Non è stata soltanto una cerimonia ufficiale, ma un momento di memoria condivisa, di gratitudine e di affetto sincero, quello vissuto ieri sera all’Auditorium di Piazza Donatori di Sangue. Un salone gremito di cittadini, studiosi, amici e rappresentanti del mondo culturale moglianese ha accolto l’intitolazione della sala al professor Giuseppe Venturini, l’uomo che ha saputo raccontare la storia di Mogliano e restituirle consapevolezza delle proprie radici.
Fin dall’inizio si percepiva il clima delle grandi occasioni. Non una semplice inaugurazione, ma l’omaggio della città a una figura che ha lasciato un segno profondo nella comunità. Tra il pubblico si respirava un sentimento comune: la riconoscenza verso uno studioso che aveva trasformato la ricerca storica in un patrimonio collettivo e accessibile a tutti.
Ad aprire la cerimonia è stato il sindaco Davide Bortolato, che ha sottolineato il valore simbolico dell’intitolazione. Non un atto formale, ma un gesto con cui Mogliano riconosce il debito morale e culturale nei confronti di chi le ha insegnato a guardarsi dentro, a comprendere il proprio passato e a considerare la storia come una risorsa viva per il presente e per il futuro.
Particolarmente toccante è stato l’intervento di Ennio Tortato, presidente dell’Associazione culturale Mojan e membro del Gruppo Ricerca Storica Astori, che ha ripercorso il lungo rapporto umano e culturale vissuto accanto a Venturini. Un racconto nato dai ricordi di un ragazzo che, ancora adolescente, incontrò quello che sarebbe diventato il suo maestro. Nelle sue parole è emersa la figura di un uomo schivo, lontano da ogni protagonismo, ma capace di trasmettere entusiasmo, passione e amore per la conoscenza. Tortato ha ricordato la straordinaria gentilezza di Venturini, la sua umiltà e la sua rara capacità di rendere comprensibili a tutti temi complessi e affascinanti.
Nel suo intervento è stata richiamata anche la grande passione per l’archeologia che accompagnò tutta la vita dello storico. Fu infatti Venturini a interpretare per primo i segni della centuriazione romana nel territorio moglianese, leggendo nel disegno di strade, fossati e campi le tracce lasciate dall’antica organizzazione agricola romana. Un lavoro di studio che si accompagnò alla raccolta e alla catalogazione di numerosi reperti archeologici rinvenuti nel territorio, contribuendo a restituire alla comunità una parte preziosa della propria storia più antica.
A seguire, Giuseppe Del Todesco, anch’egli esponente del Gruppo Ricerca Storica Astori, ha ricostruito il rapporto di amicizia e collaborazione che legò Venturini a don Giuseppe Polo. Da quell’incontro, negli anni Settanta, nacque una stagione di straordinaria vitalità culturale che avrebbe cambiato il modo di raccontare e conoscere Mogliano. Grazie alla collaborazione con il Gruppo Ricerca Storica Astori videro la luce opere diventate punti di riferimento per generazioni di cittadini, come “Passeggiate moglianesi” e “Il Terraglio e le sue ville”, libri che ancora oggi accompagnano chi desidera scoprire l’identità del territorio e delle sue comunità.
Il momento più emozionante della serata è arrivato con il taglio del nastro, seguito da un lungo applauso. In quell’istante il ricordo dello storico si è trasformato in una presenza permanente nel cuore della vita culturale cittadina.
La cerimonia si è conclusa con un momento conviviale che ha offerto ai presenti l’occasione di scambiarsi ricordi, aneddoti e testimonianze. Molti hanno raccontato incontri, lezioni, passeggiate sul territorio e conversazioni che, nel corso degli anni, avevano fatto nascere una passione per la storia grazie alla sua guida discreta ma autorevole.
Da ieri, dunque, l’Auditorium di Piazza Donatori di Sangue porta il nome di Giuseppe Venturini. Una scelta che appare naturale e quasi inevitabile: il luogo destinato alle parole, agli incontri e alla cultura è stato affidato simbolicamente a chi ha dedicato la propria vita a custodire la memoria della città. E ogni volta che quelle porte si apriranno per un convegno, una conferenza o un momento di confronto, sarà come se una parte della sua voce continuasse ancora a raccontare Mogliano alle nuove generazioni.
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È stata una serata speciale.
Del prof. Venturini chi ha avuto la fortuna di conoscerlo come studioso, maestro, amico compagno, padre amoroso guida., ne ha tessuto ampie ed affettuose lodi:giuste e meritate lodi.
Per chi (come me) che tal fortuna non ha avuto, l’scoltare i racconti è stato un vero autentico pur se momentaneo, “incantamento”
A tutti voi che ne avete parlato il mio più sincero ringraziamento.: per quel che vale..