La sera del 21 maggio nella sala del Centro Sociale di piazza Donatori di Sangue si è tenuto questo importante incontro.

Ottima l’organizzazione, da parte delle ragazze e dei ragazzi di Officina 31021. Pieni di passione: mostrano come l’attivismo e l’impegno sociale siano la maniera più efficace per contrastare non solo la “ecoansia” di chi vede un futuro grigio a causa dei disastrosi cambiamenti climatici prodotti da un modello di sviluppo dissennato, ma anche per ottenere risultati concreti. Come il successo di questo incontro, che ha visto una consistente partecipazione di moglianesi, ma anche di persone venute da fuori.

Il convegno di Mogliano Veneto rientra in tutta la serie di iniziative che, ormai da mesi, sono state avviate da parte del Coordinamento NO INCENERITORI, in vista della manifestazione di Mestre del primo giugno, con appuntamento davanti alla stazione alle 15,30, che a questo punto, è previsto, sarà veramente grande.

 Il fatto è che, per la fine di giugno, è prevista la Conferenza dei Servizi, che dovrà confermare o meno l’autorizzazione al progetto ENI di costruzione di un mega-inceneritore per 190.000 tonnellate all’anno di fanghi di depurazione provenienti da tutto il Veneto, la Regione che ha visto la più grande contaminazione da PFAS, con lo scandalo della MITENI (ricordiamolo: MITsubishi+ENI) che ha sversato per anni queste micidiali sostanze nelle acque pubbliche nell’indifferenza delle autorità di controllo, avvelenando per sempre una delle principali falde di acque potabili d’Europa.

La manifestazione di Mestre, comunque, dovrà sì costituire una sorta di monito popolare rivolto ai Comuni e agli altri Organismi che dovranno votare nella Conferenza dei Servizi, ricordando loro che l’Istituto Superiore di Sanità ha bocciato senza appello il progetto di ENI. Senza però dimenticare il progetto di ampliamento dell’inceneritore di Fusina, verso il quale si è già manifestata una grande contrarietà della popolazione dei Comuni, tra cui Mogliano, che fanno capo a Veritas per lo smaltimento dei rifiuti.

Torniamo al convegno: dopo l’ottima e breve introduzione da parte del giovane Lorenzo, di Officina 31021, ha parlato Mattia Donadel, in sostituzione di Franco Rigosi, che purtroppo non è potuto intervenire perché colpito da un malanno da raffreddamento (in questa primavera strana, come ormai è strano tutto il clima).

Entrambi meritano qualche riga di presentazione.

Franco Rigosi, ingegnere chimico, esponente di Medicina Democratica, è impegnato nelle lotte per i diritti civili, per il lavoro e l’ambiente fin dal ’68, quando era un giovane ventenne. È conosciuto a Mogliano, dove ha partecipato al movimento vittorioso contro l’inceneritore di rifiuti industriali di Bonisiolo.

Mattia Donadel è poco più che quarantenne, laureato in scienze forestali, residente a Mirano è tra i fondatori e presidente del Comitato Opzione Zero. Dotato di grande capacità di studio e di lavoro è ormai da annoverare tra i maggiori esperti sulle criticità degli inceneritori di rifiuti per l’ambiente e la salute.

Poi, in rappresentanza di ISDE, ho illustrato brevemente il crescente contributo dei medici, fin dal 2020, nel movimento che si oppone alla costruzione di nuovi impianti inquinanti nella zona già così degradata di Porto Marghera, inserita nel degrado generale di tutta la Pianura Padana.

È intervenuta poi la dott.ssa Vitalia Murgia, in video dalla Sardegna. Lei a Mogliano Veneto non ha bisogno di presentazioni. Ha curato, insieme con un altro grande medico dell’ISDE, il dott. Vincenzo Cordiano di Vicenza, il libro “PFAS – Una contaminazione persistente, pervasiva e pericolosa”, di recentissima pubblicazione, che raccoglie i contributi dei maggiori esperti a livello mondiale su questo inquietante argomento, concordi sul fatto che l’incenerimento non può essere il sistema per risolvere una contaminazione così pervasiva, può solo aggravarla.

Infine, ha parlato Sebastiano Bergamaschi, ventenne, appassionato esponente dei movimenti giovanili verso i quali dobbiamo essere tutti grati, perché ci danno la speranza che ci possa essere ancora un futuro per un mondo devastato da degrado climatico, guerre e pandemie.

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