Il console Smith, collezionista e mecenate tra Venezia e Mogliano Veneto

La villa del console Smith a Mogliano in un disegno del Visentini eseguito tra il 1740 e il 1750 (Collezioni Reali Inglesi)

Joseph Smith vede i suoi natali nella Londra del 1674 da dove raggiunge Venezia negli ultimi anni del ’600: qui lavora come banchiere presso i fratelli Williams, con i quali aveva legami di parentela e che erano all’epoca paragonabili per la forza economica all’attuale famiglia Rothshild.

Da subito dimostra uno spiccato senso degli affari, tanto da far sì che la ditta entrasse pienamente nelle sue mani nel 1720, e sin dagli albori dimostrò anche un innato interesse per l’arte. Ciò che probabilmente scatenò questa sua enorme ed insaziabile passione fu l’esposizione per la vendita all’incanto dei dipinti dell’ultimo duca di Gonzaga, esposti all’epoca nell’attuale palazzo Michiel delle colonne a pochi passi dalla sua abitazione di palazzo Balbi, oggi Mangilli Valmarana, che solo da poco è stato effigiato anche del cognome Smith.

Qui Joseph Smith inizia la sua collezione acquistando svariati dipinti, seppur invero la sua attenzione principale si rivolga in questi anni a volumi rari, manoscritti e incunaboli che andranno a creare la più prestigiosa ed ammirata biblioteca della città.

La sua fama cresce e con essa il suo entusiasmo per la pittura, soprattutto dei contemporanei, diviene grande amico di Rosalba Carriera, del Piazzetta, dello Zais e dello Zuccarelli, oltre che del Pellegrini di Sebastiano e Marco Ricci, ma soprattutto di Canaletto, del quale sembrava essere unico impresario e promotore.

Per le sale del suo palazzo potevate imbattervi in Carlo Goldoni, in Casanova, nell’Algarotti, in Scipione Maffei o nel Visentini e in tutti gli intellettuali veneziani ed anche in Farinelli, di cui divenne impresario e amico durante il  suo soggiorno veneziano.

Se la fama dello Smith accresceva senza sosta, medesima cosa non poteva dirsi per la sua famiglia: nonostante il suo matrimonio con la cantante Caterina Tofts, avvenuto nel 1717, ebbe un unico figlio che morì a soli 7 anni.

Facciata sul Canal Grande di Palazzo Smith a Ss. Apostoli

Nemmeno la carriera diplomatica per la corte britannica, che tanto agognava, ebbe mai grande successo: divenne console dopo ripetute sue candidature solo nel 1744, non divenendo mai Residente, l’attuale ambasciatore di istanza, se non per pochissimi mesi, in avanzata età, senza stipendio e solo come sostituto temporaneo.

Nel 1740 acquistò palazzo Balbi, restaurandolo completamente, donandogli l’attuale facciata, e cosa davvero insolita per l’epoca, arredandolo con tutta mobilia inglese fatta giungere appositamente da Londra, comprese le maniglie delle porte.

La sua passione per l’arte e lo spirito imprenditoriale lo portarono a fondare una stamperia, “La felicità delle lettere”, nota a tutti con il nome del suo gestore, Pasquali, situata al ponte dei Baretteri.

Qui lo Smith darà alle stampe incisioni artistiche e volumi di tutti i tipi, compresi i libri proibiti con l’astuto stratagemma del mutamento della città di edizione, facendo circolare tutte quelle idee innovative che la Repubblica tendeva a soffocare, e facendo divenire la sua attività più importante della rinomata stamperia Albrizzi.

Nel 1731 acquista la villa di Mogliano che ormai aveva in affitto da più di un decennio e che, se purtroppo non più esistente, doveva essere situata su un altura nei pressi della località Marocco.

Lo Smith doveva davvero amare molto questa sua residenza tanto che in una lettera scrive: “… la casa è situata nella località più incantevole e nell’aria più pura d’Europa…”. La villa diviene una propaggine del suo palazzo veneziano custodendo dipinti e opere d’arte degne delle lodi dei visitatori.

Alcuni dipinti con vedute romane eseguiti da Canaletto per il console Smith in una recente mostra alla Queen’s Gallery di Londra

Nel 1755 l’amata moglie muore, ma tre anni dopo l’anziano console trova la felicità con la sorella del residente Murrey, Elisabeth, che aveva la metà dei suoi anni.

