venerdì, 30 Ottobre 2026
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4 Novembre: gli eroi restano giovani

I nomi dei moglianesi caduti nella Grande Guerra continuano a ricordarci il prezzo della guerra e il valore della pace.

“Gli eroi son tutti giovani e belli”. La celebre riflessione di Francesco Guccini racchiude una verità profonda che ogni anno, il 4 novembre, torna ad affiorare davanti ai monumenti ai Caduti delle nostre città. Anche a Mogliano Veneto quei nomi incisi nella pietra non sono figure lontane della grande storia nazionale: sono 227 giovani moglianesi che lasciarono le loro case, le campagne, le botteghe e gli affetti per non fare più ritorno.

Quando osserviamo le fotografie conservate negli archivi o quelle tramandate dalle famiglie, colpisce la loro età. Erano poco più che ragazzi. La guerra li consegnò alla memoria collettiva nel momento stesso della loro giovinezza, fissandone per sempre il volto. Per questo gli eroi rimangono giovani: perché non hanno avuto il tempo di diventare anziani.

Il 4 novembre, anniversario della conclusione della Prima Guerra Mondiale, non è soltanto una ricorrenza nazionale. A Mogliano Veneto rappresenta un momento di incontro tra la grande storia e la storia locale. Ogni nome scolpito sulla lapide in Sala Consiliare racconta una vicenda personale, una famiglia che attese invano il ritorno di un figlio, di un fratello o di un marito. Dietro ogni cognome vi è una storia che appartiene alla comunità moglianese.

La memoria dei caduti non deve essere confusa con l’esaltazione della guerra. Al contrario, proprio la consapevolezza dell’enorme tributo di vite umane pagato da un’intera generazione ci aiuta a comprendere il valore della pace. I giovani che partirono dal territorio moglianese verso il fronte vissero un’esperienza che nessuna comunità dovrebbe più conoscere. Il loro sacrificio ci richiama ancora oggi alla responsabilità di custodire la convivenza civile e il dialogo tra i popoli.

A Mogliano Veneto, dove la storia è scritta non solo nei libri ma anche nelle piazze, nelle lapidi e nei monumenti, il 4 novembre invita ciascuno di noi a fermarsi per un momento. A leggere quei nomi. A immaginare quei volti. A riconoscere che quegli eroi non erano personaggi leggendari, ma giovani concittadini con i loro sogni e il loro futuro.

Se oggi possiamo ricordarli, il nostro dovere è far sì che il loro sacrificio non sia soltanto una pagina di storia, ma una lezione di pace. Perché gli eroi restano giovani nella memoria; a noi è affidato il compito di dare un senso al loro sacrificio, custodendone il ricordo e difendendo ogni giorno il valore della pace.


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