Mercoledì 22 febbraio, nel corso della breve trasmissione condotta da Marco Damilano su Rai 3, Il Cavallo e la Torre, l’imprenditore Renzo Rosso ha rilasciato una sua breve intervista. Già è curioso notare come in televisione sia dato spazio, per giudizi a tutto campo, a personalità che per carriera brillano soprattutto in ambiti di competenza ben circoscritti: in questo caso si tratta di un industriale del fashion di successo, un self made man indiscutibile, anche provatamente animato da una volontà propositiva di non nuocere al pianeta, attraverso iniziative di valore ambientale e di sincera filantropia.

È un ottimo protagonista delle proprie aziende e su questo ha molto da dire. Ma per elevarlo al grado di accreditato maître à penser ce ne passa, non fosse altro perché il nostro è un uomo pratico e non eccelle nell’eloquio: questo non è necessariamente un difetto, ci mancherebbe, se non si pretendesse di farne un guru occasionale a servizio del pubblico.  Tutta la trasmissione dura soltanto dodici minuti ed è stata completamente dedicata all’intervista. Risultato: una banalissima elargizione di affermazioni scontate, di venetissimo general-generico buon senso.

Mi ha colpito specialmente il giudizio – questo sì davvero originale – sull’attuale governo. Rosso ha infatti sostenuto, pur dichiarando che non ha votato a destra, di aver scoperto nel ministro Antonio Tajani un uomo “incredibile”, di grande capacità: non è dato sapere, dai sottintesi dell’imprenditore, come si manifesti tale virtù. Una per tutte, secondo me, effettivamente gli va riconosciuta, ma sarebbe più appropriata per un funambolo circense che non per un uomo di stato: la destrezza a sapersi mantenere in equilibrio, sul filo del ridicolo, quando sminuisce con serena faccia tosta le pericolose affermazioni di stampo filo putiniano del suo capo, il cav. Berlusconi, e le adatta al rango di meritevoli asserzioni di ecumenico pacifismo.

Un ulteriore plauso Renzo Rosso l’ha riservato all’attuale capo di governo Giorgia Meloni, definita donna che mette la faccia e il cuore. A causa di questa romantica fascinazione, giunge al punto di sostenere che è una donna capace di fare “retromarcia”, quando si accorge che i propri decreti sono sbagliati, e lo fa con grande dignità e “scalpore” (scalpore è un termine che Rosso dimostra di amare particolarmente).

Sinceramente quest’ultimo understatement (uso, a mezza bocca, un inglesismo per non dispensare parolacce) è davvero curioso. L’antefatto:

il 17 dicembre 2022 Giorgia Meloni, a una settimana dalle elezioni, lanciava in rete un messaggio: “Pronti a tutelare i diritti del #superbonus e a migliorare le agevolazioni edilizie. Sempre dalla parte delle #imprese e dei #cittadini onesti che si danno da fare per far crescere e migliorare l’Italia.”

Forse confidando nell’età avanzata della popolazione italica e conseguente labilità della memoria, dopo le elezioni vincenti ci spiega, col tono rassicurante e la prudenza di una mamma e lo sguardo affranto, da madonnina dei sette dolori, che ha deciso di ridimensionare drasticamente l’accesso al superbonus, per il nostro bene; soprattutto elimina la possibilità di cedere il credito alle banche e, come conseguenza, per le imprese anche di scontarlo in fattura. È un nodo scorsoio per circa 900.000 lavoratori e il lastrico certo per decine di migliaia di imprese edili, presuppone la fuga precipitosa da migliaia di cantieri incompleti e addio sogni, per tante famiglie, della propria casetta risistemata. Se c’è un principio da salvaguardare nel diritto è proprio quello di evitare la retroattività delle leggi fiscali punitive: e qui ci sono in piedi montagne di pratiche e lavori aperti in buona fede.

Ma adesso, altra ennesima salutare retromarcia: dopo le proteste di tutte le opposizioni, dei cittadini, e dello stesso mondo imprenditoriale, pare che il decreto verrà finalmente modificato per ridare ossigeno al credito.

È questa goffaggine di governo che apprezza Renzo Rosso?  Insinuare sempre la paura del vivere nella gente per poi, con maldestre rettifiche, ritornare a più saggi consigli? Già si annuncia la devastazione sociale con la contrazione del reddito di cittadinanza (ma anche qui si attendono salvifiche rettifiche).

Può essere una strategia sana, quella di mostrare la faccia insensibile del potere e dopo, benevolmente, farsi baciare la mano per restituita magnanimità?

La ponderazione preventiva avrebbe di gran lunga miglior dignità. Un popolo ha bisogno, se non di impossibili certezze, quantomeno di probabili prospettive: qui manca il senso del futuro, il rispetto delle vite comuni, malgrado la sbandierata nuova rivoluzione contro pretestuosi malgoverni precedenti. Condurre un paese moderno, significa guardare oltre l’ordinaria amministrazione, programmare, e non solo contare gli spiccioli nel borsellino.

Rimacinato da Oskar Wilde, adottato persino da Ghandi è il concetto – espresso dall’ottocentesco filosofo Ralph Waldo Emerson – della sciocca coerenza, che si può esprimere anche attraverso l’aforisma: la coerenza è la virtù degli sciocchi. Quando ci si accorge di sbagliare occorre cambiare, su questo non ci piove. Ma il senso di provvisorietà instabile, la pressione continua sulle famiglie che non possono neppure immaginare la serenità, costantemente allertate da messaggi negativi e quando non è proprio indispensabile, si rivela il primo passo verso il declino di una nazione, in barba ai proclami di orgogliosa italianità. 

Così merita annotare che anche il signor Rosso, dall’alto dei suoi oltre 1700 milioni di fatturato, è un uomo di spessore ed è nel suo pieno diritto, e anche dovere, di farsi ed esprimere proprie opinioni: noi semplici cittadini manteniamo analogo diritto di rigettare fascinazioni improprie, salvo prove contrarie di tangibile merito. Pronti a cambiare idea, ma soltanto in base ai fatti.

Roberto Masiero
Roberto Masiero è nato da genitori veneti e cresciuto a Bolzano, in anni in cui era forte la tensione tra popolazioni di diversa estrazione linguistica. Risiede nel trevigiano e nel corso della sua vita ha coltivato una vera avversione per ogni forma di pregiudizio. Tra le sue principali pubblicazioni: la raccolta di racconti Una notte di niente, i romanzi Mistero animato, La strana distanza dei nostri abbracci, L’illusione che non basta, Dragan l’imperdonabile e Il mite caprone rosso. Vita breve di norbert c.kaser.

2 COMMENTS

  1. Treviso 27 02 2023 – Buon giorno Roberto, sono convinto che la logica e la mentalità degli imprenditori mal si coniuga la politica. La storia ci insegna che gli imprenditori guardano sostanzialmente agli interessi della propria azienda, mentre la “politica sana” dovrebbe avere a cuore il bene comune…

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