Fernando Bandini, neve e tuono

Nel decennale della morte del poeta, il ricordo di 
Pier Franco Uliana, Giovanni Turra e Lucio Carraro

Ricorre quest’anno il decennale della morte di Fernando Bandini. Il poeta vicentino ci lasciò il giorno di Natale del 2013 e pare che, fra le sue ultime parole, ci fosse la richiesta di conoscere se fuori stesse nevicando: la neve e gli scrosci tonanti di primavera furono sempre voci predilette del suo immaginario poetico.

Fernando Bandini può essere considerato uno dei più importanti poeti del secondo Novecento. Fu amico e interlocutore di tanti poeti e scrittori di quel periodo: da Giuseppe Ungaretti a Eugenio Montale, da Vittorio Sereni a Franco Fortini, da Giovanni Giudici a Goffredo Parise. Particolarmente fecondo il suo sodalizio con Andrea Zanzotto.

Fece il maestro per 16 anni, fino al 1968. Nei due anni successivi, dopo essersi laureato in materie letterarie, insegnò italiano al Magistrale di Treviso per passare poi all’Università di Padova nel dipartimento di Gianfranco Folena, dove fu docente di Filologia Romanza e successivamente di Metrica. Tenne anche corsi e seminari di Letteratura Contemporanea, in sostituzione di Maria Corti, all’Università di Ginevra.

Le sue prime raccolte poetiche (In modo lampante, Per partito preso) furono pubblicate da Neri Pozza editore. Nel 1969, nella collana dello Specchio Mondadori, esce “Memoria del futuro”, cui seguirà “La mantide e la città”; per Garzanti editore pubblica tre raccolte poetiche: “Santi di dicembre”, “Meridiano di Greenwich” e “Dietro i cancelli e altrove”. I suoi ultimi lavori, lascito struggente, vengono pubblicati dalle Edizioni L’Obliquo (“Quattordici poesie”) e da il Girasole, Valverde (“Un altro inverno”). Assai noti la curatela e il suo commento ai Canti di Leopardi editi da Garzanti.

Pier Franco Uliana, Giovanni Turra e Lucio Carraro lo ricorderanno mettendo in luce i diversi aspetti della sua vita e maestria compositiva, gli amabili tratti del suo carattere e della sua versificazione di ascendenza colta.

È il gran finale degli Aperitivi Poetici. Vi aspettiamo giovedì 28 settembre nello splendido parco di Villa Stucky per i saluti, cheers included.

Lucio Carraro
È nato a Mogliano Veneto il 3.6.1954. Ex insegnante, è stato Assessore alla Cultura, Pubblica Istruzione e Commercio del Comune di Mogliano Veneto. Scrittore, ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Collabora con varie Associazioni culturali e sociali.

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