Questo martedì è giunta la notizia che è stato archiviato il progetto del parco fotovoltaico di 9 ettari a nord di Mogliano. La notizia ha portato un grande sollievo nella maggioranza dei cittadini (sebbene il progetto potrebbe essere riformulato e riproposto fra alcuni mesi). Eppure qualcuno potrebbe chiedersi: è giusto esultare per questo blocco? Non si trattava di un progetto ambientalmente sostenibile?

Sembrerà contraddittorio, ma io risponderei di no ad entrambe le domande.

Non si trattava di un progetto realmente sostenibile, ma non mi sembra il caso di esultare.

Non ho esultato perché questa bocciatura non comporta automaticamente una tutela dell’area agricola in pericolo: secondo il piano regolatore adottato, l’area resta classificata come “agropolitana”, cioè disponibile non solo all’installazione del fotovoltaico ma potenzialmente pure alla cementificazione (ben peggiore perché irreversibile). Non mi viene da esultare, poi, perché lo stop all’impianto non implica uno stop a tutto il consumo di suolo nel nostro Comune, che anzi continua ad avanzare inesorabilmente.

Ribadisco però che questo progetto non poteva essere sostenibile. Così come una nuova lottizzazione, un’autostrada o un aeroporto, esso mirava a soddisfare gli interessi di una minuscola minoranza di privati, senza avere riguardi per gli interessi e i bisogni della comunità, come il bisogno di riconoscersi in un paesaggio armonioso e di disporre di almeno qualche residuo di ambiente naturale. Non era sostenibile, infine, perché non si può affrontare la crisi climatica semplicemente puntando sull’espansione indiscriminata delle rinnovabili senza rendere il nostro modello produttivo più efficiente e slegato dal paradigma della crescita infinita*.

Questo venerdì sarà una giornata internazionale di sciopero per il clima, in Italia pure con l’adesione della FLC-CGIL (federazione lavoratori della conoscenza).

Qui a Mogliano si svolgerà una marcia, con partenza alle 8:30 dal Liceo Berto, prima tappa vicino all’area agricola del progetto in questione (in via Cavalleggeri) e conclusione al Municipio. Il nostro scopo è chiedere alle istituzioni (in primis la Regione) di incrementare in modo razionale le fonti energetiche rinnovabili: gli esperti ci dicono che è possibile raggiungere la neutralità climatica senza, nel farlo, sacrificare il paesaggio. Dobbiamo passare dalle parole ai fatti, e farlo in fretta.

La transizione ecologica non può limitarsi al sostituire una tecnologia con un’altra. Essa richiede un profondo mutamento politico che restituisca maggiore potere ai cittadini e permetta una reale giustizia sociale.

Domani vieni anche tu a marciare per il clima, per la nostra città, per il nostro futuro!

 

 *In queste poche righe mi è impossibile esprimere in modo esaustivo la posizione del nostro gruppo sull’espansione delle rinnovabili. Per questo rimando al documento che abbiamo inviato ai consiglieri regionali: Richieste alla Regione.docx

Report “Veneto 100×100 sostenibile” che mostra come è possibile azzerare le emissioni del Veneto entro il 2050.

La posizione “di compromesso” di Legambiente e dell’Ordine degli Ingegneri, da noi condivisa

Il nostro precendente articolo sulla marcia

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Mi chiamo Samuele, ho 20 anni, vivo a Mogliano e sto frequentando la facoltà di ingegneria per l’ambiente a Padova. Ho frequentato il liceo scientifico G. Berto. Da un anno sono attivista nel gruppo Fridays For Future e “Ribelliamoci all'estinzione” Mogliano. Ho iniziato alla scuola media ad informarmi su alcuni problemi ambientali, ma oggi ho capito come essere informati non sia più sufficiente; per me infatti l’attivismo è l’unico mezzo per alleviare la mia frustrazione per la spregiudicata distruzione della natura e l’incertezza del futuro.