Gli attuali avvenimenti internazionali con l’instabilità geopolitica, i rapidi e impattanti cambiamenti climatici ci fanno capire, semmai ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia vitale la possibilità di poter disporre di energia e soprattutto di disporne in modo autonomo.
Una risposta a tale sfida viene data dalla Commissione europea con l’adozione del pacchetto climatico Fit for 55, con proposte legislative per raggiungere gli obiettivi del Green Deal. In particolare, la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 55% rispetto ai livelli del 1990, con l’obiettivo di arrivare alla “carbon neutrality” per il 2050;
L’Italia non avendo a disposizione ingenti quantità di combustibili fossili a cui attingere, ha la grande opportunità di aumentare la propria autonomia energetica utilizzando quelle che costano meno, sono pulite, prontamente disponibili e generosamente offerte dalla natura: le energie rinnovabili, solare, eolica, idroelettrica, geotermica.
Attualmente in Italia la produzione di energia da fonti rinnovabili è intorno al 40% del totale; in particolare si stanno diffondendo i parchi agrovoltaici (cioè pannelli fotovoltaici in aree agricole) i grandi impianti fotovoltaici e i piccoli impianti privati sul proprio tetto di casa.
Una diversa modalità che si sta diffondendo, e di cui si parla molto, è la Comunità Energetica Rinnovabile (CER) cioè la possibilità che gruppi di cittadini possano associarsi per produrre e consumare autonomamente energia rinnovabile e quindi svincolarsi dalle grandi multinazionali dell’energia.
Attivare cioè un’altra modalità di transizione: quella che mette al centro le persone ed il territorio.
In data 6 ottobre u.s. anche il nostro Comune, con voto unanime del Consiglio Comunale, approffitando della possibilità di usufruire di fondi europei, ha intrapreso il percorso per la realizzazione di una CER.
Per cercar di capirne di più e approfondire il tema, abbiamo rivolto alcune domande al dott. Renzo Attombri che da qualche anno segue l’argomento e le problematiche e che è stato incaricato dal Comune di sostenere uno sportello pubblico informativo sulle CER.
Dott. Attombri, cos’è una Comunità Energetica Rinnovabile (CER)?
E’ soprattutto una Comunità!
Una CER, cioè una Comunità Energetica Rinnovabile, è un modello di aggregazione, che consente a cittadini, famiglie e imprese di unirsi per produrre, condividere e consumare energia da fonti rinnovabili a livello locale.
Qual è l’obiettivo della CER?
L’obiettivo è fornire benefici ambientali, economici e sociali a livello di comunità, promuovendo la coesione sociale, l’indipendenza energetica, contrastando l’uso dei combustibili fossili con relativa diminuzione di emissione di CO2
Come funzione una CER?
Il funzionamento di una CER si basa su un sistema di condivisione di energia rinnovabile tra i membri della comunità.
L’energia condivisa rappresenta il criterio fondamentale per il calcolo degli incentivi economici destinati alla CER stessa.
Il calcolo degli incentivi avviene attraverso appositi meccanismi stabiliti dal GSE (Gestore Servizi Elettrici), che provvede a erogarli in base alle quote di energia condivisa.
Quali sono gli incentivi statali previsti per la costituzione delle CER?
Per tutte le CER sono previsti incentivi sull’energia autoconsumata sotto due diverse forme:
- Una tariffa incentivante sull’energia prodotta e autoconsumata virtualmente dai membri della CER. Tale tariffa è riconosciuta dal GSE, che si occupa anche del calcolo dell’energia autoconsumata virtualmente, per un periodo di 20 anni dalla data di entrata in esercizio di ciascun impianto.
- Un corrispettivo di valorizzazione per l’energia autoconsumata, definito dall’ARERA, Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente. Inoltre, tutta l’energia elettrica rinnovabile prodotta ma non autoconsumata resta nella disponibilità dei produttori ed è valorizzata a condizioni di mercato. Per tale energia è possibile richiedere al GSE l’accesso alle condizioni economiche del ritiro dedicato.
Cosa si intende per energia autoconsumata virtualmente?
La tariffa incentivante e il contributo ARERA sono riconosciuti esclusivamente sull’energia elettrica autoconsumata dalla CER. Tale quantità di energia è pari a quella virtualmente condivisa, in ciascuna ora, tra i produttori e i consumatori membri della CER, ubicati nella porzione della rete di distribuzione sottesa alla stessa Cabina Primaria.
