Nel corso della vita, ciascuno si trova prima o poi nella condizione di dover affrontare spese importanti ma inevitabili, come l’acquisto di una casa o, più semplicemente, di un’automobile.
In queste circostanze, il desiderio di soddisfare un sogno o un’aspirazione personale si scontra spesso con i limiti imposti dalla propria situazione economica, imponendo scelte guidate più dalla responsabilità che dall’impulso.
Se, ad esempio, si necessita di un’auto ma non si dispone delle risorse per acquistare una Lamborghini, la responsabilità impone inevitabilmente di orientarsi verso un veicolo più economico, ma altrettanto funzionale.
Sarebbe del tutto irresponsabile e folle la scelta di contrarre un mutuo da mezzo milione di euro al solo fine di acquistare la Lamborghini, poiché anche le spese necessarie devono essere proporzionate alle proprie disponibilità economiche.
Lo stesso ragionamento vale per il nuovo municipio e il nuovo teatro di Marcon, i quali, dopo quasi tre anni di lavori, sono stati inaugurati in pompa magna dal Sindaco e da tutta l’amministrazione comunale lo scorso sabato.
Due strutture che complessivamente sono costate circa 25 milioni di euro: cifra che il comune di Marcon non poteva di certo permettersi, tanto da obbligare l’amministrazione a contrarre un debito con le banche da circa 10 milioni di euro.
È indubbio che Marcon necessitasse di un municipio nuovo e di un teatro comunale, ma non c’è nulla di logico, e soprattutto di responsabile, nell’indebitare il comune per milioni e milioni di euro pur di costruire una mega-struttura che va oltre le reali necessità della popolazione.
In un contesto come quello di Marcon, dove manca un trasporto pubblico che funzioni, dove la cementificazione avanza a dismisura e dove molte famiglie fanno sempre più difficoltà a pagare le bollette, il criterio che dovrebbe prevalere non è quello del “coraggio di spendere”, come talvolta viene rivendicato dal Sindaco, ma quello della responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche.
Il coraggio, infatti, può essere una virtù solo quando è sostenuto da una reale possibilità economica; in caso contrario rischia di trasformarsi in una scelta irresponsabile, le cui conseguenze ricadono sempre sui cittadini.
Una buona amministrazione non si misura dalla capacità di avviare grandi opere in sé, ma dalla capacità di valutare con rigore se tali opere siano realmente compatibili con le disponibilità finanziarie del comune e con le priorità dei cittadini, senza farsi prendere dall’euforia ma mantenendo la lucidità nello spendere i soldi pubblici.
Perché, ricordiamolo a tutti, i soldi pubblici sono i nostri, messi via dai cittadini con enormi sacrifici, e dunque sono sacri.
In altre parole, non è il coraggio di spendere a definire la qualità di un’amministrazione, ma la responsabilità con cui ogni euro viene impegnato.


