La sorprendente Cisl

Un confronto per il domani

La Cisl di Treviso e Belluno convoca il primo Consiglio Generale a Villa Braida di Mogliano Veneto dopo il Congresso dello scorso febbraio e cosa fa? Accanto alla discussione sulle problematiche organizzative interne, programma una tavola rotonda e una lectio, entrambe guidate dal tema “dell’umanamente sostenibile” nel mondo del lavoro e nella società. Siamo sorpresi non tanto per la tavola rotonda o la conferenza in sé (anche se non è di tutti i giorni riservare uno spazio così ampio a momenti “esterni” nelle sedi sindacali) ma per l’autorevole profilo degli interlocutori scelti. La conferenza è stata affidata infatti a Vito Mancuso, teologo e filosofo che da anni affronta i “fondamentali” dell’esistenza e la dimensione della spiritualità nella contemporaneità (bellissimo l’ultimo suo libro, “La mente innamorata”), mentre la tavola rotonda vede come protagonisti Stefano Zamagni, professore di economia all’Università di Bologna, forse il principale interprete, in Italia e oltre, dell’economia civile, il Vescovo di Treviso Michele Tomasi, assai impegnato con i suoi collaboratori nella Pastorale sociale e del lavoro e punto di riferimento per la diffusione nelle nostre terre della “Laudato Sì” di Papa Francesco, e Giulio Romani, segretario confederale della Cisl.

Introdotto dal segretario della Cisl di Belluno e Treviso, Stefano Zamagni parte in quarta con la schiettezza e la lucidità che lo caratterizzano. Si concentra sugli argomenti che possono essere di interesse per l’attività sindacale di oggi e di domani. In primo luogo, che cosa sottolinea Zamagni? Dice in particolare che nella grande trasformazione in atto 4.0 nel mondo del lavoro molti nuovi posti che implicano nuovi profili professionali non vengono occupati perché non ci sono giovani adeguatamente preparati; evidenzia cioè la carenza strutturale della formazione in Italia, così molti giovani sono costretti ad emigrare in altri lidi. Ecco una sfida che va raccolta: riqualificare la conoscenza alimentando il pensiero critico e creativo.

Secondo: propone al sindacato una riflessione strategica e fotografa con dati alla mano il fallimento del modello tayloristico fondato su una organizzazione piramidale della produzione, che produce infelicità, una corrosiva competitività interna e soffoca le risorse umane penalizzando l’azienda stessa. Secondo l’economista è arrivato il momento di rivoluzionare il mondo del lavoro favorendone una nuova organizzazione che sappia finalmente valorizzare tutti i suoi interpreti in una dimensione collaborativa e creativa, coltivando il concetto del lavoro come espressione di sé (le aziende che funzionano meglio oggi sono quelle che hanno già fatto questo salto). Al sindacato spetta dunque il compito non solo di assicurare giustizia lavorativa e retributiva, ma anche di contribuire a trasformare alla radice le condizioni del lavoro, perché il lavoro da merce deve diventare umano, armonizzandolo con i tempi della vita familiare. Perché, si chiede Zamagni, assistiamo al fenomeno di numerosi autolicenziamenti? Perché le persone non ce la fanno più, perché la dignità non ha prezzo.

Sulla stessa lunghezza d’onda si sviluppa l’intervento del Vescovo Tomasi, che mette subito al centro del ragionamento la necessità di ripensare l’uomo come persona nella sua integrità e non come individuo meramente funzionale all’economia o alla tecnica. Pensa, il Vescovo, che il futuro debba essere all’insegna del “bene comune”, a una decisa virata che consenta a ciascuno di sviluppare il proprio potenziale (“la dimensione espressiva,” dice, “è un’esigenza esistenziale”) per dare il meglio di sé in un quadro di solidale mutualità. Per questo Monsignor Tomasi intravede nell’economia della relazione la chiave di volta per un futuro guidato dalla reciprocità e, appunto, dal principio del “bene comune”.

È il segretario confederale della Cisl Giulio Romani a concludere questo intenso e per molti aspetti innovativo confronto. Ribadisce che il lavoro in Italia sta subendo un’evidente involuzione perché è stato ulteriormente destrutturato, portando ad esempio la flessibilità estrema, l’incentivazione al sommerso, i part time involontari. In accordo con Stefano Zamagni e il Vescovo Tomasi, si dice convinto che il Sindacato dovrà assumere un ruolo strategico per cambiare lo stato dell’arte, promuovendo una rilevante presenza e partecipazione dei lavoratori alle visioni e agli obiettivi di ogni singola impresa, compresa l’ormai non più rinviabile necessità di rendere il lavoro umanamente sostenibile.

Grazie dunque alla Cisl di Belluno e Treviso per questa opportunità, la nostra speranza è che possa continuare ad approfondire questo tema che riguarda l’umanità intera anche con la società civile, perché è alla base di una vera transizione ecologica.

Lucio Carraro
È nato a Mogliano Veneto il 3.6.1954. Ex insegnante, è stato Assessore alla Cultura, Pubblica Istruzione e Commercio del Comune di Mogliano Veneto. Scrittore, ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Collabora con varie Associazioni culturali e sociali.

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