Sono passati alcuni anni da quando sui social scoprii una raccolta fondi per finanziare una innovativa guida sulla Repubblica di Venezia. Un’idea originale “alla scoperta dell’eredità di un passato comune, che contribuisce a formare la nostra identità” come si può leggere dal sito Extinguished Countries. Finanzio subito il progetto perché mi colpisce la volontà di affrontare l’influenza veneziana nell’attualità, uscendo da una certa manipolazione, anche politica, autoreferenziale e asfittica.
Giovanni Vale è un giornalista con sede a Zagabria, conosciuto di persona alla presentazione di questa sua prima edizione alla libreria San Leonardo di Treviso. Già avevo fatto qualche vacanza tra Istria e Dalmazia, ma da allora è diventata un’ossessione ripercorrere gli ex-domini veneziani. E così nell’estate del 2024 io e Giulia, seguendo i consigli del libro, programmiamo un viaggio in quella che fu l’Albania Veneta, gli attuali Montenegro e la zona di Scutari.
Poco prima della partenza, un amico mi suggerisce anche un reportage di un’escursione sulle montagne: protagonista era una giovane albanese che aiuta a gestire un agriturismo di famiglia e l’unica al mondo (?) a fare la transumanza delle capre in barca. Anche se fuori itinerario, vale la pena dedicarci una giornata.
E così dopo gli splendidi paesaggi montenegrini, affrontiamo una lunga traversata in barca sul lago di Koman, mangiando a Neomalsore con una vista maestosa. Conosciamo qui Marjana, la “neo-montanara” che ha dato il nome anche all’attività. Vuole parlare italiano dopo averlo studiato a Genova, ci scambiamo i contatti aggiungendo un invito a diventare nostra ospite.
La primavera successiva è da noi per visitare Venezia e le colline del Prosecco. Le faccio vedere l’ex Scola degli Albanesi, con il bassorilievo raffigurante Maometto II mentre osserva da lontano l’assedio al castello di Scutari, difeso dalle truppe veneziane nel 1474. Siamo poi all’interno della Chiesa della Salute e Marjana mi chiede qualche dettaglio sulla mia (limitata) esperienza politica. A distanza di mesi scopro che si sta candidando per il parlamento albanese, anzi che addirittura viene eletta. Complimenti Marjana Koçeku, ne hai fatta di strada!
Passa il tempo e un po’ alla volta iniziano ad arrivarmi post, articoli e infine anche qualche video sulla protesta albanese contro un resort sull’isola di Sazan, ridenominata “protesta dei fenicotteri” dagli uccelli che soggiornano nella zona. In realtà le motivazioni ambientali sono solo l’ultima goccia di insofferenza verso una politica corrotta, che continua a tradire la gente per arricchire pochi singoli privati. Ritorno con il mio pensiero a Marjana e vedo progressivamente un cambio di prospettiva nei suoi post: prima impegnata su temi di promozione sociale e culturale, poi sempre più vicina alla popolazione che scende in piazza.
Il 14 giugno scorso lascia il Partito socialista di Edi Rama con cui era stata eletta, in opposizione ai progetti di sviluppo del governo: a soli 25 anni, è l’unica deputata indipendente del parlamento albanese. Si susseguono messaggi, foto, articoli ed interviste televisive, locali e internazionali: penso, un modo per cercare un sostegno dentro e fuori al paese.
Forse qualcosa lo posso fare anche io, forse posso contattare quel giornalista italiano che scrive anche di Balcani. “Ciao Giovanni, può interessarti raccontare di Marjana?” – “Certo Andrea, ho letto di lei e la sento molto volentieri. Mettimi pure in contatto.” Ne nasce un articolo sulla rivista Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.
Il cerchio si chiude: da Venezia, all’Albania e ritorno. Riscoprire un passato comune, allargare i propri orizzonti, approfondire i legami che ancora ci legano con paesi limitrofi uniti (e non divisi) dal Mar Adriatico. L’Isola di Sazan che Jared Kushner vuole comprare per realizzare un resort (e una base militare?) dista solo 72 km dalle coste pugliesi: forse questa storia ci riguarda davvero da vicino, per altri tipi di assedi.


