«È finita.»
«Sì. È davvero finita.»
«Da molti anni ormai.»
«Da troppi…»
«Non fu colpa mia.»
«Né mia.»
«Ci congedammo in una notte in cui la luna ti irradiava il volto pallido.»
«E rischiarava le tue labbra, tremule, mentre pronunciavi l’addio.»
«Le nostre mani si strinsero per l’ultima, l’irrevocabile volta.»
«E la luna ne fu muta testimone…»
«Una lacrima ti rimase soffocata in gola.»
«Le mie tradirono il silenzio, tremando come gemme sospese sull’orlo delle ciglia.»
«La luna le contemplò.»
«Sì, fredda e alta, arbitra del silenzio.»
«Al diavolo la luna.»
«Al diavolo quella luna.»
«Fu lei la vera colpevole.»
«Perché non ci trattenne?»
«Perché non ci fece precipitare insieme, così da non risalire mai più?»
«O non ci smarrì in un vortice di baci ardenti, fino a cancellare la parola addio?»
«Restava a vegliare, altera, nel tremulo specchio del mare.»
«L’ho vista: fremette anch’essa.»
«Forse pativa il medesimo gelo che ci attraversava.»
«Era notte, come ora.»
«La stessa luna.»
«Un firmamento privo di stelle.»
«Solo il suo chiarore dominava il cielo.»
«Proprio come adesso.»
«Mi concedi un bacio? La luna lo esige.»
«È ormai troppo tardi.»
«Sì… dobbiamo separarci.»
«Al diavolo la luna.»
«Sì, che sprofondi nell’inferno.»
«Eppure… non ci ha fermati.»
«Non ha mai avuto il potere di trattenerci.»
AL DIAVOLO LA LUNA. “esperimento letterario”
Continua con cadenza settimanale la serie di racconti tratti dalla raccolta "Amori impossibili" di Erida Petriti: storie di legami intensi, spesso incompiuti o realizzati a metà, e della sofferenza che lasciano dietro di sé. Storie diverse tra loro, ma che le accomuna il filo sottile dell’incompiutezza.


