6 December, 2021
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Se li chiamassimo atleti…

Io come sport suono il pianoforte, e tu? Lo chiedo alle migliaia di bambini e ragazzi che con passione e impegno studiano musica in Italia. Proviamo così, proviamo a chiamarci atleti.

Leonora Armellini

È mai capitato che un tennista italiano si classificasse primo a Wimbledon e non ce ne accorgessimo? Un primato mondiale in un qualsiasi sport è mai passato sotto silenzio? E un secondo posto ai mondiali – sì, ai mondiali! – per una squadra italiana? Non dico di calcio, perfino l’hockey su prato avrebbe avuto più visibilità e risonanza dei risultati conseguiti di recente da alcuni giovani musicisti italiani in concorsi internazionali di assoluto prestigio, conosciuti e seguiti per la loro importanza in tutto il mondo. Il solo parteciparvi è motivo di immenso orgoglio per i candidati ammessi e, come in tutte le competizioni di altissimo livello, per le nazioni che essi rappresentano. O perlomeno così dovrebbe essere.

Alexander Gadjiev

Al Concorso Pianistica Chopin di Varsavia l’Italia, per la prima volta nella storia di questa competizione, ha avuto in finale ben due connazionali, ottenendo il quinto premio con la padovana Leonora Armellini, 29 anni, e il secondo premio con Alexander Gadjiev, goriziano, 27 anni (tra i vincitori di questo premio nel passato Maurizio Pollini, primo classificato nel 1960, e Martha Argerich nel 1965, tanto per fare un paio di nomi…). A questo si aggiunga che ben tre su dodici finalisti hanno scelto di eseguire le loro prove su un pianoforte “Gran Coda” di marca Fazioli, ditta friulana che quest’anno festeggia i quarant’anni di attività ed eccellenza nella produzione di questi strumenti. Al Concorso Violinistico Paganini di Genova primo premio assoluto per il giovanissimo salernitano Giuseppe Gibboni, solo vent’anni. Non accadeva da 24 anni.

Giuseppe Gibboni

Premio Grammy – a cui ci si riferisce spesso come all’Oscar della musica classica – come seconda miglior orchestra del mondo all’Accademia Bizantina, ensemble italiano di musica barocca fondato a Ravenna nel 1983 e diretto dal maestro Ottavio Dantone.

Si legge nell’accorata lettera del maestro Danilo Rossi, prima viola della Scala, ad Aldo Cazzullo, pubblicata sul Corriere della Sera il 31 ottobre: “Mi risulta che i vincitori di medaglie varie, olimpiche o tornei, dal tennis al volley, vengono invitati dal Presidente del Consiglio o addirittura dal Presidente della Repubblica. La cultura al primo posto? Se fosse veramente così questi straordinari giovani sarebbero su tutti i giornali e su tutte le televisioni e sarebbero già stati invitati dalle più alte cariche dello Stato. Invece nulla di tutto questo è acceduto. Quindi in realtà siamo il terzo mondo culturale? Mi piacerebbe avere un riscontro a questa mia domanda.” Il riscontro c’è stato, poi. Gibboni è stato ricevuto da Mattarella, i due pianisti da Franceschini. Resta il grande silenzio.

Chissà… forse sarà sufficiente cambiare punto di vista… Io come sport suono il pianoforte, e tu? E voi? Lo chiedo alle migliaia di bambini e ragazzi che con passione e impegno studiano musica in Italia. Proviamo così, proviamo a chiamarci atleti.