Il cambiamento climatico, altra espressione per indicare il riscaldamento globale (o global warming, altrimenti gli italiani, abituati al Jobs act e alla Spending review non capiscono), sta mettendo in discussione il rapporto tra uomo e alberi urbani. Nel senso che gli eventi meteo estremi, sempre più frequenti, inducono i pubblici amministratori ad abbattimenti preventivi di entità sempre maggiore e di giustificazione non sempre certa.

Comunque sia, quel che è certo che sta ai cittadini difendere i propri alberi e che agli stessi cittadini spetta il compito parimenti importante di scegliere le alberature giuste, dovendo arredare i propri spazi verdi.

In altre parole, ciò che in questa sede è stato detto a proposito degli alberi idonei ad arredare paesaggisticamente e a climatizzare le grandi superfici del verde pubblico, deve essere opportunamente tradotto anche in relazione ai piccoli spazi privati.

Già, sembra facile arredare un piccolo giardino con piante a sviluppo arboreo, ma a giudicare da ciò che si vede in giro, siamo lontani mille miglia dal farlo correttamente.

Il riferimento è alle potature deturpanti e, anzi, offensive del “comune senso del pudore”, che si osservano sempre più spesso nei nostri centri abitati. “Macellazioni vegetali” dovute semplicemente ad un “peccato originale” identificabile con la scelta di alberi sbagliati in relazione agli spazi disponibili. Perché va detto che, affidarsi ai vivaisti può certo semplificare le cose in fase di realizzazione del giardino, ma i guai e le spese arriveranno dopo, quando un Liriodendro, un Cedro deodara o un Pino domestico protenderanno le proprie branche primarie attraverso le finestre della camera da letto. Senza contare che la loro preziosissima e fitta ombra costringerà a tenere la luce accesa in casa anche durante il giorno.

Eccoci allora al nocciolo del problema: quali alberi (alberelli?) scegliere per arredare i dieci, i cinquanta o i cento metri quadri di giardino della villetta a schiera.

Le soluzioni esistono, anche se non molto praticate. Esistono in quanto la Natura, che non ha lavorato per i vivaisti, ha comunque fornito loro una gamma ampia e interessante di piccoli alberi.

Tra questi direi di partire dai “grandi arbusti” e dunque dalle piante che hanno un naturale portamento arbustivo ma che con l’età raggiungono le dimensioni di piccoli alberi, superando i sei metri di altezza. Possiamo citare, a questo proposito, il Melograno (Punica granatum), il Biancospino maggiore (Crataegus oxyacantha), il Sambuco (Sambucus nigra), il Ciavardello (Sorbus torminalis), l’Acero palmato (Acer palmatum), l’Acero minore (Acer monspessulanum), l’Acero campestre (Acer campestris) e l’Orniello (Fraxinus ornus).

E poi i piccoli alberi da frutto, che si offrono di unire l’utile al dilettevole. Tra questi il Fico (Ficus carica), il Susino (Prunus domestica), il Cotogno (Cydonia oblonga), il Cachi (Dyospyros kaki), il Pero (Pyrus piraster), il melo selvatico (Malus sylvestris) e persino l’Ulivo (Olea uropea).

Se poi preferiamo un alberello a foglia persistente, ecco il Corbezzolo (Arbutus unedo), la Fotinia (Photinia serrulata), il Pittosporo (Pittosporum tobira) e il Lauroceraso (Prunus laurocerasus).

Ecco, mi sembra che la scelta non manchi e che possa soddisfare tutti i gusti. Certo, qualche potature si renderà comunque necessaria; alcune di queste specie infatti superano agevolmente un’età secolare. Si tratterà comunque di “accarezzare” semplicemente la pianta rispettandone la forma, al fine di contenere la chioma.

Eh lo so! So quali sono, a questo punto, le tue osservazioni, caro Lettore. So che mi stai dicendo; “ma devo proprio arredare il mio prezioso giardino con verde povero?”.

La risposta e sì, certo, se vuoi veramente distinguerti. Vuoi mettere avere un grande sambuco in fiore in giardino? Ti invidierebbero tutti … e potresti pure farci la marmellata.        

Michele Zanetti
Michele Zanetti vive vicino alle sponde del Piave e di acque, terre, esseri viventi si è sempre occupato. Prima come "agente di polizia provinciale" e adesso come naturalista a tutto tondo. È stato il cofondatore di un attivo centro didattico "il Pendolino" , ed è l'autore di una cospicua serie di libri su temi ambientali di cui è anche capace illustratore. ha intrapreso anche la via narrativa in alcune pubblicazioni recenti.

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