Le giornate d’agosto non si somigliano alle altre.
Sono più calde, pervase dal senso della vacanza e sembrano quasi una bilancia che con il passare dei giorni ti traghetta dall’altra parte, nel nuovo anno dello stesso anno.
A Venezia in particolare è sempre stato così.
Perchè a settembre c’è la Mostra del Cinema, la prima domenica la Regata Storica e la tradizione che racconta che non si deve temere la pioggia.
E dunque perchè sono inquieto?
Me lo sono chiesto più volte in questi giorni assolati e a volte soffocanti.
C’è una coincidenza di pensieri, di sensazioni, di messaggi che mi colpisce e mi lascia interdetto.
Il tema vero è poco piacevole.
Mi stupisce sempre di più la gente.
Si, lo confesso.
E non ne sono fiero perchè ricordo l’espressione di un vecchio compagno, il segretario di sezione del Partito Comunista al Lido Giordano Bruno Gamacchio.
Quando le elezioni andavano male ed i compagni si lagnavano perchè pur avendo tanto lavorato non c’erano stati i risultati sperati diceva: ” Certo, capisco, ma alla fine hanno ragione loro, quelli che votano.”
Ora il problema che vivo male è semplice: io sono sicuro che “loro” non hanno ragione.
I “loro” non sono gli elettori per fortuna.
Sono le persone che scrivono sui social, a volte che incontro casualmente e perfino che frequento o per lavoro o per ragioni diverse.
La caratteristica comune di quel che mi colpisce ha due volti: da una parte l’individualismo esasperato e dall’altra la rinuncia all’approfondimento, alla scoperta delle ragioni vere di ciò che accade.
Troppo generico mi direte.
E avete ragione per cui entrerò nel merito di due argomenti complessi ma di quotidiana “cucina” nella vita di ogni giorno di una persona che per almeno un minimo si senta di essere socialmente utile.
La guerra Ucraina Russia da una parte e la costruzione della maggioranza alternativa alla destra in Italia dall’altra.
La guerra.
Vi sono verità scomode.
Ma che vanno comprese.
Dopo la fine della guerra fredda e dei blocchi contrapposti è difficile ipotizzare una guerra contro una potenza nucleare.
Le guerre vanno risolte prima che inizino se no non se ne esce.
L’Occidente ha gravi responsabilità verso la Russia.
Non ha ascoltato Gorbačëv che chiedeva aiuto, ha ipotizzato di divenire dominus economico e politico in quelle terre durante Eltsin ed infine non ha creduto alla paura della Nato più volte enunciata.
La Russia con Putin ha compiuto l’atto criminale di invadere l’Ucraina.
Porta avanti una guerra da più di 4 anni.
Ha profonde responsabilità.
Noi europei non abbiamo fatto proposte di pace serie e non abbiamo preso iniziative credibili per fermare la guerra.
Abbiamo solo e giustamente aiutato l’Ucraina con soldi, armi e ospitalità.
Ed ora convinti di un impossibile attacco russo all’Europa spendiamo ogni denaro in armi in una politica che mi sembra avventata, vecchia perchè solo di dimensione nazionale e falsa perché di copertura della crisi industriale che viviamo.
E quindi la domanda è semplice: si fa tanta fatica a tenere insieme questi tre concetti: l’Occidente che non ascolta colpevolmente la Russia, la Russia che attacca in modo criminale l’Ucraina e l’Europa incapace di ricerca di pace?
Non sono affatto contraddittori.
Sono complementari.
Eppure ci si trova di fronte a esaltati che ti definiscono servo di Putin, ad altri per cui la Russia ha solo ragione contro i fascisti ucraini e ad altri ancora che si accontentano di più armi a prescindere.
Non ha senso.
Anche perchè alla pace bisogna arrivare per due ragioni.
Per farla finita con i morti di ambo le parti e per evitare allargamenti sempre possibili quando un aereo sconfina.
Mi è stato chiesto perchè non vi siano nanifestazioni pubbliche per l’Ucraina, quasi a dire che la sinistra ed i movimenti cattolici pensino solo a Gaza, ai palestinesi e alla denuncia dei massacri di Israele con Netanyahu.
La risposta è semplice.
Si sente subito chi è già aiutato e chi no.
La Russia ha decine di sanzioni, Israele no.
L’Ucraina ha le armi dall’Occidente, la Palestina no.
L’Ucraina ha enormi contributi economici dall’Europa, la Palestina no.
Parte della gente, i giovani capiscono senza parole quando il debole è lasciato solo a morire.
Mi pare quindi chiaro.
C’è un sentito dominante e contraddittorio sulla guerra Ucraina Russia che genera il silenzio stordito o le contrapposizioni datate.
Lasciando libero il passo a tifoserie truculente e teste voltate dall’altra parte.
Campo Largo.
Qui non c’è guerra ma potrebbe esservi sconfitta.
È noto che il Centro Sinistra per divenire competitivo ha bisogno di tre qualità: un’alleanza tra partiti diversi, un programma comune minimo ed un/a leader condiviso/a.
Senza una di queste componenti si rischia grosso.
Ora non mi stupisce che chi dirige i partiti previsti nell’alleanza (PD, 5 STELLE, AVS, +EUROPA, IV) discuta e dibatta nei giornali ed alla TV.
Mi stupisce invece la platea di centro sinistra che ancora si rode a parlarsi, si inquieta ricordando passati remoti, dimentica i propri limiti per ricercare gli altrui.
Sapendo che certo la matematica in politica è spesso un’opinione ma se manca diventa subito tragedia.
Ecco.
Tutto qui.
Oggi occorre un grande movimento per la pace tra Russia e Ucraina e tra Israele e Palestina non dimenticando le tante altre guerre.
Ed occorre un centro sinistra che sia in grado di contare e di evitare errori.
La gente, una volta si diceva il popolo, dovrebbe poter affrontare la complessità senza paura e senza il bisogno di rendere semplice ciò che non lo è.
E se anche ad agosto ci sono pensieri è meglio affrontarli.



Quello che scrivi e verissimo, ma il mio problema è: come fare per contribuire affinché si risolvano questi due grandi problemi.
Caro Maurizio è bello parlare di pace in tempo di guerra, ma la pace si raggiunge se ci sono degli obiettivi e parlare di Ucraina senza riconoscere alla Russia ciò che dal 1500 ha ottenuto e che nel 1800 i Turchi gli avaveno espropriato e che la vecchia URSS aveva riconquistato e riperso alla conquista a gambero dal 1990 in poi e cioè lo sbocco a mare verso il sud, è quello il contenzioso Ucraina Russia, da quando hanno cacciato lo Zar Bambinbi per eredità concedendo tutta l’Ucraina che la Russia governa quel tratto di mare m,a sopratutto la condotta ed il mercato di passaggio. Stessa cosa per la così detta terra noma per antonomasia la Paalestina e la perdita di territorio noma che i Così detti Palestinesi avevano e che gli Inglesi con i soldi degli Ebrai hanno pagato pur di conquistare terreno alla nativa Israele. Questo è il nodo del contendere da centinaia di anni e non è solo Putin oggi o non i Palestinesi ma Hamas o chi per esso pretende. Questo è il terreno per una pace recriminata e da derimere. Una volte amici tuoi dicevano “a da venir baffone” e Putin o il nuovo Stalin è arrivato mentre il terrorismo Iraniano Iracheno, Afganistano, Mediorientale e chi non ha accettato Camp David sia a destra in Isdraele che in Palestina c’era e c’è ancora chi non la accetta.