lunedì, 17 Agosto 2026
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“Lo Stato oscuro e la Legalità”: una rassegna che ha trasformato la memoria in partecipazione civile

Si è conclusa giovedì sera, 21 maggio 2026, al Liceo Giuseppe Berto di Mogliano Veneto, la rassegna “Lo Stato oscuro e la Legalità”, promossa dall’associazione OMEGA aps in collaborazione con il presidio intercomunale di Libera “Cristina Pavesi” di Preganziol–Mogliano Veneto. Sei incontri, sei autori, sei prospettive diverse su un’unica grande domanda: come si difende la democrazia quando il potere si nasconde nelle zone grigie della politica, dell’economia, delle istituzioni e della criminalità organizzata?

A distanza di quasi due mesi dall’avvio del percorso, il bilancio della rassegna appare particolarmente significativo, non solo per la qualità degli ospiti coinvolti, ma soprattutto per la capacità di costruire uno spazio pubblico di riflessione critica, partecipazione e consapevolezza civile.

Fin dalla serata inaugurale con Miguel Gotor, dedicata all’omicidio di Piersanti Mattarella e ai legami tra mafia, neofascismo, apparati deviati e strategia della tensione, è apparso chiaro che la rassegna non avrebbe proposto una semplice successione di presentazioni librarie. Ogni appuntamento è stato costruito come un tassello di un unico racconto collettivo: quello di un’Italia attraversata da violenze politiche, depistaggi, collusioni e poteri paralleli.

Il merito principale del ciclo è stato proprio questo: evitare la frammentazione dei temi e restituire invece una lettura organica della storia repubblicana. Le stragi, le mafie, i depistaggi, la corruzione istituzionale e le intimidazioni contro gli amministratori pubblici non sono stati affrontati come episodi isolati, ma come fenomeni collegati da una continuità storica e culturale.

In questo senso, la rassegna ha saputo costruire un filo rosso estremamente chiaro.

Con Luigi de Magistris si è entrati nel tema dei “poteri occulti”, delle infiltrazioni dentro le istituzioni e di quella che l’ex magistrato ha definito una forma di “golpe perenne” contro la Costituzione.

Con Paolo Borrometi il focus si è spostato sul “mascariamento”, cioè sull’uso sistematico della delegittimazione e del fango come strumenti per confondere l’opinione pubblica e proteggere i veri responsabili di delitti e stragi.

Enzo Ciconte ha poi allargato ulteriormente lo sguardo, proponendo una lettura storica unitaria delle stragi neofasciste e mafiose come elementi di una lunga “guerra non ortodossa” condotta contro la democrazia italiana.

Pierpaolo Romani ha riportato il discorso sul presente concreto delle amministrazioni locali, mostrando come le mafie continuino ancora oggi a esercitare pressioni e intimidazioni nei confronti di sindaci, assessori e funzionari pubblici.

Infine, la chiusura con Gianni Belloni ha avuto un valore particolarmente importante per il territorio veneto. Parlare di mafie in Veneto ha significato rompere definitivamente l’illusione dell’immunità del Nordest e affrontare il tema delle convergenze tra criminalità organizzata, impresa e politica dentro un contesto economico apparentemente “sano”, ma attraversato da profonde fragilità.

Uno degli elementi più rilevanti della rassegna è stata la partecipazione del pubblico. Tutti gli incontri hanno registrato una presenza numerosa e attenta, con momenti di forte coinvolgimento emotivo e civile.

Non si è trattato soltanto di partecipazione quantitativa.

A colpire è stata soprattutto la qualità dell’ascolto e del confronto. Le serate hanno spesso generato applausi spontanei, domande, riflessioni e una sensazione diffusa di bisogno collettivo di approfondimento.

In un tempo dominato dalla comunicazione veloce e superficiale, “Lo Stato oscuro e la Legalità” ha invece scelto la complessità, il rigore storico, il tempo lungo dell’argomentazione. Ed è significativo che proprio questa scelta abbia trovato una risposta così ampia.

La rassegna ha dimostrato che esiste ancora uno spazio pubblico interessato a comprendere la storia italiana oltre le semplificazioni e le retoriche. Un pubblico disposto ad ascoltare analisi articolate su temi spesso considerati difficili o scomodi.