Nel 1760 lo Smith si dimette dal ruolo di console e valuta di ritornare nella patria natia, vende la sua azienda e il fondo della stamperia Pasquali, ma le cose iniziano a non arridergli più, e una serie di investimenti sbagliati ed eventi davvero sfortunati lo portano in gravissimi impacci economici, tanto da fargli decidere di vendere la sua collezione a Giorgio III d’Inghilterra, o almeno gran parte di essa.

La collezione che lasciò il suo palazzo comprendeva 6 Rembrant, 3 Rubens, 2 Bellini, 1 Mantegna, 2 Guido Reni, opere dei Bassano, del Cignani, di Salvator Rosa, di Luca Giordano, di Marco e Sebastiano Ricci, di Rosalba Carriera, di Canaletto, di Longhi, di Pellegrini, solo per citare i più famosi. Una nutrita collezione di fiamminghi, disegni di Raffaello, xilografie di Dürer, cammei e sigilli antichi, prestigiosi volumi e strumenti scientifici.

Dopo la grande vendita, che costernò i veneziani, soprattutto per la ricercata biblioteca, l’ex console Smith rimase a Venezia dove, seppur in maniera più pacata, continuò ad arricchire la collezione rimasta, morendovi nel 1770.

 Elisabeth si disfece lo stesso anno della villa di Mogliano, iniziando a vendere anche parte dei dipinti; nel 1775 vendette anche il palazzo di Ss. Apostoli, trasferendosi a Londra, dove continuò a vendere la collezione del marito negli anni successivi. L’ultima vendita venne fatta nel 1789: tra i pezzi venduti da ricordare vi erano uno stradivari e gli spartiti autografi di Bach; con essa terminava l’epopea del grande console Smith, straordinario collezionista, banchiere e diplomatico, che fece conoscere la pittura veneziana agli inglesi e rese grande Venezia agli occhi degli abitanti d’oltre Manica, di cui beffa della storia non ci rimane nemmeno un ritratto.

Le sue spoglie risposano oggi, insieme a quelle della prima moglie, nel cimitero protestante del Lido.

Andrea M. Basana
Di natali veneziani, si è sempre interessato all'arte, non solo lagunare. Il suo campo di ricerca sono le arti applicate, cosa che lo ha portato a tenere svariate conferenze in importanti realtà museali, tra cui le più degne di nota sono quelle del museo di palazzo Zuckermann a Padova e del museo di palazzo Fulcis a Belluno. Ha collaborato con varie riviste tra cui Ateneo Veneto, l'archivio di Belluno, Feltre e Cadore e l'Oadi di Palermo. Negli ultimi anni si è dedicato alla scoperta dell'arte e della cultura della Basilicata, pubblicando per testate locali e scrivendo in collaborazione con il prof. Santoliquido "Forenza Sacra", pubblicazione patrocinata dal Vescovo di Melfi, Rapolla e Venosa.

4 COMMENTS

  1. Molto interessante questa rivisitazione della figura di Joseph Smith. Mi permetto però di segnalare che la villa di Mogliano del console non era “situata su un altura nei pressi della località Marocco” ma più a nord, nella parte ovest di Mogliano ed è quella riportata nelle vedute del Visentini” presente nelle collezioni reali inglesi. A questo proposito Fulvio Lenzo nel suo saggio sull’inventario di villa Smith apparso su Annali di Architettura 30/2008 scrive che…”attualmente sussiste, seppur molto rimaneggiato, soltanto il corpo secondario con la casa del gastaldo-ribattezzata villa Benevento-con l’annessa ex stalla adesso convertita in casa di abitazione, ai margini dell’abitato di Mogliano in via Roma 91″. Lungo il Terraglio il console Smith possedeva un’altra villa che ebbe diversi proprietari successivi (vedi “Passeggiate Moglianesi” di Giusppe Venturini) ed esiste tuttora.

    • Buongiorno Renzo, la ringrazio davvero per la segnalazione, soprattutto per l’indirizzo. Io ho appoggiato la linea più comune sull’ubicazione dell’edificio, che la vedeva a Marocco, mantenendo comunque delle riserve. Ho letto anch’io il saggio di Lenzo, molto interessante l’inventario riportato, per quanto possa esserlo un inventario veneziano del XVIII secolo. Cercherò di reperire le passeggiate del Venturini allora. Grazie mille ancora per la segnalazione.

  2. sig Andrea
    il libro di Venturini, Passeggiate Moglianesi , è disponibile e consultabile presso la biblioteca comunale Ernesto Scoffone cui potrà telefonare x maggiori informazioni.
    Cordialità
    Alesswndro

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here