I Prati Stabili a Mogliano Veneto, perché conservarli e promuoverli

Locandina

L’idea di realizzare questo lavoro è partita da Paolo Favaro, presidente del Comitato a difesa delle ex cave di Marocco. Nel corso del 2025 e parte del 2026 Luciana, Maria e Lorena, architetto, fotografa e naturalista, socie del Comitato, hanno lavorato per dare forma a questa idea.

I prati permanenti o stabili sono veri e propri ecosistemi complessi che svolgono funzioni vitali per l’agricoltura, l’ambiente e il clima. La loro conservazione è diventata una priorità a livello globale.

Quattro valide ragioni per conservare e promuovere i prati stabili:

1 Custodi della Biodiversità
I prati permanenti sono tra gli habitat più ricchi di specie in Europa

  • Rifugio per gli impollinatori: offrono nutrimento costante ad api, farfalle e altri insetti utili.
  • Catena alimentare: sostengono uccelli, piccoli mammiferi e rettili che trovano qui cibo e riparo.

2 Campioni di Sequestro del Carbonio

  • Il suolo dei prati permanenti agisce come un enorme “serbatoio”. Poiché il terreno non viene arato (evitando l’ossidazione della sostanza organica) il carbonio rimane intrappolato nelle radici e nel suolo.
  • Mitigazione climatica: contribuiscono a ridurre la concentrazione di $CO^2$ nell’atmosfera in modo più stabile rispetto ad alcune foreste giovani.

3 Protezione del Suolo e delle Acque
Le radici fitte e profonde dei prati creano una “rete” che protegge fisicamente il territorio.

  • Contro l’erosione: impediscono al vento e alla pioggia di portar via lo strato fertile del terreno.
  • Filtro naturale: agiscono come spugne che filtrano l’acqua piovana, trattenendo inquinanti e nitrati prima che raggiungano le falde acquifere.
  • Prevenzione dissesto: in montagna, sono fondamentali per prevenire frane e valanghe.

4 Valore Agricolo e Zootecnico
Per un allevatore, il prato permanente è una risorsa economica e qualitativa immensa:

  • Qualità dei prodotti: il latte e la carne prodotti da animali che pascolano su prati polifiti (con molte specie di erbe) hanno profili nutrizionali migliori (più Omega-3) e aromi unici.
  • Resilienza: le varietà locali di erba sono spesso più resistenti.

Per conoscere quali terreni siano prati stabili abbiamo analizzato la carta del suolo del Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) di Mogliano Veneto che mappa i terreni agricoli ed in particolare i prati stabili. Abbiamo quindi proceduto alla verifica dell’entità reale di questi terreni. Dal nostro studio è emerso che a Mogliano Veneto i terreni agricoli gestiti a prato sono una minoranza: la superficie all’interno del P.A.T. ne indica circa 37 ettari, ma di questi solo 22 ettari hanno le effettive caratteristiche di prato permanente.

La normativa UE definisce il prato permanente o stabile come un elemento cruciale del paesaggio agricolo che contribuisce alla sostenibilità ambientale e alla biodiversità, e ne promuove attivamente la conservazione attraverso specifiche disposizioni all’interno della PAC. Un prato stabile è essenzialmente un terreno utilizzato per la coltivazione di erbe o altre foraggere erbacee naturali o coltivate (seminate) da almeno cinque anni. Senza che il terreno venga arato e sottoposto a rotazione colturale può essere utilizzato per il pascolo o per la produzione di foraggio.

Durante i sopralluoghi in campo sono emersi, in alcune zone, interessanti aspetti floristici e vegetazionali. Abbiamo catalogato più di 100 specie di piante erbacee, la maggior parte autoctone e solo 10 specie alloctone. Le famiglie che prevalgono sono le Poaceae (graminacee), le Fabaceae (leguminose) e le Asteraceae (composite) di elevato valore foraggero. Sono stati fatti dei rilievi e, in un paio di aree, su circa 9 metri quadrati si sono contate più di 35 specie erbacee diverse; ne citiamo alcune:

Daucus carota (carota selvatica), Achillea millefolium (millefoglio), Centaurea nigrescens (fiordaliso nerastro), Cichorium intybus (cicoria selvatica), Taraxacum officinale (tarassaco), Bellis perennis (pratolina), Leucanthemum vulgare (margherita comune), Capsella bursa pastoris (borsa del pastore), Silene flos-cuculi (crotonella fior di cuculo), Silene vulgaris (silene), Lotus corniculatus (ginestrino), Medicago lupulina (lupolina), Trifolium pratense (trifoglio dei prati), Trifolium repens (trifoglio bianco), Salvia pratensis (salvia dei prati), Malva sylvestris (malva selvatica), Alopecurus myosuroides (coda di topo dei campi), Avena fatua (avena selvatica), Bromus hordeaceus (forasacco peloso), Hordeum murinum (orzo selvatico), Poa pratensis (erba fienarola dei prati), Setaria pumila (pabbio rossastro), Plantago lanceolata (piantaggine), Rumex acetosa (romice acetosa), Ranunculus acris (ranuncolo comune), Galium mollugo (caglio).

Molte specie sono commestibili come: tarassaco, silene (i cui germogli sono noti in veneto con il nome di “carletti”), cicoria, malva, trifoglio (con i fiori dal nettare dolce), altre specie ricordano i giochi d’infanzia di una volta: “m’ama o non m’ama strappando i falsi petali” della margherita, creare collane e coroncine con i fiori composti delle pratoline, soffiare dentro lo stelo cavo del tarassaco per produrre un suono simile a quello di una “trombetta”, costruire cestini con gli steli della piantaggine….. la fantasia si liberava nei bambini liberi di giocare sui prati.

Negli ultimi anni la superficie dei prati stabili è diminuita soprattutto per la diffusione delle monocolture e della cementificazione del suolo. È necessario quindi tutelarli come patrimonio ambientale, per l’ampia varietà di specie spontanee e per i numerosi benefici inizialmente elencati. Rappresentano l’identità biologica e la storia di un determinato territorio legati all’equilibrio tra uomo e natura.

Silene flos-cuculi

2 COMMENTS

  1. Fantastico lavoro. E come sia stata drammaticamente una sciagura non avere fermato il consumo di suolo agricolo veneto ad opera della cementificazione e della prosecchizzazione.

  2. #Eccellente l’opera, eccellente il risultato e, per ultimo (ma non ultimo) eccellente l’idea di produrre un simile lavoro.
    Se ne ha avuto tangibile conferma quella sera: pubblico curioso, attento, interessato….
    Un mio sentito grazie a Luciana, Lorena ed a Sandra.
    Tre donne a cui, a mio parere, . #…l’eccellenza… *
    non manca.

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