Un altro elemento che ha dato forza al progetto è stata la pluralità delle voci coinvolte.

Storici, magistrati, giornalisti, studiosi delle mafie e rappresentanti dell’associazionismo civile hanno affrontato i temi della legalità da prospettive differenti ma complementari. Questo ha permesso alla rassegna di evitare sia il rischio del moralismo sia quello della lettura puramente complottistica.

Il rigore documentale di Miguel Gotor e di Enzo Ciconte, l’esperienza diretta di Luigi de Magistris, il lavoro giornalistico di Paolo Borrometi e Gianni Belloni, l’analisi territoriale proposta da Pierpaolo Romani hanno costruito un quadro complesso ma coerente.

La forza della rassegna è stata proprio quella di tenere insieme memoria storica e attualità, analisi strutturale e testimonianza personale, dimensione nazionale e ricadute locali.

Il messaggio forse più importante emerso durante il ciclo di incontri riguarda il significato stesso della parola “legalità”.

In tutte le serate è emersa con chiarezza l’idea che la legalità non possa essere ridotta a una formula astratta o a un semplice richiamo normativo. La legalità è stata raccontata come una pratica democratica concreta, fatta di conoscenza, partecipazione, responsabilità pubblica e capacità critica.

Non è un caso che molti degli interventi abbiano insistito sul ruolo della memoria e dell’informazione. I depistaggi, le campagne di delegittimazione, le manipolazioni e le collusioni funzionano soprattutto quando la società smette di interrogarsi e di approfondire.

La rassegna ha quindi avuto anche una forte funzione educativa e culturale: fornire strumenti per leggere il presente, riconoscere le zone grigie del potere e sviluppare una cittadinanza più consapevole.

Il significato simbolico dell’ulivo per Cristina Pavesi

La conclusione della rassegna è stata accompagnata da un momento dal forte valore simbolico: la piantumazione di un ulivo nel “Giardino dei Giusti” del Liceo Berto in memoria di Cristina Pavesi, vittima innocente di mafia a cui è intitolato il presidio di Libera.

La presenza degli studenti, delle amministrazioni comunali di Mogliano Veneto, Preganziol, Zero Branco e Casier, insieme ai rappresentanti di Avviso Pubblico, di OMEGA aps e del presidio Libera, ha dato a questo gesto un significato che va oltre la commemorazione.

L’ulivo rappresenta infatti l’idea di una memoria che non resta immobile, ma che mette radici nel territorio e prova a produrre futuro. In questo senso, la piantumazione è apparsa perfettamente coerente con l’intera filosofia della rassegna: non limitarsi al racconto delle ombre, ma trasformare la conoscenza in responsabilità civile.

Un’esperienza culturale e politica per il territorio

“Lo Stato oscuro e la Legalità” lascia in eredità qualcosa di più di un ciclo di conferenze ben riuscito.

Ha mostrato come anche in un territorio spesso percepito come distante dai grandi temi delle mafie e delle trame oscure della Repubblica sia possibile costruire percorsi culturali di alto livello, capaci di coinvolgere cittadini, studenti, associazioni e istituzioni.

La rassegna ha avuto il merito di riportare al centro parole che negli ultimi anni rischiano spesso di essere svuotate o banalizzate: democrazia, partecipazione, memoria, responsabilità, impegno civile.

In un’epoca segnata dalla sfiducia verso le istituzioni e dalla frammentazione del dibattito pubblico, il percorso promosso da OMEGA aps e dal presidio Libera “Cristina Pavesi” ha dimostrato che esiste ancora una domanda forte di conoscenza critica e di confronto serio.

La sensazione, al termine dell’ultimo incontro, è che questa rassegna non abbia semplicemente chiuso un ciclo, ma abbia aperto uno spazio di consapevolezza destinato a lasciare tracce nel territorio.

Perché comprendere “lo Stato oscuro” non significa indulgere nel pessimismo o nella sfiducia. Significa, al contrario, riconoscere che la democrazia resta un terreno fragile, che ha bisogno di cittadini informati, memoria viva e partecipazione attiva per poter essere difesa ogni giorno.


Chi desidera rivedere le conferenze può iscriversi al canale youtube di OMEGA aps

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