Avevamo già patito come una perdita il dover rinunciare ad adoperare espressioni come “Forza Italia!” che era proprio un bell’incoraggiamento sportivo, ma ci è stato espropriato dalla nota formazione politica; avevamo amato il glorioso gonfalone della Repubblica di San Marco, prima che venisse involgarito e ridotto dalla Lega a gagliardetto di partito; abbiamo patito anche il saccheggio del Va’ pensiero verdiano. Ora è venuto il turno della parola buonsenso.

Il vocabolario Treccani ne definisce precisamente i contorni, come “capacità naturale, istintiva, di giudicare rettamente, soprattutto in vista delle necessità pratiche”. Il buonsenso (o buon senso) ha un’origine illuministica: fa riferimento alla ragione che valuta con ponderatezza, ma anche con un certo spirito di tolleranza. Spesso sconfina nel senso comune che, nell’uso corrente, rappresenta la capacità di valutare le cose, comune a ogni individuo equilibrato, e sarebbe propria della maggior parte degli uomini. 

Ma adesso pare che, lungi dalla tolleranza illuminista, la parola serva a far passare per buone anche certe nefandezze, ammantandole di un millantato credito popolare e definendole, appunto, operazioni di buonsenso. Per essere più chiaro: a me pare che questo proclamato buonsenso sia la parola chiave passe-partout, quando certi personaggi maldestri della politica, dichiaratamente di destra, non sanno che altri pesci pigliare per giustificarle, magari dopo aver combinato dei veri pasticci.

Dunque propongo che questa parola, in attesa di un uso… con buonsenso, scusate la tautologia, andrebbe bandita dal vocabolario. Oppure è bene che sia corredata di un foglietto illustrativo, come quello utilizzato per accompagnare i farmaci, specie quelli più infidi. Questo mio discutibile istinto di censura (lo ammetto senza pentimento) mi ha colto da quando il capitan Matteo Salvini e i suoi accoliti ne hanno fatto addirittura uno slogan da campagna elettorale:

Ora, salito senza merito di voti propri sul podio del governo, con dichiarato buonsenso ha scientemente combinato un casino inutile in Europa, deteriorando i buoni rapporti coi paesi amici, molto utili quando si tratta di ricevere soldi, ma ritenuti importuni in altre circostanze. Con una certa dose di volgarità, vantandosi, il nostro si bea di aver spedito in Francia una navetta con qualche povero cristo che non abbiamo voluto sbarcare da noi, per motivi di principio. Naturalmente si tratta di principi morali sacrosanti, per chi usa baciare affettuosamente in pubblico un crocifisso che dovrebbe ispirarlo. Ma questo buonsenso, usato come un’arma, costringe persino il presidente Mattarella a far da mediatore e a riparare i danni a livello di capi di stato, dopo tanto fumo inutile. Ovviamente, al giornalista Rai che chiedeva a Salvini come si esce dalla crisi con la Francia, il nostro “statista” ha risposto lapidario: “Col buonsenso” (intervista televisiva tv del 12 novembre u.s.).

Vogliamo parlare anche di quella regalia che strizza l’occhio agli evasori fiscali, e non premia certo i comuni cittadini, innalzando il tetto massimo del contante dagli attuali 2mila euro fino ai 5mila?

Il responsabile del dipartimento Attività Produttive della Lega, Massimo Bitonci, smentisce ripercussioni negative derivanti dalla misura e afferma: “È un’iniziativa di buonsenso che avvicina l’Italia a livello di diversi altri Paesi europei. La battaglia della sinistra contro il contante è puramente ideologica […] (fonte AGI 26 ottobre u.s.)

Il parlamentare così pieno di buonsenso dimentica, o finge di dimenticare, che siamo il più “importante” paese nell’unione europea per evasione fiscale.

Credo che in molti concordino: fu grazie alle decisioni del precedente governo, che si sono sconfitte le morti in serie da covid con misure severe e determinanti. Ma Salvini, quando un poco si era allentato il pericolo, si faceva bello di essere stato lui ad aver avuto ragione con le sue allucinanti proposte di “liberi tutti”. Già nel 2021, infatti affermava che, contro le misure del ministro Speranza, si poteva abbassare la guardia con le misure di prevenzione: “Era il nostro obiettivo di buonsenso, laddove la situazione medica lo permette, e si torna a vivere…”

Dunque io preferisco diffidare di questa parola e invito cordialmente a vigilare sulle prossime simili manovre politiche sospette, mascherate da buonsenso per renderle appetibili a una presunta, inesistente, maggioranza consenziente. Diceva bene quel politico scafato che fu il seicentesco François de La Rochefoucauld: 

Raramente troviamo delle persone di buonsenso, fatti salvi quelli che sono d’accordo con noi.

È buonsenso il pensare che i nostri succitati politici contemporanei abbiano scordato per convenienza la sua lezione.

Libera nos a malo.

Roberto Masiero
Roberto Masiero è nato da genitori veneti e cresciuto a Bolzano, in anni in cui era forte la tensione tra popolazioni di diversa estrazione linguistica. Risiede nel trevigiano e nel corso della sua vita ha coltivato una vera avversione per ogni forma di pregiudizio. Tra le sue principali pubblicazioni: la raccolta di racconti Una notte di niente, i romanzi Mistero animato, La strana distanza dei nostri abbracci, L’illusione che non basta e Dragan l’imperdonabile.

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