Alla riscoperta di un grande protagonista della cultura trevigiana: giovedì alle ore 18 il terzo appuntamento con gli “Aperitivi narrativi”.

Ci sono autori che, per la scarsa ricettività delle congreghe dominanti, vengono via via abbandonati al loro destino. Autori obiettivamente importanti, aggiungo, che rientrano nei canoni di un impegno culturale destinato alla crescita della comunità umana.

Enzo Demattè è fra questi. Non che sia stato depositato nella polvere della storia – per molti ancora forte è il ricordo della sua opera e del suo operato – ma certo non pare essere iscritto nell’agenda dell’attualità (e come lui altri scrittori e poeti veneti di valenza nazionale che tuttora languono nei cassetti di un’editoria pigra, per non dire deleteria).

Ed è un vero peccato. Perché Enzo Demattè è stato un intellettuale a tutto tondo, caleidoscopico, versatile, capace di esercitare un ruolo di primo piano ben oltre l’agone della cultura trevigiana.

Appassionato educatore, è stato per molti anni docente di lettere, dirigente scolastico e ispettore tecnico per le lettere a Venezia e coordinatore per il Triveneto, concludendo la sua carriera a Parigi come Ispettore generale della scuola italiana in Francia.

Un intenso lavorio che gli consentì di sostenere lo scautismo trevigiano (negli anni Cinquanta assai innovativo anche per le relazioni che intratteneva con il Patriarca di Venezia Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII), di promuovere la prima biblioteca per ragazzi a Treviso “La Curiosa” e di svolgere la funzione di assessore all’istruzione, cultura e gioventù nella giunta dell’allora sindaco Bruno Marton.

Questa inclinazione per l’universo scolastico lo impegnò molto anche come scrittore di libri per ragazzi. Celebre il suo “Il regno sul fiume”, Mursia editore, libro di successo con più di trenta edizioni, cui seguiranno “Io e la capra”, “Gente di confine”, “Un ragazzo chiamato Friuli”, “Olive nere”.

Poliedrica poi è stata la sua scrittura per il mondo degli adulti. Rammentiamo i tre romanzi “La valle con i santi alle finestre”, “Passione di Vallarsa” e “L’estate cattolica”, quest’ultimo composto da due lunghi racconti in cui l’autore fa i conti con la sua formazione cattolica aprendosi a nuove prospettive umane e sociali.

Di grande rilevanza poi l’edizione critica che Demattè curò delle lettere di Giovanni Comisso, lavoro di grande maestria filologica e biografica.

Ultimo ma certamente non meno importante, il suo lavoro poetico che si concluse con l’originale raccolta “Rosa rosae”.

Insomma, una voce caleidoscopica che avremo modo di approfondire giovedì 1giugno con la figlia professoressa Francesca Dematté, da anni impegnata ad approfondire le “carte” del padre, e con Maria Carla Tecce, psicoterapeuta. Un primo passo per riportare ai nostri giorni uno scrittore che merita di entrare a far parte della nostra enciclopedia culturale, nella speranza che la Fondazione Benetton (che dell’opera di Demattè è depositaria) promuova nei prossimi tempi una riflessione di ampio respiro sull’uomo, lo scrittore, il pedagogista. Nel nostro piccolo, noi ci siamo.

Lucio Carraro
È nato a Mogliano Veneto il 3.6.1954. Ex insegnante, è stato Assessore alla Cultura, Pubblica Istruzione e Commercio del Comune di Mogliano Veneto. Scrittore, ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Collabora con varie Associazioni culturali e sociali.

1 COMMENT

  1. Grazie Lucio per questa iniziativa, per tenere viva la memoria dovuta a un autentico protagonista della vita politica e culturale di Treviso.
    Nel 1970, al mio primo anno di insegnamento alla Scuola Media (così allora si chiamava) di Casale sul Sile, scelsi di leggere a ragazzi e ragazze, vivaci, acuti, ma un po’ ai margini per le difficili condizioni sociali, il libro di De Mattè Il regno sul fiume, trovando il modo di mettermi in contatto con la loro esperienza di vita.

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