Ancora una volta, la città di Marcon si ritrova a fare i conti con un problema tanto evidente quanto sistematicamente sottovalutato: la gestione del verde pubblico. Parchi, rotonde, bordi stradali e parcheggi versano in condizioni di abbandono, con erba alta che raggiunge livelli inaccettabili prima che venga finalmente tagliata.
Un copione che si ripete con puntualità disarmante e che restituisce ai cittadini l’immagine di un’amministrazione lenta, che interviene tardivamente anziché prevenire, e incapace di garantire standard minimi di decoro urbano.
Aree come la rotonda di via Alta o viale della Stazione, inclusa tutta la zona attorno alla stazione dei treni di Gaggio, sono solo alcuni esempi di spazi dove la trascuratezza del verde pubblico regna sovrana.
L’erba alta non è soltanto una questione estetica: rende gli ambienti meno fruibili, scoraggia la frequentazione dei parchi, limita la visibilità in prossimità delle strade e contribuisce a dare un senso diffuso di degrado.
Una città che non cura il proprio verde è una città che trasmette disattenzione verso la qualità della vita dei suoi cittadini.
Ciò che più preoccupa è la sistematicità del ritardo. Non si tratta di episodi isolati, ma di una modalità di gestione che sembra ormai consolidata: si interviene solo quando la situazione è già compromessa.
Questo approccio, oltre a essere inefficiente, comporta anche costi maggiori nel lungo periodo, rendendo più complessi e onerosi interventi che potrebbero essere gestiti con programmazione e continuità.
Le responsabilità sono chiare e non possono essere eluse. Il sindaco e la sua amministrazione hanno il dovere di garantire una manutenzione ordinaria puntuale ed efficace. Governare una città non significa soltanto aprire cantieri e tagliare nastri qua e là, significa soprattutto assicurare che servizi essenziali come la cura del verde siano svolti con regolarità, senza attendere che il problema diventi visibile e, a quel punto, inevitabilmente oggetto di lamentele.
Esistono standard minimi che ogni amministrazione competente dovrebbe rispettare: cicli di sfalcio programmati e rispettati, monitoraggio costante delle aree più sensibili, interventi tempestivi nei periodi di maggiore crescita della vegetazione. Non si tratta di richieste straordinarie, ma di una gestione ordinaria che ogni cittadino ha il diritto di aspettarsi.
Indignarsi e lamentarsi per l’erba alta nella propria città non è un capriccio ma un diritto di ogni cittadino, che come tale ha diritto a pretendere una gestione efficiente del verde pubblico. Ignorare tali pretese o gestirle con superficialità significa rinunciare a una parte importante della qualità e dell’identità della città.
È tempo che l’amministrazione abbandoni la logica dell’intervento tardivo e adotti finalmente una pianificazione seria, costante e trasparente.
Perché una città curata non è un lusso, ma un dovere.


