Il 23 maggio 1940, fra i soldati della Wermacht rimasti uccisi in combattimento durante l’invasione tedesca della Francia, figurò il maggiore Otto Gallian.
Originario di Vienna dov’era nato nel 1896, Gallian fu l’ultimo soldato austriaco ad essere fatto prigioniero dalle truppe italiane, nel novembre del 1918, durante la ritirata dell’esercito imperiale.
“Salto di corsa nella mulattiera lungo la valle(…) sento un colpo sull’elmetto d’acciaio e poi delle urla. Come riapro gli occhi mi vedo circondato dagli italiani”, scriverà anni dopo.
Otto Gallian, Paolo Monelli, Fritz Weber, Emilio Lussu,sono tra i protagonisti della raccolta di brani scelti e curata da Mario Rigoni Stern sotto il titolo “1915-1918 La guerra sugli Altopiani -Testimonianze di soldati al fronte (Neri Pozza 2001, pag. 648)“con presentazione dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Grazie a Rigoni Stern, fin dalle prime pagine il lettore si troverà a fare la spola fra uno schieramento e l’altro, avendo così l’opportunità di capire che i sentimenti che hanno animato i nostri Nonni (Patria, Famiglia, Fede) erano i medesimi dei nostri nemici, chiamati a combattere per un impero oramai in via di dissoluzione, e che il primo conflitto mondiale contribuì a dargli la spallata finale.
Con il tenente di artiglieria Fritz Weber, ci si troverà a Forte Verle, il pomeriggio del 23 maggio 1915, ad assistere alla lettura di un dispaccio da parte del comandante della guarnigione con il quale informerà i soldati dello stato di guerra con l’Italia a partire dalle 18, ed al primo colpo di artiglieria sparato alle 4 del mattino successivo proprio contro il Forte.
Assieme ad Emilio Lussu si avrà invece modo di assistere alla conquista austriaca di Monte Fior nel 1916, dal quale i soldati asburgici, entusiasti, grideranno di gioia per vedere all’orizzonte “tutta illuminata dal sole, come un immenso manto ricoperto di perle scintillanti (…) la pianura veneta.(..) e poi, più in fondo, Venezia, Venezia!”
In compagnia del capitano degli alpini Paolo Monelli, vedremo la vana difesa del monte Tondarecar e saremo sul monte Castelgomerto tra il novembre ed il dicembre del 1917, quando “Tutti gli attacchi notturni sono disperatamente respinti. (…)
Con l’alba, batter di mitragliatrici su di noi,e granate fumose che pizzican gli occhi e il naso, e sempre l’inutile attesa”.
A fine volume, interessanti sono gli interventi di Rigoni Stern circa la ricostruzione dell’Altopiano e sui pellegrinaggi ai campi di battaglia, a firma di Giani Stuparich, irredentista e volontario triestino, decorato al valore.
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