venerdì, 12 Giugno 2026
Home Marcon 53.680 euro per inaugurare il nuovo municipio: non c’è più limite all’opulenza

53.680 euro per inaugurare il nuovo municipio: non c’è più limite all’opulenza

Sabato 30 maggio ci sarà l’inaugurazione del nuovo municipio e teatro di Marcon, e per l’occasione il sindaco e l’amministrazione hanno deciso di festeggiare in grande: un evento all’insegna della musica e dello spettacolo, con cantanti, comici e un maestoso buffet di accompagnamento.

Il tutto per la modica cifra di 53.680 euro.

Nell’attuale situazione in cui si trova il comune di Marcon, con un debito che sfiora i venti milioni di euro, in un periodo storico di crisi, dove la priorità dei sindaci dovrebbe essere quella di investire ogni centesimo possibile per aiutare le famiglie a contrastare l’aumento dei prezzi di cibo e benzina, cosa decide di fare il sindaco Romanello?

Spendere 53.680 euro per una serata di inaugurazione.

Ora la questione non è solo economica, ma soprattutto simbolica: cosa dimostra alla cittadinanza un’amministrazione che spende tutti questi soldi per una breve festa?

Purtroppo, solo opulenza, smisuratezza e un pizzico di cafonaggine.

Pensandoci bene questa vicenda ricorda un antico mito latino, il banchetto di Trimalchione, nel quale si racconta di questo ricchissimo romano che per mostrare la propria ricchezza organizza un banchetto spettacolare e assurdo, con l’obiettivo di impressionare i propri ospiti attraverso l’opulenza sfrontata e illimitata.

Ma dietro quella magnificenza esagerata si intravede una realtà più amara. Trimalchione ha tutto ciò che il denaro può comprare, ma non ciò che dà equilibrio o misura. L’ostentazione della ricchezza nasconde una povertà più profonda, che alla fine emerge: senza lo sguardo degli altri quella ricchezza non vale nulla.

Una situazione simile la vivremo sabato, con una festa eccessivamente dispendiosa, che va oltre il senso della misura e della sobrietà, fatta per nascondere le ferite lasciate da questa amministrazione sul volto di Marcon: un debito esorbitante, un tasso di cementificazione insostenibile e nessuna visione di futuro.

Ma alla fine dei conti chi ne esce male è il sindaco, che nella sua ossessione di apparire grandioso, nel disperato tentativo di impressionare attraverso la maestosità e l’opulenza, rischia in realtà di rivelare un vuoto assai profondo e tormentato, che solo il desiderio morboso di essere ammirato riesce a colmare… temporaneamente.

Tommaso Syrtariotis
Studente di giurisprudenza presso UniPd Membro dei Giovani Democratici Marcon e dei Giovani Democratici Venezia Appassionato di politica, giornalismo, storia e molto altro.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here