.
Tra l’altro, un dettaglio che ho apprezzato molto è come Faggin sfrutti talvolta la forma del dialogo [quasi un’intervista] per rendere meno ostici quei concetti di fisica e filosofia più complessi. Questo espediente rende il viaggio meno solitario e più coinvolgente. Insomma, “Oltre l’invisibile” è un libro profondo che ti apre la mente. È l’opera di un visionario che supera il vecchio dualismo e propone una visione olistica e finalmente unificata del mondo. Se siete curiosi di capire dove la scienza incontra il mistero e la spiritualità, non esitate. Buona, intensa e rivelatrice lettura!



Ho da poco letto “Irriducibile” di Faggin con interesse ma anche crescente fastidio. La tendenza spiritualistica mi è parsa sproporzionata e con toni perfino messianici in alcuni casi.
Stessa tendenza che sto trovando ora in Quantum Mind di Arnold Mindell (consigliato da un amico) che, come Faggin, intende gettare un ponte tra Pasicologia, misticismo e teoria dei quanti.
Faggin parte dalla fisica per arrivare alle altre due; Mindel parte dalla psicologia combinata con il misticismo (Jung in particolare) per trarre il collegamento con matematica e fisica quantistica.
In entrambi i casi mi appare una sorta di “minestrone” che mi ricorda il Castaneda di “A scuola dallo stregone” ma senza la sua capacità letteraria