Mafie, impresa e politica in Veneto: uno sguardo ravvicinato su un territorio che non può dirsi immune

“Lo Stato oscuro e la Legalità” chiude il suo percorso con Gianni Belloni

Giovedì 21 maggio si conclude il ciclo di incontri “Lo Stato oscuro e la Legalità”, un percorso che in queste settimane ha portato a Mogliano Veneto voci autorevoli del giornalismo, della ricerca e dell’impegno civile.

Il sesto ed ultimo appuntamento vede come protagonista Gianni Belloni, giornalista e studioso dei fenomeni criminali, che dialogherà con Mattia Donadel sul tema: Come pesci nell’acqua. Mafie, impresa e politica in Veneto.

Tra le regioni del Nord Italia, il Veneto è spesso percepito come un territorio marginale rispetto alla presenza delle mafie. Le inchieste giudiziarie e giornalistiche che hanno portato alla luce gruppi criminali strutturati sono numericamente inferiori rispetto ad altre aree del Paese. Ma questa apparente “eccezione” non coincide con l’assenza del fenomeno.

Il lavoro di Gianni Belloni e Antonio Vesco, che è stato pubblicato da Donzelli, parte proprio da questa contraddizione: la scarsa visibilità delle mafie non significa la loro assenza, ma piuttosto la necessità di strumenti più raffinati per coglierne le forme di adattamento e le modalità di radicamento.

Il volume ricostruisce una cronologia e una geografia delle presenze mafiose nella regione, analizzando episodi e dinamiche che hanno segnato gli ultimi decenni.

Quattro casi emblematici permettono di osservare da vicino l’intreccio tra criminalità organizzata, economia e politica: L’incontro tra clan e tessuto imprenditoriale locale, dove la ricerca del profitto e la disponibilità di capitali illeciti si incontrano in un terreno fertile; Le ricadute sul mondo del lavoro, con particolare attenzione alle intermediazioni di manodopera gestite dai clan e alle forme di sfruttamento che ne derivano; I rapporti tra gruppi di ’ndrangheta e politica nel Veronese, un nodo che rivela come la criminalità organizzata cerchi legittimazione e accesso ai centri decisionali: Il caso del Consorzio Venezia Nuova e la costruzione del Mose, che, pur non coinvolgendo organizzazioni mafiose, diventa un banco di prova per comprendere la “sregolazione” politica ed economica del territorio, e il modo in cui certe dinamiche possono favorire o ostacolare l’ingresso dei gruppi criminali.

L’indagine mostra come, soprattutto nei momenti di crisi, la politica possa assumere un ruolo di facilitazione degli affari, contribuendo a creare spazi di opportunità per attori opachi e reti criminali.

La mattina del 21 maggio: un ulivo per Cristina Pavesi

La giornata conclusiva della rassegna si aprirà con un momento dal forte valore simbolico e civile. La mattina del 21 maggio, nel giardino del Liceo Giuseppe Berto, che ha ospitato l’intero ciclo di conferenze, verrà piantumato un ulivo in memoria di Cristina Pavesi, vittima innocente di mafia e figura a cui è intitolato il presidio intercomunale di Libera Preganziol–Mogliano Veneto.

L’ulivo, simbolo di pace, radicamento e resistenza, diventerà un segno permanente nel luogo che ha accolto il percorso di “Lo Stato oscuro e la Legalità”: un invito quotidiano a coltivare consapevolezza, responsabilità e memoria attiva.

Gianni Belloni è una figura di riferimento nel panorama degli studi sulle mafie al Nord, ha condotto inchieste e reportage per quotidiani e riviste, ed è membro del comitato scientifico del Laboratorio di analisi e ricerca sulla criminalità organizzata dell’Università di Torino. È tra i fondatori del Laboratorio dell’inchiesta economica e sociale (Lies), con cui ha indagato aree sensibili del territorio padovano. Ha collaborato come consulente con la Commissione Parlamentare Antimafia e ha pubblicato contributi fondamentali sul rapporto tra criminalità organizzata, economia e istituzioni.

Tra i suoi lavori più rilevanti: Camorra e criminalità ambientale nel Veneto (Meridiana, 2012), Il caso Mose nell’Atlante delle mafie (Rubettino, 2017), Come pesci nell’acqua (Donzelli, 2018, con Antonio Vesco) e L’assedio del sociale (Mimesis), dedicato al Terzo settore tra criminalità, mercato e politica.

Attualmente collabora con i giornali del gruppo Nem, il manifesto e Altreconomia.

Una chiusura che è anche un’apertura

La serata con Gianni Belloni non rappresenta soltanto la conclusione della rassegna, ma un invito a guardare il Veneto con occhi più attenti e consapevoli. Comprendere come le mafie si muovono “come pesci nell’acqua” significa interrogarsi sulle condizioni che rendono possibile il loro agire: le fragilità del sistema economico, le zone grigie della politica, le convenienze reciproche che si instaurano nei momenti di crisi.

La piantumazione dell’ulivo e l’incontro serale compongono insieme un’unica traiettoria: memoria, conoscenza, responsabilità. Solo intrecciando questi tre elementi può nascere una cultura della legalità capace di incidere davvero sul presente.


Tutti gli incontri della rassegna “Lo Stato oscuro e la Legalità” si tengono presso il liceo statale “Giuseppe Berto” di Mogliano Veneto alle ore 20:45 con ingresso libero.

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