Vorrei fare un ragionamento, ma prima inizierei alla leggera. Provate a un po’ a risolvere il quiz a più varianti che segue. In apparenza è semplice, anche per il modo con cui si delineano i vari indizi convergenti ad individuare un’unica soluzione. Solo come premessa, il quesito è riferito all’ambiente:

si prega di individuare chi è responsabile di certe alluvioni che, come un rito ripetitivo, occupano sempre più spesso le pagine di cronaca; individuare il colpevole del fatto che le coste sabbiose di Jesolo ogni anno sono mangiate dal mare e costringono i “poveri” albergatori a ripristinarle con replicata fatica, simile a quella di Sisifo; trovare chi sia il mariuolo reo delle frane e chi ci abbia fatto sciogliere, come un gelato, il ghiacciaio della Marmolada, strappandoci il cuore se lo guardiamo nelle vecchie foto dove si scorge ancora una massa imponente; scovare chi sia quel dispettoso che ha provocato la tempesta perfetta di Vaia.

Proviamo ad abbozzare le risposte. Prima risposta (sbagliata): è colpa del clima che cambia. Seconda risposta, più penitenziale (egualmente sbagliata): colpa dell’Uomo, maledetto, che ha sbalestrato gli equilibri naturali. Terza risposta, quella che scelgono i pigri o, all’opposto, gli irriducibili leibnitziani (anch’essa sbagliata): non c’è colpevole. È così,e basta.  

A dirla tutta, le risposte al giochino infantile di cui sopra non sono completamente sbagliate, come non lo sarebbero anche le soluzioni, parlando d’altro, che volessero addossare all’umanità tutta, o a certi disgraziati di governanti, le colpe per le centinaia di conflitti sanguinosi aperti ancor oggi (c’è l’imbarazzo della scelta).

Io, modestamente, una mia teoria collaterale ce l’ho, e la propongo con pudore, anche se rischio la gogna o di essere scambiato per matto, al pari di un terrapiattista.

Dunque: partiamo dall’ipotesi di essere quasi tutti, noi veneti, persone religiose. Non nel senso che aderiamo convinti a una qualche religione specifica, ma in quanto portatori di quella certa religiosità – in questi tempi quasi laica- che ognuno ha fatto propria, come eco di catechismi e letture sacre di un Paese, specie un tempo, definito cristiano. Insomma, parlo di quella religiosità dei non più abbastanza praticanti che genericamente ci fa sperare, almeno, che da qualche parte ci sia un Creatore, un tizio che malgrado l’età non sia ancora morto, come vorrebbero certi anarcoidi, né pensionato. Lo chiamerò, per equidistanza alle varie fedi, il Signor D.

Insomma, io credo che al Signor D.  (dopo aver detto a se stesso, anche per motivi di immagine consolidata, che deve dimostrarsi infinitamente buono e paziente), a un certo punto gli girino le sfere celesti …

Siamo seri, come potrebbe essere altrimenti? Dall’alto dei cieli, lui mica vorrebbe interferire nella vita di questi stronzetti qui in basso, e rispetterebbe volentieri quel patto di libero arbitrio, ma loro – gli incoscienti – lo provocano continuamente. Qualche esempio:

l’ex presidente brasiliano Bolsonaro, che di nome abbina quello di un famoso calciatore interista dei bei tempi, Jair, al più impegnativo di Messias, si è fatto addirittura ribattezzare ritualmente, correva l’anno 2016, nel fiume Giordano. Si è presentato come eroe della fede al motto di “il Brasile sopra ogni cosa, Dio sopra tutto”. Coerentemente ha inaugurato la sistematica distruzione della foresta amazzonica, con tutto ciò che contiene: il Signor D. che alla natura ci tiene, perché ha impiegato sette giorni a realizzarla, non deve aver gradito molto di sentirsi chiamato in causa come simbolo di un presidente dai noti connotati reazionari;

anche l’Italietta se n’è servita: la provata profondità religiosa di Salvini ha fatto sì che il Signor D. partecipasse a far da spalla simbolica ai suoi comizi con esibizione di rosari e professioni di una fede disinteressata e vissuta. Ma il Signor D. non deve aver completamente gradito il coinvolgimento indiretto nelle azioni poco filantropiche di cotanto sincero adoratore.

Ci si è messo anche Putin: pur cresciuto nell’ambiente sovietico, dove marxisticamente “la religione è l’oppio dei popoli”, ad un certo punto si è scoperto cristiano. Nel 2012, dopo aver assistito alla messa di Natale in una piccola chiesa di S. Pietroburgo, confessava che la madre, in gran segreto, l’aveva fatto battezzare. Così adesso coltiva la fede e riceve la benedizione anche dal patriarca russo Kirill – si dice suo ex sodale nel KGB – che incita così i soldati che hanno invaso l’Ucraina: “Vai coraggiosamente a compiere il tuo dovere militare. Ricorda che se muori per il tuo paese sarai con Dio nel suo regno, gloria e vita eterna.”  Voi capite che il Signor D. potrebbe essere sull’orlo di una crisi di nervi. E da certe manifestazioni di divino scoramento, appunto, Dio ce ne scampi…

L’Iran è un paese che si definisce teocratico: giusto l’altro giorno ha fatto impiccare un ragazzo di 23 anni, Mohsen Shekari che aveva preso parte alle manifestazioni, per protestare contro un regime impazzito ed una polizia sessuofobica, che si permette di seviziare e accoppare le ragazze che non coprono completamente i capelli col velo.  Lo sbrigativo tribunale l’ha ritenuto colpevole di «inimicizia contro Dio». Tutto questo tirare il Signor D. per la giacca infine deve averlo davvero fatto uscire dai gangheri. Mettergli in bocca cose che lui non si sogna nemmeno e che non ci sono scritte in alcun libro sacro, farlo schierare suo malgrado con questo o quel partito che vuol farne il proprio testimonial, per suggestionare gli allocchi, questa volta l’ha fatto davvero incavolare di brutto.

Domandiamoci se tutte le calamità che si stanno addensando sopra le nostre teste, dal covid alla crisi, non siano l’onesta reazione di un povero creatore, il Signor D., che comincia a pentirsi di aver messo in giro delle bestie umane così stolte e bugiarde. In fondo, qualcuno ricorderà di aver sentito parlare di un Diluvio universale, una Sodoma e Gomorra, delle piaghe d’ Egitto?

Bene, se questa teoria, un poco tirata, di un Signor D. insofferente vi pare sballata o anacronistica e non credete che la colpa di ciò che ci capita di brutto stia nell’incazzatura del signor D., tanto meglio: siamo forse in tempo per rimediare alle nostre tristissime responsabilità.

Roberto Masiero
Roberto Masiero è nato da genitori veneti e cresciuto a Bolzano, in anni in cui era forte la tensione tra popolazioni di diversa estrazione linguistica. Risiede nel trevigiano e nel corso della sua vita ha coltivato una vera avversione per ogni forma di pregiudizio. Tra le sue principali pubblicazioni: la raccolta di racconti Una notte di niente, i romanzi Mistero animato, La strana distanza dei nostri abbracci, L’illusione che non basta, Dragan l’imperdonabile e Il mite caprone rosso. Vita breve di norbert c.kaser.

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