“La mattina del 18 marzo 1981, nel Palazzo di giustizia di Milano, appena si aprono i plichi, le buste sigillate, le cartellette sequestrate, ci si rende conto subito di quanto quei documenti siano infuocati. Le carte svelano l’esistenza di un’associazione segreta in cui sono coinvolti tre ministri della Repubblica, il capo di stato maggiore della Difesa, i capi dei servizi segreti, il segretario generale del Ministero degli Esteri, ventiquattro generali e ammiragli delle tre armi, nove generali dei Carabinieri, cinque della Guardia di Finanza compreso il comandante generale, un centinaio di ufficiali superiori, due generali della polizia di Stato, cinque prefetti, vari diplomatici, sessantatrè altri funzionari dei Ministeri e poi il segretario nazionale del Psdi (Partito socialdemocratico), il capogruppo socialista alla Camera dei deputati, parlamentari, segretari particolari di leader governativi, imprenditori, editori, giornalisti, il direttore del «Corriere della Sera», il direttore del Tg1, professori universitari, dirigenti di società pubbliche, banchieri e diciotto magistrati”. È il buco nero della loggia P2 che alla fine degli anni Settanta si stava mangiando la Repubblica per trasformarla in qualcos’altro, secondo il Piano di rinascita democratica scritto da Licio Gelli e favorito da pezzi deviati dello Stato. Sappiano tutto di quella vicenda? No, quasi tutto. Alcuni armadi sono rimasti chiusi. Fortunatamente, grazie al sacrificio di eroi valorosi tra magistrati, carabinieri, finanzieri e poliziotti, e all’impegno di alcuni politici tenaci e coraggiosi come Tina Anselmi, l’Italia è riuscita a rimanere un paese libero. È quindi essenziale riuscire oggi a tenere in mano il filo che lega i fatti di quegli anni terribili, spesso resi volutamente indecifrabili per coprire responsabilità e bugie.

L’ospite del terzo incontro della rassegna “Mogliano incontra la storia – Gli anni di piombo”, organizzata dall’Associazione Omega (appuntamento martedì 28 marzo, alle ore 20.45, presso il Centro Sociale di Mogliano Veneto), sarà Giuliano Turone, testimone e protagonista come magistrato di quella terribile stagione. Con lui ci addentreremo proprio nell’“Italia oscura”, tra gli anfratti di storie torbide e sconvolgenti che hanno come personaggi criminali, terroristi e mafiosi, ma pure uomini delle istituzioni, veri traditori della Repubblica. Ciascuno di essi, con responsabilità diverse, ha tramato contro la nostra democrazia.

Aldo Moro, Mino Pecorelli, Michele Sindona, Giorgio Ambrosoli, Piersanti Mattarella, la strage di Bologna e la P2 appunto. Un cumulo di fatti atroci maturati in un arco di tempo ristretto (1978-1980) e rimasti il più delle volte senza giustizia. Una sequenza impressionante di stragi, assassinii, complotti, depistaggi, tentativi di colpi di Stato che a Mogliano verranno ricostruiti dal giudice istruttore che ha scoperto gli elenchi della P2, arrestato Luciano Liggio e rinviato a giudizio Michele Sindona.

GIULIANO TURONE

Giuliano Turone. Giudice Emerito della Corte Costituzionale ed ex magistrato

Giudice emerito della Corte di cassazione e già docente di Tecniche dell’investigazione all’Università Cattolica di Milano, è stato il giudice istruttore che, prima di occuparsi delle inchieste su Michele Sindona e sulla Loggia P2, ha indagato sulla presenza di Cosa nostra a Milano negli anni Settanta arrivando all’incriminazione del capomafia di allora, Luciano Liggio. Negli anni Novanta ha fatto parte del primo staff di magistrati della Procura nazionale antimafia. Ha collaborato con il Consiglio d’Europa per la redazione della convenzione di Strasburgo del 1990 sul riciclaggio, e con le Nazioni Unite svolgendo attività di pubblico ministero presso il Tribunale penale internazionale dell’Aja per l’ex Jugoslavia. Tra i suoi libri: Il caffè di Sindona (con Gianni Simoni, Garzanti 2009), Il caso Battisti (Garzanti 2013), insieme con Antonella Beccaria, Il boss. Luciano Liggio: da Corleone a Milano, una storia di mafia e complicità (Castelvecchi 2018), Italia occulta. Dal delitto Moro alla strage di Bologna, il triennio maledetto che sconvolse la Repubblica (1978-1980), (Chiarelettere 2019).

Ingresso gratuito, se desideri prenotare un posto:

 

Daniele Ceschin
Nato a Pieve di Soligo il 20.12.1971. Storico con un dottorato di Storia sociale europea dal medioevo all’età contemporanea. Docente a contratto di Storia contemporanea dal 2007 al 2011 all’università di Ca’ Foscari di Venezia. Autore di pubblicazioni a carattere storico. E’ stato Vicesindaco a Mogliano Veneto dal 2017 al 2019.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here