Un soffio al cuore dello Stato.

Il libro “Un soffio al cuore dello Stato, Proletari in divisa e movimenti democratici nelle Forze Armate negli anni 70” a cura di Giuliano Martufi e Giorgio Cecchetti, tratta una vicenda poco nota della storia d’Italia: il movimento dei Proletari in divisa (Pid) che contribuì a democratizzare la vita dei militari nelle caserme.

Ogni anno 300mila giovani sprecavano 15 mesi di vita (24 in Marina) sotto una disciplina rigida e assurda presa da un codice militare di derivazione fascista. Un numero crescente di loro trovò la forza di ribellarsi e denunciare, accese un riflettore sulla vita in caserma e indicò la via ai sottufficiali dell’Aeronautica Militare e al sindacato di Polizia, negli anni 70 delle stragi e dei tentativi di golpe. Il libro offre schede di approfondimento, riflessioni, testimonianze di chi ha vissuto quella storia e le circostanze singolari di una piccola epopea trascorsa tra 1969 e 1976.

In quegli anni in ogni caserma c’era almeno un soldato di leva pronto a dar seguito, con la divisa addosso, al suo consueto impegno civile, sociale o politico ora espropriatogli dalla ferma. Intorno gravitava già una piccola platea di ventenni insofferenti a un codice di disciplina obsoleta e insensata, frustrati da una separatezza che negava l’integrazione nella società locale, soggetti a una noia quotidiana deprimente quando non depressiva. Se gli scaglioni di leva di pochi anni prima avevano più o meno stoicamente sopportato un anno e mezzo di vita consapevolmente sprecato, le reclute post-sessantottine non erano altrettanto acquiescenti neanche per un anno solo.

Poi la rivolta dei Sottufficiali dell’Aeronautica colse tutti di sorpresa. Quel corpo professionale svolgeva varie e rilevanti mansioni tecniche di livello cui non corrispondeva un adeguato trattamento economico né di carriera, anzi era sottoposto a una disciplina da reclute. Molti erano giovani (e scapoli) e si misuravano con i coetanei della società in cui si muovevano dopo il lavoro sviluppando una coscienza sindacale, civile e democratica. Le battaglie interne alle basi aeroportuali, le mobilitazioni, i cortei stupefacenti, mostrarono la possibilità di una presa di coscienza anche in ambiti e settori inaspettati -anzi fino ad allora inauditi- e per ciò stesso carichi di speranze. È infine da sottolineare che non risultano esservi state, negli altri paesi europei e occidentali, esperienze simili in tempo di pace.

Il libro “Un soffio al cuore dello Stato, Proletari in divisa e movimenti democratici nelle Forze Armate negli anni 70” a cura di Giuliano Martufi e Giorgio Cecchetti, sarà presentato a Mestre domenica 13 settembre alle ore 11 nell’ambito del Festival della Politica di Mestre, nel Chiostro del Museo M9 raggiungibile da via Poerio lato sud di P.zza Ferretto.

1 COMMENT

  1. Ciao Mario, ero uno di quelli, non proprio del Pid che era gestito da Lotta Continua, ma in contatto con loro e all’interno della mia caserma ci eravamo organizzati per contrastare i najoni e controllare alcuni servizi. In poche parole a Venzone passai uno dei più bei periodi della mia vita giovanile in continuazione con le lotte studentesche a cui seguirono quelle sindacali come operaio dl settore commercio.

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