mercoledì, 14 Ottobre 2026
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“Voci di donne nel madrigale veneto”.  Il racconto in musica dell’emancipazione femminile tra Rinascimento e Barocco

Venerdì 9 ottobre alle ore 18:00, nella suggestiva cornice del Duomo di Santa Maria Assunta, l’Ensemble Arco Amoroso proporrà un viaggio affascinante attraverso il repertorio madrigalesco di Maddalena Casulana, Barbara Strozzi e Claudio Monteverdi.


La storia della musica e della poesia della Serenissima svela una delle sue pagine più intense e rivoluzionarie. Venerdì 9 ottobre alle ore 18:00, il Duomo di San Maria Assunta di Mogliano Veneto ospiterà il concerto “Voci di donne nel madrigale veneto”, promosso ed organizzato dall’Associazione Amici della Musica “Toti Dal Monte” con il patrocinio della Città di Mogliano Veneto. L’evento, a ingresso libero, vedrà protagonista L’Ensemble Arco Amoroso, composto da Valentina Fin (soprano), Marta Fraccaroli (mezzosoprano), Luigi Tinto e Marco Baratto (tenori), Luca Pasqualetto (baritono) e Antonio De Luigi al liuto.

L’Ensemble Arco Amoroso è nato al Conservatorio di Vicenza dall’incontro di giovani cantanti specializzati nel repertorio rinascimentale e barocco, l’Arco Amoroso Ensemble prende il nome dall’omonimo madrigale di Carlo Gesualdo da Venosa (L’arco amoroso e bello, 1626). Dopo i primi successi ai festival Spazio e Musica di Vicenza e Grandezze e Meraviglie di Modena, il gruppo si è costituito come formazione stabile dedicata al repertorio madrigalistico. Nel suo percorso spiccano la selezione per la prestigiosa Monteverdi Academy del Monteverdi Festival di Cremona (2025) e i concerti per rassegne di rilievo come Asolo Musica a Villa Pojana, Amici della Musica di Padova e il festival L’Homme Armé di Firenze.

Un percorso di sensibilità femminile, le compositrici e le opere in programma

Tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, il madrigale ha rappresentato una forma espressiva d’avanguardia in cui parola poetica, affetto e innovazione formale si intrecciavano indissolubilmente. Il programma del concerto costruisce un articolato dialogo stilistico ed esistenziale tra due figure chiave della composizione al femminile — Maddalena Casulana e Barbara Strozzi — e uno dei padri assoluti della musica d’opera e di corte, Claudio Monteverdi.

Il fulcro del percorso risiede nell’esplorazione dell’identità femminile: da una parte le donne autrici, capaci di imporre la propria firma in un mondo strettamente dominato dagli uomini; dall’altra la rappresentazione drammatica della donna, resa in musica attraverso la psicologia complessa delle figure del mito e della poesia.

Maddalena Casulana (1540–1590): la prima donna della stampa musicale. Sotto il profilo storico, Maddalena Casulana è considerata una vera e propria pioniera, fu infatti la prima donna nella storia della musica occidentale ad aver pubblicato un intero libro di proprie composizioni a stampa (Il Primo Libro de Madrigali a quattro voci, Venezia, 1568). Nella celebre dedica a Isabella de’ Medici, la Casulana espresse apertamente l’intenzione di «mostrare al mondo il vanitoso errore degli uomini di possedere essi soli doti intellettuali». Nel corso della serata verranno eseguiti brani tratti dal suo Secondo Libro de Madrigali a 4 voci (Venezia, 1570) — tra cui “Cinta di fior un giorno”, “La Dea che nel mar nacque”, “Morte che voi”, “Ben venga il pastor mio” e “Addio Lidia mia bella” — oltre ai madrigali “O messagger dei miei pensieri”, “Perché al viso d’amor portava insegna”, “Ben veggio di lontano” e “Ovunque volgi il piede”, pubblicati a Venezia nel 1583 nel suo Primo Libro de Madrigali a 5 voci.

Barbara Strozzi (1619–1677): la brillantezza dell’Accademia degli Unisoni. Figlia adottiva del letterato Giulio Strozzi e allieva del celebre compositore Francesco Cavalli, Barbara Strozzi fu tra i talenti più fecondi ed estrosi del Seicento veneziano. Animatrice dell’Accademia degli Unisoni fondata dal padre a Venezia nel 1637, la Strozzi diede prova di straordinaria libertà creativa e padronanza nell’uso delle forme vocali barocche. Il pubblico di Mogliano Veneto potrà ascoltare alcuni dei suoi madrigali più significativi tratti dal Primo Libro de Madrigali a 2, 3, 4 e 5 voci (Venezia, 1644), come “Godere e tacere”, “La quaglia”, “L’amante timido eccitato” e “Consiglio amoroso”.

Claudio Monteverdi (1567–1643) e il “Lamento di Arianna”. A completamento della parabola espressiva si colloca il maestoso Lamento di Arianna di Claudio Monteverdi (su versi del poeta Ottavio Rinuccini), pubblicato a Venezia nel Sesto Libro de Madrigali del 1614. Tratto dall’opera perduta L’Arianna (1608), il brano rappresenta uno dei vertici assoluti della “seconda pratica” monteverdiana: attraverso le quattro sezioni (“Lasciatemi morire”, “O Teseo”, “Dove, dov’è la fede”, “Ahi, che non pur risponde”), il lamento di Arianna abbandonata a Nasso dà forma drammatica a una voce di donna di ineguagliabile forza poetica e pathos emotivo.


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