L’energia elettrica autoconsumata è determinata dal GSE, quindi senza nessun onere per i membri della comunità, in base alle misure trasmesse automaticamente dai distributori di energia al GSE.
Come vengono distribuiti gli incentivi economici?
Gli incentivi saranno successivamente utilizzati e distribuiti in base alle modalità stabilite tra i soci mediante un apposito regolamento approvato dall’assemblea.
In particolare questi incentivi verranno distribuiti sia ai produttori che ai consumatori. Una quota di essi, però, (come previsto dalla normativa) deve essere destinata a progetti che generino un impatto positivo di tipo sociale o ambientale sul territorio.
Come si costituisce una CER?
Per legge la CER deve essere costituita come soggetto giuridico e rispettare alcuni vincoli. Ogni CER è pertanto caratterizzata da un proprio atto costitutivo e uno statuto. La forma giuridica individuata e approvata per la CER Mogliano Veneto, è quella dell’”Associazione riconosciuta” cioè un modello gestito direttamente dai soci che ne entreranno a far parte.
Chi può far parte di una CER?
Possono aderire cittadini privati, piccole e medie imprese, enti locali, associazioni, organizzazioni religiose e altri enti no-profit.
Non possono aderire le grandi imprese e le aziende attive nel mercato energetico.
Aderire alla CER non ha nessun costo.
Che tipologie di soci saranno presenti all’interno della CER?
Possono far parte i Soci produttori, cioè coloro che possiedono un impianto di energia da fonti rinnovabili e che immettono nella rete elettrica l’energia prodotto in eccesso rispetto a quella autoconsumata.
Soci consumatori, coloro che consumano energia prodotta dagli impianti della CER.
Produttori terzi, coloro che mettono a disposizione della CER un impianto di produzione, ma che non rientrano nelle categorie ammesse per aderire o che scelgono di non aderirvi.
Soci sostenitori, non partecipano alla CER né come produttori, né come consumatori, ma previo accordo apportano altri tipi di risorse: beni, servizi, fondi.
Il Comune di Mogliano Veneto partecipa come socio fondatore/produttore.
Quali sono i principali requisiti degli impianti di produzione che possono accedere alle CER?
Per poter accedere agli incentivi previsti per le CER gli impianti di produzione da fonte rinnovabile devono avere potenza NON superiore a 1 MW.
Tali impianti sono generalmente di nuova costruzione, anche se possono far parte di una CER impianti già realizzati, purché entrati in esercizio successivamente alla data del 16 dicembre 2021 (data di entrata in vigore del D.lgs. 199/2021) e comunque successivamente alla regolare costituzione della CER
Chi aderisce alla CER ha dei vincoli sulla fornitura di energia elettrica?
Tutti i partecipanti alla CER, che siano consumatori finali di energia elettrica o autoconsumatori, mantengono i loro diritti di clienti finali, compreso quello della scelta del fornitore di energia elettrica e hanno la facoltà di uscire dalla Comunità quando lo desiderano, secondo le regole e le indicazioni contenuti nello statuto.
Esiste un vincolo relativamente alla posizione geografica dei produttori e dei consumatori membri della stessa CER ai fini dell’accesso agli incentivi?
Ogni CER deve essere realizzata in un’area delimitata da un confine, stabilito dal GSE, servita da una specifica cabina elettrica primaria. La cabina primaria presente a Mogliano, in via S.Michele è posta quasi al centro del paese e la sua area di pertinenza copre quasi tutto il territorio comunale.
C’è una motivazione che, a nostro avviso, dovrebbe spingere i cittadini a raccogliersi in una comunità energetica: ciò che potremmo chiamare “opportunità politica”. Creare una comunità energetica significa in sostanza, radunare i cittadini e indurli a discutere di una questione che riguarda tutti costantemente: la gestione dell’energia.
Significa prendere decisioni su una questione cruciale per la qualità della vita, sottraendo quel potere decisionale ad altri.
Cioè passare da un modello verticale in cui abbiamo un grande produttore di elettricità e, sotto di lui, una miriade di consumatori divisi che non si conoscono e privi di qualsiasi potere, a un modello orizzontale in cui tutti producono, consumano e compiono insieme le scelte fondamentali su quella produzione e quel consumo.
Una “politica” intesa come partecipazione democratica e opportunità per uomini e donne comuni di rovesciare il paradigma dominante: non più energia per fare profitto, ma energia per una maggiore condivisione e giustizia sociale.
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