Quando parliamo di personalità che hanno dato lustro a Mogliano Veneto in campo musicale ci viene subito in mente naturalmente Toti Dal Monte, la grande soprano, nata Antonietta Meneghel e figlia del maestro della banda musicale moglianese, stella di prima grandezza nel firmamento del bel canto nella prima metà del secolo scorso. Eppure non sono in molti a sapere che la nostra cittadina può vantarsi di aver dato i natali anche ad un’altra importante figura nel mondo delle sette note: il compositore Sandro Fuga, immeritatamente poco ricordato dal grande pubblico ma ben presente e considerato in tutte le antologie che riguardano la storia della musica sinfonica.

Così nella sua autobiografia il musicista ricorda le sue origini a Villa Delia, tuttora esistente:

Sono nato il 26 novembre 1906 a Mogliano Veneto, in quel tempo un grazioso e piccolo paese situato lungo quella bella strada detta “il Terraglio” che tuttora unisce Mestre a Treviso e oltre. Mio padre era il valente e amato medico condotto di quel luogo, e là ho vissuto nella nostra casa paterna fino al 1919: morì improvvisamente in una notte del marzo 1917, e di lui ben poco ricordo. C’era allora la guerra ed anche nel nostro piccolo paese essa era tristemente sentita e sofferta. Mia madre così restò sola con i suoi tre figli: mia sorella Dina e Iginio il più piccolo. Di quel periodo rammento ancora le ansie, le pene, le difficoltà di ogni genere, i disagi della guerra. La ritirata di Caporetto, i nostri soldati sbandati … infine la vittoria, le luci riaccese, il suono delle campane e l’esultanza di tutti per la vittoriosa conclusione del conflitto.  

Figura fondamentale per la sua formazione fu certamente la madre, sorella del pittore veneziano Luigi Nono, a sua volta nonno del grande compositore del Novecento che porta lo stesso nome. Da lei, sensibile musicista, i figli presero l’amore per le arti e fu solo grazie alla sua perseveranza e ai suoi sacrifici che il piccolo Sandro cominciò a studiare pianoforte e teoria musicale fin dalla tenera età, prima guidato dalla stessa madre e poi con diversi insegnanti che essa affannosamente cercava tra i migliori di Treviso e Venezia.

Nel 1919 la signora si risposò con un musicista piemontese, giunto a Mogliano al seguito della Terza Armata, che si incaricò dell’’educazione musicale di Sandro visti i promettenti risultati dei suoi primi studi pianistici. In quell’anno la famiglia si spostò definitivamente a Torino e il futuro compositore venne subito ammesso al Liceo musicale “Giuseppe Verdi” dove, tra il 1924 e il 1928, si diplomò in organo, armonia e contrappunto. Fuga iniziò così una rilevante attività in Italia e all’estero come pianista (“eccellente” lo definì Igor Stravinsky), inserito principalmente in orchestre o come accompagnatore di cantanti ma senza trascurare performances solistiche e registrazioni radiofoniche. Nel 1933 venne chiamato dal suo maestro Franco Alfano ad occupare la cattedra di pianoforte principale al Liceo Verdi, incarico che lasciò solo nel 1956 per passare all’insegnamento della composizione mentre dieci anni più tardi divenne Direttore dell’istituto torinese e vi rimase fino al 1976. Ma che musicista era Sandro Fuga? Così si definì nella sua autobiografia Sandro Fuga visto da se stesso scritta nel 1990, pochi anni prima della scomparsa avvenuta a Torino nel 1994.

Come compositore sono un … superstite romantico: tale ero a 18 anni, tale sono ancora. Credo alla musica come espressione di sentimenti. Credo che compositore si nasce per misterioso dono – soltanto il mestiere si impara, ma questa tecnica artigianale in sé non è un arte: ogni artista possiede una “sua” tecnica che serve a lui solo e senza la quale è un dilettante. Credo che il comporre musica sorga, all’origine, da un particolare momento che felicemente può rinnovarsi e prolungarsi e che è “l’ispirazione”.

Piuttosto critico verso le cosiddette avanguardie musicali del secondo Novecento, faceva rilevare con una certa dose di umorismo che queste avevano un senso solo in quanto esisteva la retroguardia (leggi tradizione) della quale si sentiva orgogliosamente di far parte a pieno titolo. Ma da musicista a tutto tondo non era certo refrattario agli stimoli che provenivano dalla musica più moderna, anzi. Un suo grande estimatore e amico, il musicologo Paolo Isotta, scrive in proposito:

In più di un’occasione Fuga ha dimostrato di essere al corrente, da osservatore un po’ distaccato ma dotato di occhio limpidissimo, dei casi della musica nel nostro secolo; e di padroneggiare intimamente anche quella zona del linguaggio che s’allontana dalle predilette basi classico-romantiche.

Eseguita correntemente nelle programmazioni sinfoniche e cameristiche italiane della seconda metà del Novecento, la musica del Maestro ha ricevuto numerosi riconoscimenti in concorsi internazionali: nel 1952 la sua Toccata per pianoforte e orchestra venne premiata al Concorso di Composizione Sinfonica “Città di Trieste e nel 1958 la composizione Ultime lettere da Stalingrado (per voce recitante e orchestra) ricevette il Premio Marzotto.

Nel 1991 la Sonata n. 3 per violino e pianoforte è stata premiata con il “Premio Psacaropulo” dalla critica musicale torinese. Per ricordare la figura del padre, i figli Giacomo e Carlotta (entrambi affermati pianisti) hanno fondato nel 1995 un’associazione che porta il suo nome e che organizza un importante Concorso Nazionale di Musica da Camera presso il conservatorio di Torino oltre a promuovere numerose altre manifestazioni volte soprattutto a valorizzare i giovani musicisti. Ebbene di questa vera e propria personalità a Mogliano non c’é traccia. Non una via, non una piazza, non un auditorio (magari) a lui dedicati: di questo figlio della nostra terra non si ricorda o peggio non si conosce nemmeno il nome. Lanciamo da queste pagine un invito all’amministrazione comunale e alle associazioni musicali del territorio perché questa lacuna piuttosto imbarazzante venga presto colmata e che accanto a Gianbattista Piranesi, Toti dal Monte e Giuseppe Berto figuri finalmente fra le glorie moglianesi anche il nome del Maestro Sandro Fuga.

Renzo De Zottis é nato a Treviso il 9 settembre 1954 e da qualche anno ha lasciato l'insegnamento nella scuola media. Collabora da lungo tempo con svariati mensili occupandosi prevalentemente di argomenti di carattere storico. Ha inoltre al suo attivo diversi servizi fotografici per le maggiori testate nazionali di automobilismo storico ed é stato addetto stampa in diverse manifestazioni internazionali del settore. Fa parte del direttivo dell'Unitre Mogliano Veneto e da almeno un ventennio svolge conferenze per questa associazione e per l'Alliance Française di Treviso.

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