Sabato scorso è stato teatro dell’ennesimo attacco missilistico statunitense e israeliano contro alcune strutture militari e civili dell’Iran, portando alla morte il leader supremo iraniano Ali Khamenei, da tempo guida di un regime autoritario che solo recentemente si era reso protagonista della soppressione nel sangue delle moltissime proteste popolari, uccidendo più di trentamila cittadini iraniani.
L’attacco bilaterale degli Stati Uniti e di Israele ha provocato l’immediata risposta dell’Iran, il quale non ha esitato un minuto a bombardare diverse basi americane negli stati confinanti, primo tra tutti il Bahrain.
Il contrattacco iraniano, però, non si è limitato alle basi americane, ma ha colpito anche alcune famose città mediorientali: Dubai ne è l’esempio più lampante.
Caso vuole che proprio a Dubai, mentre la città subiva l’attacco iraniano, ci stesse soggiornando il ministro della difesa Crosetto con la propria famiglia, ignaro del possibile attacco che avrebbe colpito la città.
Solo dopo diverse ore il ministro è potuto rientrare in Italia illeso con un volo militare.
Nell’attesa viene chiesto al ministro degli esteri Tajani di chiarire la situazione e le prossime mosse del governo, ma il ministro dichiara che non sapeva nulla dell’attacco programmato dagli Stati Uniti e non sapeva nemmeno che il ministro Crosetto fosse in quel momento a Dubai.
La risposta del ministro Tajani ha lasciato i giornalisti attoniti: com’è possibile che il ministro degli esteri non sappia nemmeno dove si trovi il suo collega di governo, soprattutto in un momento di forte crisi per tutta la regione del Medio Oriente?
E come mai il governo italiano non sapeva nulla in anticipo dell’imminente attacco americano, pur essendo l’Italia un’alleata degli Stati Uniti?
La risposta è ovvia quanto deprimente: è evidente che l’Italia è considerata dagli USA un’alleata di terza classe, nemmeno degna di essere informata, nonostante ci siano diverse basi militari italiane nella regione, un burattino da usare solo per proprie necessità.
Eppure la presidente del consiglio Meloni continua a ripetere con forza il ruolo fondamentale che l’italia ricopre nello scacchiere internazionale e l’importanza del nostro paese per gli Stati Uniti. Purtroppo gli ultimi avvenimenti dimostrano il contrario.
Ma ancor più sconvolgente rimane la dichiarazione del ministro Tajani, ignaro di dove si trovasse il ministro Crosetto: i due ministri, nonostante siano colleghi e alleati di governo, hanno un livello di comunicazione peggiore di un gruppo di amici poco affidabili.
La domanda sorge spontanea: la mancata comunicazione da parte del ministro Crosetto del suo viaggio a Dubai, pur essendo una città situata in una regione ad alto rischio bellico, è stata frutto di una valutazione superficiale del ministro o di una mancanza di fiducia tra colleghi di governo?
Difficile dire quale delle due sia la più grave.
Ricapitolando: il governo italiano non viene informato dai suoi alleati dell’imminente attacco, il ministro della difesa Crosetto soggiorna in una città bombardata dall’Iran e il ministro degli esteri Tajani non sa neppure dove era il suo collega di governo.
Sembra davvero che al governo nessuno sappia mai nulla.


