27 October, 2021
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La resistenza a Mogliano Veneto

Quest’anno racconteremo “La Resistenza” a Mogliano tratta dal libro di Corrado Tegon, "IL DOVERE DELLA MEMORIA" di cui si può chiedere copia all’ANPI di Mogliano Veneto.

La resistenza a Mogliano

Nel territorio dei comuni a sud di Treviso erano presenti comandi delle “brigate nere”, manipoli di giovani della Xa flottiglia Mas, mentre l’esercito tedesco era alloggiato nelle nostre ville. Questo imponente schieramento di forze repressive non impedì il formarsi di una rete efficiente e capillare di Resistenza.

Nonostante le difficoltà organizzative, molto più rischiose rispetto alle possibilità di nascondiglio che offriva la montagna, negli anni fra il 1944 e il 1945 si costituì, con sede prevalentemente a Mogliano, la famosa brigata “Negrin”, che svolse ripetute e coraggiose azioni di sabotaggio contro le forze di occupazione nazifascista che si conclusero con la liberazione della città di Treviso.

Vi aderirono molti giovani che assunsero anche importanti incarichi di comando nelle formazioni partigiane, e molte persone comuni che, pur partecipando di volta in volta ad azioni di sabotaggio, continuavano la loro abituale attività lavorativa.

Stante le difficoltà di operare nei territori di pianura e il limitato armamento, la loro tattica si dispiegò con rapide incursioni, prevalentemente con azioni di guerriglia, evitando sempre lo scontro frontale.

D’inverno le case dei contadini sparse nella campagna, le stalle, i “barchi” di fieno attigui… e d’estate le folte siepi che delimitavano le proprietà, furono i rifugi privilegiati dai partigiani. Spesso queste erano anche il riferimento per il loro sostentamento. Ricordava Rizzieri Cestaro, ad esempio, che i Cavallin, contadini di Conscio, ogni tanto ammazzavano un vitello o un maiale per dar da mangiare a questi patrioti costretti alla macchia.

Nei primi mesi del 1945, quando la sconfitta dei nazifascisti si stava avvicinando, nella maggioranza della popolazione maturò la convinzione che occorreva dare il proprio contributo per accelerare la fine della guerra.

In quel periodo la “Brigata Negrin”, rafforzatasi con l’adesione continua di altri giovani, raggiunse l’organico di oltre mille uomini provenienti dai comuni di Mogliano, Preganziol, Zero Branco, Casale sul Sile, Casier, Roncade e Monastier. Per evitare rappresaglie, l’anno prima si erano associate alla Brigata Negrin gli Ortolan di Marcon, (Giacomo con il figlio Delfino e il fratello Ettore), costretti a cambiar aria in seguito della delazione di una giovane donna passata dalla parte del nemico.

Umberto Dinelli, nel suo libro “Rosso sulla laguna” sulla Resistenza nell’area veneziana, scrive: “La zona di Mogliano per la sua posizione geografica, se non fosse stato prima di tutto per lo slancio e la partecipazione dei suoi abitanti, difficilmente avrebbe potuto mantenersi estranea o neutrale alla lotta di liberazione. Stretti com’erano dalle brigate “Negrin” che operavano a sud di Treviso, e dalla brigata “Ferretto” che controllava il mestrino, i moglianesi finirono per trovare la loro collocazione integrandosi con le due formazioni maggiori”.

Come San Donà di Piave che si allungava sulla statale Venezia-Trieste, Mogliano è spezzata a metà dalla Pontebbana (Terraglio), la maggiore arteria che porta al nord. Anche per Mogliano fu decisiva la sua vicinanza agli stabilimenti di Porto Marghera che furono una fucina di formazione e di preparazione di combattenti per la libertà.

Nel moglianese, inoltre, fu sempre attiva l’opera di assistenza, di ospitalità, di protezione di reduci e sbandati. La zona rappresentò anche un utile terreno di sconfinamento e di fuga per le formazioni che operavano nel mestrino dove le condizioni di lotta erano maggiormente difficili.

La Brigata Negrin

La costituzione della Brigata Negrin risale al settembre 1943, subito dopo la notizia dell’armistizio, e prende il nome da Oreste Licori, nome di battaglia “Negrin”.

Inizialmente era formata da piccoli gruppi isolati, ma con tante nuove adesioni divenne una efficiente realtà operativa, regolarmente inquadrata nel “Corpo Volontari della Libertà”.

Il suo territorio era molto esteso e comprendeva i comuni di Zero Branco, Preganziol, Mogliano Veneto, Casale sul Sile, Roncare, Quarto d’Altino e Monastier.

L’operatività della Brigata fu molto intensa, caratterizzata da continue azioni di sabotaggio alle caserme, ai ponti, alle linee telefoniche e alla linea ferroviaria.

La Brigata Negrin, alla data del 25 aprile 1945, era composta di 4 battaglioni di cui uno autonomo: il battaglione Ortolan con sede a Mogliano Veneto, il battaglione Mirando con sede a San Trovaso, il battaglione Mazzucco e il battaglione autonomo Garibaldi.