Finestra Economica / Economics Window – 17/03/2024

ITA

Continua nel settore dell’industria tecnologica il trend del ridimensionamento di molte aziende, termine elegante per indicare tagli al personale e licenziamenti. La soppressione di posti di lavoro in questo settore ha raggiunto ormai i massimi livelli dal 2001 quando la cosiddetta “bolla dot com” esplose: dall’inizio dell’anno, secondo il sito di monitoraggio Layoffs.fyi, nei soli Stati Uniti sono state tagliate più di 50.000 posizioni in oltre 200 aziende tecnologiche.

Professionisti considerati fino a pochi anni fa al vertice della piramide lavorativa si trovano ora a dover reinventare la propria carriera e quindi la propria vita, affrontando pesanti tagli salariali o cambi di ruolo non sempre di facile gestione. Nonostante il sorgere del nuovo, sempre più rilevante mercato dell’Intelligenza Artificiale e delle relative competenze da acquisire, il settore “tech” non sembra ancora in grado di invertire la tendenza.

Mentre un settore economico soffre, un altro sembra stare riprendendo vigore dopo i difficili anni della pandemia Covid: l’industria dei trasporti marittimi sta vedendo un aumento sia nella domanda per i propri servizi sia nei ricavi complessivi, anche a causa di alcune tensioni politiche e militari internazionali che hanno reso non più utilizzabili, almeno temporaneamente, alcune rotte commerciali. Un’altra sfida importante tuttavia attende dietro l’angolo il settore dei trasporti marittimi: l’imposizione fiscale legata ad emissioni inquinanti, la quale non può che crescere proporzionalmente all’allungamento dei viaggi delle navi.

Il tema dell’impatto ambientale, inoltre, rimane tra i principali argomenti di discussione anche nel mondo economico. Diversi economisti statunitensi (ad esempio della Columbia University) stanno attivamente analizzando in che modo il tema “ambiente” andrà a modificare il panorama economico USA e, in seconda battuta, del resto del mondo. Le due direttrici principali dell’analisi sono da un lato le conseguenze derivanti da disastri ambientali, fenomeno di cui tutti ormai stanno facendo esperienza diretta, dall’altro le difficoltà tecniche e i tempi legati alla transizione verso forme di energia più eco sostenibili. In questo senso emerge chiaramente come questa transizione possa funzionare solo se operata a livello globale, e non solo locale: tuttavia i paesi in via di sviluppo, proprio in quanto tali, si trovano maggiormente in difficoltà davanti alla prospettiva di cambiare completamente le proprie fonti energetiche e riconvertire i propri impianti industriali in un paio di decenni. La transizione ecologica richiederà pertanto degli sforzi e soprattutto degli investimenti collettivi che devono essere mossi da una logica diversa da quella del profitto a medio breve termine.


ENG

The downsizing (an elegant term to indicate staff cuts and layoffs) trend continues in many companies of the technology industry sector. The loss of jobs in this sector has now reached the highest levels since the bursting of the so-called “dot com bubble” in 2001: since the beginning of the current year, according to the monitoring website Layoffs.fyi, over 50,000 positions in more than 200 tech companies have been cut in the United States alone.

Professionals who up until a few years ago were considered at the top of the working pyramid now find themselves having to reinvent their careers and therefore their lives, facing heavy salary cuts or role changes that are not always easy to manage. Despite the rise of the new, increasingly relevant Artificial Intelligence market and the related skills needing to be acquired, the “tech” sector still does not seem capable of reversing the trend.

While one economic sector suffers, another one seems to be regaining strength after the difficult years of the Covid pandemic: the maritime transport industry is seeing an increase both in demand for its services and in overall revenues, also due to the fact that international political and military tensions have made some trade routes unusable, at least temporarily. However, another important challenge awaits the maritime transport sector just around the corner: taxes linked to polluting emissions, which can only be expected to grow in proportion with the length extension of ship voyages.

Furthermore, environmental impact remains among the main topics of discussion in the economic world as well. Several US economists (from Columbia University, for example) are actively analysing how the subject of “Environment” will affect the economic landscape of the US and, consequently, of the rest of the world. The two main founding elements of the analysis are on the one hand the consequences deriving from environmental disasters, a phenomenon that everyone is now experiencing directly, and on the other the technical difficulties and timeline linked to the transition towards more eco-sustainable forms of energy. In this sense, it emerges clearly that this transition can only work if carried out at a global level, and not just a local one: however, developing countries, precisely due to the fact of being such, find themselves in greater difficulty when faced with the perspective of completely changing their energy sources and converting their industrial plants in just a couple of decades time. The ecological transition will therefore require efforts and above all collective investments which must be driven by a logic other than that of medium-short term profit.

Enrico De Zottis
Enrico De Zottis Nato a Venezia nel 1987 e cresciuto a Mogliano Veneto, da oltre un decennio si occupa professionalmente di Gestione delle Risorse Umane presso aziende multinazionali. Ad oggi vive e lavora a Lione (Francia). Nel tempo libero si dedica allo studio di tematiche socio-economiche, oltre che alla musica e al trekking. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza a Padova e un Master in Analisi Economica a Roma.

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