A seguito del rapidissimo scrutinio dei voti espressi in tutti i seggi d’Italia il risultato finale ha sorpreso tutte le aspettative iniziali: il NO vince con circa il 54% dei voti, contro il SÌ che si ferma al 46%.
Ben quattordici milioni e mezzo di italiani hanno scelto di bocciare questa riforma della giustizia e di difendere la costituzione dai continui attacchi di questa destra al governo, convinta di poter cambiare le colonne portanti della nostra democrazia a suo piacimento.
I quattordici milioni e mezzo di cittadini che hanno votato NO sono molti di più rispetto agli elettori che alle ultime elezioni hanno votato la coalizione di centro-sinistra, dunque il dato è chiaro: molti elettori che normalmente votano a destra hanno votato NO contro ogni indicazione politica fatta da questo governo, il quale perde di fatto una fetta della sua base elettorale.
Con il NO non vince solo una parte politica, ma vince l’Italia del buonsenso, vincono gli italiani e vince la giustizia.
Certo, i veri problemi della giustizia rimangono, ma questa riforma non li avrebbe sicuramente risolti, e il risultato del referendum ha mandato al governo un messaggio forte: concentratevi sui reali problemi della giustizia (mancanza di personale, scarsità di fondi e lentezza dei processi) piuttosto che di concentrarvi su riforme pericolose.
Se volgiamo lo sguardo a Marcon la situazione si ribalta: il SÌ vince con il 53% dei voti contro il 47% dei NO, dunque con una differenza di circa 500 voti reali.
Il dato, però, se analizzato, dimostra qualcosa di sorprendente: nelle ultime elezioni comunali l’alleanza di centro destra aveva vinto con il 72% dei voti, contro il 28% dell’opposizione (l’affluenza è leggermente aumentata al referendum).
Ciò significa che moltissimi degli elettori che hanno scelto il centrodestra questa volta hanno votato NO, di fatto voltando le spalle ai rappresentanti politici locali che spingevano per il SÌ.
Per l’opposizione invece questo risultato è più che positivo: se alle ultime elezioni comunali avevano ottenuto solo 1800 voti, al referendum hanno votato NO più di 4300 cittadini, dimostrando di fatto una sorprendente mobilitazione politica.
Dunque il messaggio che questo referendum è riuscito a trasmettere non è solo sul merito della questione referendaria, ma è soprattutto un messaggio politico da tenere fortemente in considerazione in vista delle prossime elezioni comunali del 2027.


