L’arte di superare gli inciampi

Il 26 settembre, alle ore 20.30, presso l’Auditorium del Centro Sociale di Mogliano, si terrà l’incontro “Chiacchierata sulla disabilità” promosso dall’associazione Fattibillimo e con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale.

È sempre difficile dare una precisa definizione di un organismo che si occupa di disabilità.

È difficile perché si intrecciano le motivazioni personali di chi promuove questi aggregatori e, allo stesso tempo, ad esse si sommano le storie delle persone e delle famiglie che vi ricorrono. E questo umano e complesso intreccio a sua volta deve interfacciarsi con un contesto sociale, cioè con il territorio in cui vive, la cui conoscenza della disabilità, sensibilità e attenzione, può essere variabilissima. Può toccare le punte massime di comprensione e inclusione oppure quelle minime dell’ignorare e, purtroppo, anche dell’isolare.

Ogni associazione che si occupi di disabilità si augura di poter respirare comprensione e teme l’isolamento.

Perché il tocco e la condivisione collettiva tolgono dalle spalle di una famiglia parte della fatica che nasce da una specifica disabilità ma che si amplia quando il contesto sia, quando non ostile, indifferente.

Ciò produce non solo una sequenza di difficoltà materiali e quotidiane, ma quel senso di solitudine che è, esso stesso, la manifestazione di un dolore che si nutre dello sguardo assente degli altri.

Forse un modo provocatorio, ma intenso, di definire Fattibillimo è quello che ne dà uno dei suoi cuori pulsanti, Mara Girardi: “essere una comunità che include gli abili”.

Ecco, l’incontro del 26 può essere anche un’occasione per lasciarsi includere, per facilitare il contatto tra questi due “modi di essere umani”.

Quando, oramai dieci anni fa, ebbi l’onore di scrivere la storia del viaggio di un padre con un figlio autistico, Franco e Andrea, non scrissi solo un romanzo (Se ti abbraccio non avere paura) ma sfiorai un mondo, come tanti hanno fatto prima e dopo.

Un mondo che racconta gli inciampi della vita ma che ci chiama, costantemente, a ricordare che per essere una società civile non basta mettere in calendario la Festa della Mamma e del Papà e dichiarare che siamo tutti uguali, almeno di fronte alla legge.

Ci sono tanti indicatori materiali sul nostro grado di civiltà.  Uno dei principali è che una società civile riconosce che siamo tutti diversi e si fa coscientemente carico di sostenere quelle diversità che inciampano più di altre. Perché tutti possano ugualmente muoversi dentro la vita.

Ecco, una società civile riduce gli inciampi, non si gira dall’altra parte e lascia cadere i propri figli.

Troviamoci lunedì 26 settembre con Mara Girardi (presidente dell’Associazione Fattibillimo),  Mario Paolini  ( pedagogista), presenta la prof.ssa Monica Galazzo.

Fulvio Ervas
Fulvio è nato nell’entroterra veneziano qualche decina di anni fa. Ha gli occhi molto azzurri e li usa davvero per guardare: ama le particelle elementari, i frutti selvatici e tutti gli animali. Si laurea in Scienze Agrarie con un’inquietante tesi sulla “Salvaguardia della mucca Burlina”. Insegna scienze naturali e nelle ore libere tre campi magnetici lo contendono: i funghi da cercare, l’orto da coltivare, le storie da raccontare. Nel 1999 ha vinto il premio Calvino ex aequo con Paola Mastrocoda. Da allora ha pubblicato moltissimi libri tra i quali “Tu non tacere”, “Follia docente”, “Nonnitudine”, gli otto che hanno per protagonista l’ispettore Stucky da cui è stato tratto il film “Finché c’è prosecco c’è speranza” interpretato da Giuseppe Battiston e “Se ti abbraccio non aver paura” che ha vinto numerosi premi ed ha ispirato, nel 2019, il film di Gabriele Salvatores “Tutto il mio folle amore”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here