Il progetto culturale “Ars in Tempore” è nato nel 2019 con la volontà di promuovere il dialogo tra antico e presente, suggerendo possibili relazioni tra gli edifici medievali delle abbazie e le odierne creazioni di arte contemporanea.

Il progetto invita a una riflessione sui luoghi che nel corso dei secoli hanno modificato la loro funzione e sottolinea l’importanza di conservare un rapporto di continuità con la storia. Gli ambienti abbaziali che hanno perduto il loro originario impiego divengono spazi espositivi accogliendo le opere di personalità artistiche conosciute nel panorama nazionale e internazionale.

La terza edizione 2021-2022 ha visto coinvolte prestigiose sedi antiche tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Il percorso, inaugurato a settembre 2021 con la mostra presso l’Abbazia di Santa Maria di Carceri (PD), ha visto la sua continuazione a Monastier (TV), nell’Abbazia di Santa Maria di Pero – Ninni Riva e a Sesto al Reghena (PN), nell’Abbazia di Santa Maria in Silvis, per concludersi con la mostra presso l’Abbazia di Santa Maria di Follina, che sarà inaugurata il 14 maggio 2022.

A Follina saranno esposte circa 95 opere (opere pittoriche, plastiche, incisioni e sculture di grandi dimensioni) di 21 artisti provenienti da diverse regioni: Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino, Lombardia.

Durante il periodo della mostra, gli antichi spazi come il chiostro e il refettorio cambiano aspetto attraverso gli allestimenti di arte contemporanea che coinvolgono il fruitore in itinerari diffusi. Inoltre, le presentazioni e le visite guidate gratuite concorrono a valorizzare le opere d’arte e le specifiche caratteristiche di ogni luogo.

Le esposizioni di “Ars in tempore” costituiscono un’opportunità per riscoprire le peculiarità di aree antiche di straordinario interesse storico, per apprezzare gli esiti più attuali dell’arte contemporanea, per creare una rete di relazioni tra Amministrazioni ed Enti pubblici e privati, per ampliare l’offerta culturale e turistica del territorio. Anche per questo, nell’organizzazione del calendario delle esposizioni, particolare attenzione è riservata ai periodi dedicati a fiere o a manifestazioni locali quali momenti significativi di affluenza di visitatori.

L’opera d’arte non è un prodotto fruibile da una cerchia ristretta di “pochi eletti”, è un atto creativo che richiede la partecipazione emotiva di un pubblico sempre più ampio. In tale contesto, la cooperazione e la condivisione di intenti tra gli enti e le varie istituzioni divengono i presupposti per riuscire ad aprire le porte dell’arte verso la comunità e a creare eventi in virtù della sua funzione etica e sociale.

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Roberta Gubitosi è docente di Storia dell'Arte e curatrice di eventi, conosciuta nel territorio per diverse ricerche nel contesto trevigiano. Laureata in Lettere Moderne presso l'Università di Padova, ha perfezionato i suoi studi conseguendo il diploma post lauream di Specializzazione in Storia dell'arte e delle arti minori e successivamente l'abilitazione all'insegnamento. È autrice di numerose pubblicazioni, cataloghi e saggi critici. Collabora con enti pubblici e privati per la progettazione di percorsi guidati, l'organizzazione di mostre e la presentazione di artisti storicizzati ed emergenti. Dal 2019 è curatrice del progetto “Ars in tempore. Percorso di arte contemporanea nelle antiche abbazie”. Vive a Casier di Treviso.