Io, scoglio antico, sentinella del mare;
tu, onda selvaggia, spirito libero delle acque infinite.
Mi avvolgevi con braccia di schiuma,
mi consumavi di baci salati;
erosione inevitabile,
eppure dolce condanna cui non potevamo sfuggire.
Ora ti agiti tra rimpianti e sensi di colpa;
io mi sgretolo lentamente,
polvere di memoria dispersa tra vento e acqua.
Rimarrà soltanto una lapide illeggibile:
“Morto per un amore impossibile.”
I gabbiani, testimoni alati,
non si poseranno più su di me
prima di riprendere il loro volo infinito.
Ti scrutano con occhi di tempesta,
stridendo contro un dolore che non comprendono.
E tu, onda impetuosa, ti sollevi:
vorresti travolgerli,
ma solo le acque conoscono la tua nostalgia.
Dal fondo del mare emergono le mie briciole,
che la sabbia dorata raccoglie e canta,
sussurrando tra le conchiglie:
“C’era una volta uno scoglio..: innamorato di un’onda.”


